Jonas Vingegaard (Visma–Lease a Bike) vince la settima tappa del Giro d’Italia 2026, la Formia–Blockhaus di 244 chilometri, e manda il primo messaggio vero alla corsa. Il danese attacca a cinque chilometri dall’arrivo e regola Felix Gall (Decathlon CMA CGM) di 13 secondi. Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) perde 2’55” ma conserva la maglia rosa grazie al vantaggio accumulato nelle prime sei tappe.
Il Giro vero inizia qui
Per sei tappe questo Giro ha parlato soprattutto di velocisti, cadute e corridori di classifica in fuga. Il Blockhaus cambia tutto. Gli ultimi dieci chilometri a 9% di media, con punte al 14% sui tornanti abruzzesi, fanno esattamente quello che ci si aspettava: spaccano il gruppo, riscrivono la classifica, separano i favoriti dai corridori che avevano costruito vantaggi su terreni più semplici.
Vingegaard non lascia spazio all’interpretazione. Si porta in testa a cinque chilometri dall’arrivo, alza il ritmo e aspetta di vedere chi resiste. Felix Gall è l’unico a rimanere a contatto, ma quando il danese cambia marcia a tre chilometri dall’arrivo il distacco è netto, irreversibile. Gall arriva secondo a 13 secondi: ottima gara, ma Vingegaard era chiaramente su un altro pianeta.
Terzo Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 1’02”, quarto Giulio Pellizzari della stessa squadra a 1’05”: il giovane veneto, uno dei capitani italiani attesi in questa corsa, paga la lunghezza della tappa e cede più del previsto negli ultimi chilometri. Quinto Ben O’Connor (Jayco AlUla) praticamente nello stesso tempo.
Ciccone delude, Scaroni sparisce
Tra i corridori che deludono, Giulio Ciccone (Lidl-Trek) è quello che fa più discutere. Il toscano era partito da questa tappa con le aspettative più alte tra gli italiani: il Blockhaus è esattamente il tipo di salita esplosiva che dovrebbe esaltarlo. Invece chiude settimo a 1’40”, troppo da un corridore che punta al podio. Più comprensibile il crollo di Christian Scaroni (XDS Astana), che scivola fuori dalla top 10: il suo vantaggio era costruito su fughe, non sulla salita pura.
Eulalio: quasi tre minuti persi, rosa tenuta
Afonso Eulalio chiude quindicesimo a 2’55” da Vingegaard. Il distacco è pesante, ma il portoghese della Bahrain Victorious aveva costruito nei primi sei giorni un margine sufficiente per assorbire il colpo. La rosa rimane sua — con 3’17” di vantaggio sul danese. Non è poco, ma non è al sicuro: con ancora due settimane di montagna davanti, Vingegaard ha mostrato di avere qualcosa in più di chiunque altro quando la strada sale.
La tappa riporta ordine nella classifica. I nomi nelle prime posizioni dopo il Blockhaus — Eulalio, Vingegaard, Gall, Hindley, Pellizzari — erano tutti prevedibili prima del via. Il Giro ha finalmente la forma che merita.
Ordine d’arrivo
| Pos. | Corridore | Squadra | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Jonas Vingegaard | Visma–Lease a Bike | 6:09:15 |
| 2 | Felix Gall | Decathlon CMA CGM | +0:13 |
| 3 | Jai Hindley | Red Bull-BORA-hansgrohe | +1:02 |
| 4 | Giulio Pellizzari | Red Bull-BORA-hansgrohe | +1:05 |
| 5 | Ben O’Connor | Jayco AlUla | +1:05 |
| 6 | Mathys Rondel | Tudor Pro Cycling | +1:29 |
| 7 | Giulio Ciccone | Lidl-Trek | +1:40 |
Classifica generale dopo la tappa 7
| Pos. | Corridore | Squadra | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Afonso Eulalio 🌹 | Bahrain–Victorious | — |
| 2 | Jonas Vingegaard | Visma–Lease a Bike | +3’17” |
| 3 | Felix Gall | Decathlon CMA CGM | +3’54” |
| 4 | Jai Hindley | Red Bull-BORA-hansgrohe | +4’25” |
| 5 | Giulio Pellizzari | Red Bull-BORA-hansgrohe | +4’28” |
| 6 | Ben O’Connor | Jayco AlUla | +4’32” |
| 7 | Giulio Ciccone | Lidl-Trek | +4’57” |
Domani tappa 8: Chieti–Fermo, 156 km. I muri marchigiani rimettono in gioco gli attaccanti da lontano — terreno completamente diverso dal Blockhaus. Dopo la prima vera giornata di montagna, il gruppo riparte con una classifica finalmente leggibile.