Il Giro d’Italia 2026 riparte dalla cronometro con una tappa che sembra disegnata per rimettere in moto la corsa senza consegnarla automaticamente agli uomini di classifica: Porcari (Paper District)-Chiavari, 195 chilometri e 2.850 metri di dislivello. È una giornata lunga, nervosa, molto più dura nella seconda metà, con il passaggio dalle Cinque Terre e un finale pieno di salite brevi.
Dopo Viareggio-Massa, la generale è più stretta: Eulálio ha solo 27 secondi su Vingegaard, Arensman è entrato nel podio virtuale e molti corridori hanno ancora interesse a muovere la corsa. La tappa 11 non è un arrivo in salita da resa dei conti, ma può essere una giornata pericolosa: fuga forte, squadre obbligate a scegliere se controllare, finali ripidi dove perdere contatto costa caro.
I dati della tappa
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Tappa | 11 |
| Data | Mercoledì 20 maggio 2026 |
| Percorso | Porcari (Paper District) → Chiavari |
| Distanza | 195 km |
| Dislivello | 2.850 m |
| Partenza indicativa | 12:20 CET |
| Arrivo previsto | intorno alle 17:16 CET |
| Tipo | Tappa mossa, adatta alla fuga |

Il percorso: tranquillo all’inizio, cattivo nel finale
La prima parte dovrebbe favorire la formazione della fuga. Il percorso lascia Porcari, passa nell’area di Lucca e si avvicina progressivamente alla costa. Per molti chilometri la strada non è davvero selettiva, ma il tracciato è articolato e può rendere complicato tenere chiusa la corsa se davanti entrano corridori di qualità.
La tappa cambia faccia dopo La Spezia. Il Giro affronta il Passo del Termine, poi il Colle di Guaitarola, salita di seconda categoria con tratti impegnativi. Secondo l’altimetria ufficiale, il Guaitarola misura 9,9 km al 6,2%, con punte indicate all’11%. Dopo Sestri Levante arrivano altre due brevi salite, Colla dei Scioli e Cogorno, che portano verso il finale di Chiavari.
Fuga favorita, ma attenzione alla generale
La lettura più naturale è una tappa da fuga. Dopo la cronometro, molte squadre possono avere interesse a lasciare spazio a uomini fuori classifica, soprattutto se il gruppo dei favoriti vuole evitare un’altra giornata di controllo totale. Ma la classifica è troppo corta per considerarla una tappa neutra.
Vingegaard non ha bisogno di attaccare ovunque, ma può usare il finale per mettere pressione. Eulálio deve invece dimostrare di saper difendere la rosa anche in una giornata irregolare, fatta di rilanci e discese, non solo su una salita secca. Arensman, appena salito al terzo posto, ha un motivo in più per correre con attenzione: questa è una tappa in cui il podio si può proteggere, ma anche compromettere con un momento sbagliato.
Chi può provarci
Per vincere da lontano servono gambe da scalatore resistente e capacità di guidare bene nel finale ligure. Corridori da fuga con spunto su salite brevi sono i più adatti. Tra gli uomini di classifica, invece, l’obiettivo sarà soprattutto non farsi sorprendere: la tappa 11 può non decidere il Giro, ma può togliere tranquillità a chi è uscito male dalla cronometro.
Il punto chiave sarà la composizione della fuga. Se davanti entrano uomini lontani in classifica, il gruppo potrebbe lasciar andare. Se invece si muovono corridori vicini alla top 10 o squadre con interessi tattici, la giornata diventerà molto più difficile da controllare.