La tappa 18 del Giro d’Italia 2026 porta il gruppo da Fai della Paganella a Pieve di Soligo: 171 km, 2.050 metri di dislivello e una lettura tecnica che non va ridotta al solo nome dell’arrivo. È una tappa ondulata dall’inizio alla fine, più adatta a chi sa leggere le corse che a chi aspetta un unico punto decisivo.
Dopo le montagne vere e prima del grande blocco dolomitico, questa giornata può diventare terreno di fuga. Il gruppo dovrà decidere se lasciar andare o se tenere la corsa viva per corridori veloci ma resistenti.
I dati ufficiali della tappa
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Tappa | 18 |
| Data | Giovedì 28 maggio 2026 |
| Percorso | Fai della Paganella – Pieve di Soligo |
| Distanza | 171 km |
| Dislivello | 2.050 m |
| Profilo | tappa ondulata, perfetta per attaccanti e finisseur |

Percorso: dove può cambiare la corsa
Il percorso collega la valle dell’Adige con quella del Brenta attraverso la salita di Civezzano, poi prosegue su terreno ondulato ma tendenzialmente in discesa fino a Primolano. Dopo le Scale di Primolano si entra nella valle del Piave e, dopo Valdobbiadene, arrivano Combai, Tarzo e Ca’ del Poggio a 9 km dall’arrivo.
La posizione di Ca’ del Poggio rende il finale interessante. Non è una salita lunga, ma arriva abbastanza vicino al traguardo da spingere attacchi secchi o selezione tra i velocisti resistenti. Se una fuga forte arriva davanti, il gruppo rischia di non rivederla più.

Finale e uomini da seguire
Gli ultimi chilometri sono leggermente a scendere, con due curve nell’ultimo chilometro. L’ultima curva immette nel rettilineo d’arrivo di 300 metri, in leggera salita. È un arrivo che può premiare tempismo e posizione più della pura punta di velocità.
Da seguire finisseur, passisti da fuga e uomini da classiche. Per i big sarà soprattutto una giornata di attenzione: lasciar spazio va bene, perdere posizione nel finale molto meno.