La nona tappa del Giro d’Italia 2026 porta la corsa sull’Appennino bolognese per la prima volta dal 2004. Cervia–Corno alle Scale, 184 chilometri: 100 km di pianura romagnola per scaldarsi, poi una salita finale che non concede nulla. Il Corno alle Scale mancava al Giro da 22 anni — torna in un momento in cui la classifica è già leggibile e ogni secondo comincia a pesare.
Il percorso
Partenza da Cervia alle 12:35. Il primo centinaio di chilometri è quasi tutto pianeggiante — la Porrettana attraversa la pianura emiliana fino a Sasso Marconi, poi la strada comincia a salire. Da Silla in poi è un’unica lunga scalata verso il Corno alle Scale, il punto più alto dell’Appennino bolognese a 1.945 metri.
In programma due GPM: la Querciola (3ª categoria) come antipasto, poi il Corno alle Scale come piatto principale. La salita finale misura 10,8 km a 6% di pendenza media — non sembra brutale sulla carta, ma gli ultimi 3 chilometri salgono sopra il 10% con punte al 15%. È lì che la tappa si decide.
Come potrebbe andare
Dopo il Blockhaus, i ruoli sono chiari. Jonas Vingegaard è il corridore più forte in salita nel gruppo, e Visma ha tutto l’interesse a fare ritmo per lanciarlo sull’ultima salita. La domanda non è se il danese arriverà davanti — è di quanto. Sul Corno alle Scale la pendenza è meno esplosiva che al Blockhaus: potrebbe aprire a qualcuno che sul finale del Blockhaus ha pagato il cambio di marcia improvviso.
Felix Gall ha dimostrato di tenere il passo di Vingegaard meglio di chiunque altro. Jai Hindley è il più pericoloso per il podio: terzo al Blockhaus, a soli 8 secondi da Gall in classifica. Giulio Pellizzari deve rispondere dopo la tappa 7: l’Appennino è terreno meno verticale, e 10 km di salita continua lo possono esaltare più dei 14% del Blockhaus.
Attenzione anche alla fuga. Il Corno alle Scale è abbastanza lontano dai riflettori da invitare corridori come Damiano Caruso o Giulio Ciccone a giocarsi la tappa in anticipo. Ciccone soprattutto — dopo la delusione del Blockhaus, ha bisogno di riscattarsi davanti al pubblico italiano. Se la fuga prende il largo con il giusto margine, le chances ci sono.
Per Eulalio è una tappa da gestire. Il portoghese ha 3’15” su Vingegaard: se perde altri due minuti come al Blockhaus, il vantaggio diventa sottile. La Bahrain Victorious proverà a controllare, ma difficilmente può permettersi un altro pomeriggio di passività.
La classifica di partenza
| Pos. | Corridore | Squadra | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Afonso Eulalio 🌹 | Bahrain–Victorious | — |
| 2 | Jonas Vingegaard | Visma–Lease a Bike | +3’15” |
| 3 | Felix Gall | Decathlon CMA CGM | +3’34” |
| 4 | Christian Scaroni | XDS Astana | +4’18” |
| 5 | Jai Hindley | Red Bull-BORA-hansgrohe | +4’23” |
| 6 | Giulio Pellizzari | Red Bull-BORA-hansgrohe | +4’28” |
| 7 | Giulio Ciccone | Lidl-Trek | +4’57” |
Partenza ore 12:35 da Cervia. Arrivo previsto nel tardo pomeriggio sul Corno alle Scale. Il Giro torna sull’Appennino dopo 22 anni: la salita è lunga abbastanza da punire chi non ha le gambe, e corta abbastanza da non perdonare chi aspetta troppo.