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Giro 2026, Tappa 12: Segaert beffa i velocisti a Novi Ligure, Eulálio allunga

Alec Segaert vince la tappa 12 del Giro 2026 con un attacco negli ultimi 3 km a Novi Ligure. Eulálio resta in maglia rosa e sale a 33 secondi su Vingegaard.

21 Maggio 2026 Redazione Bicitalk 4 min lettura
Alec Segaert vince la tappa 12 del Giro d'Italia 2026 a Novi Ligure

Alec Segaert ha vinto la tappa 12 del Giro d’Italia 2026, 175 chilometri da Imperia a Novi Ligure, con una stoccata perfetta negli ultimi tre chilometri. Era una giornata che molti aspettavano come possibile ritorno dei velocisti, ma il finale ha premiato esattamente il tipo di corridore che ama rompere il copione: potente, coraggioso, capace di scegliere il punto giusto e non voltarsi più.

Il belga della Bahrain Victorious ha anticipato il gruppo ristretto e ha resistito fino al traguardo, chiudendo in 3h53’00” alla media di 45,064 km/h. Toon Aerts ha regolato il primo gruppo a 3 secondi, davanti a Guillermo Thomas Silva. Afonso Eulálio ha conservato la maglia rosa e, grazie agli abbuoni, ha portato il margine su Jonas Vingegaard a 33 secondi.

Il colpo ai -3: perché ha funzionato

La tappa aveva un disegno più insidioso di quanto suggerisse la parola “pianura”. Il passaggio dalla Liguria al Piemonte, con il Colle Giovo e il Bric Berton nella parte centrale, ha consumato le squadre dei velocisti e selezionato il gruppo. Non abbastanza per far saltare gli uomini di classifica, ma abbastanza per togliere uomini ai treni e rendere il finale meno controllabile.

Segaert ha letto proprio quella crepa. Quando il gruppo si è avvicinato a Novi Ligure, la corsa sembrava ancora destinata a una volata ridotta. Il Bahrain Victorious ha invece trovato un’altra strada: attacco secco, piena velocità, nessuna esitazione. Il belga aveva dichiarato dopo l’arrivo che l’idea era chiara: partire “ai -3”. Non una mossa improvvisata, quindi, ma un piano preparato e poi eseguito quando gli sprinter hanno iniziato a mostrare fatica.

Ordine d’arrivo tappa 12

Pos.CorridoreSquadraTempo / distacco
1Alec SegaertBahrain Victorious3h53’00”
2Toon AertsLotto Intermarché+3″
3Guillermo Thomas SilvaXDS Astana Team+3″
4Ethan VernonNSN Cycling Team+3″
5Jasper StuyvenSoudal Quick-Step+3″

Velocisti battuti due volte

La sconfitta degli sprinter non sta solo nel risultato. Sta nel fatto che la corsa è stata resa dura prima ancora del finale. Dopo una prima fuga formata presto, la Soudal Quick-Step ha contribuito a tenere alta la tensione, trasformando una tappa apparentemente controllabile in una giornata più nervosa. Il gruppo ha perso pezzi, la velocità è rimasta alta, e quando si è entrati negli ultimi chilometri non c’era più quella struttura ordinata che serve per spegnere un attacco come quello di Segaert.

Toon Aerts, secondo, è una delle note più curiose della giornata: un nome enorme nel ciclocross, ma al primo vero podio professionistico su strada. Guillermo Thomas Silva completa il podio e conferma di avere un buon senso degli arrivi a ranghi ridotti. Ma il volto della tappa resta Segaert, che dopo qualche occasione mancata trova il colpo più pesante nel giorno in cui il Giro sembrava tornare ai velocisti.

Classifica generale: Eulálio guadagna qualcosa

La classifica generale resta stabile nei nomi, ma non nei secondi. Eulálio è arrivato nel gruppo a 3 secondi, come Vingegaard e gli altri uomini di classifica, ma gli abbuoni gli permettono di allungare leggermente. Dopo la tappa 12 il portoghese resta in maglia rosa con 33 secondi su Vingegaard e 2’03” su Thymen Arensman.

Pos.Classifica generale dopo la tappa 12Distacco
1Afonso EulálioMaglia rosa
2Jonas Vingegaard+33″
3Thymen Arensman+2’03”

Non è un margine enorme, ma è un dettaglio psicologico importante: dopo la cronometro, in cui Vingegaard si era avvicinato molto, Eulálio riesce a uscire da una tappa teoricamente di transizione con qualche secondo in più. Il Giro non cambia padrone, ma continua a premiare chi resta presente in ogni giornata, anche quando la strada non sembra fatta per la generale.

Cosa lascia la tappa

La vittoria di Segaert è una di quelle che spiegano bene il ciclismo moderno: i treni dei velocisti sono fortissimi, ma non invincibili; una tappa “facile” può diventare selettiva se viene corsa sempre in tensione; un attacco ben scelto negli ultimi chilometri può ancora battere la logica della volata. Novi Ligure, terra di Coppi e Girardengo, ha avuto un finale meno monumentale ma molto ciclistico: un uomo solo, il gruppo dietro, tre chilometri da difendere con tutto quello che resta.

Domani, con la tappa 13 verso Verbania, il Giro tornerà su un terreno più aperto alle imboscate. La maglia rosa resta sulle spalle di Eulálio, ma la corsa continua a muoversi anche nei giorni in cui sembrerebbe dover respirare.

Fonti e riferimenti