Emily Dixon correrà nel WorldTour con Canyon//SRAM dal 2027, con un contratto fino al termine del 2028. L’australiana di 19 anni completa così il percorso iniziato con Zwift Academy e proseguito nella formazione Continental Generation. La promozione, annunciata il 14 ottobre, arriva dopo due stagioni di crescita e un 2026 nel quale ha trasformato le qualità viste nelle selezioni in risultati su strada.
Il passaggio interessa anche chi conosce Dixon soprattutto attraverso i rulli: fra vincere una selezione digitale e trovare posto nella massima categoria ci sono stati allenamento, gare europee e apprendistato. È quella parte della storia a spiegare perché la sua promozione abbia un valore che va oltre il programma da cui è partita.
Emily Dixon: squadra, contratto e risultati principali
| Voce | Dato |
|---|---|
| Nuova squadra | Canyon//SRAM WorldTeam |
| Contratto | Stagioni 2027 e 2028 |
| Provenienza | Canyon//SRAM Generation |
| Gracia Orlová 2026 | Due vittorie di tappa |
| Tour Féminin des Pyrénées 2026 | Terza nella tappa regina e sesta nella generale |
| Mondiali Under 23 2026 | Dodicesima nella prova in linea |
Zwift Academy: selezioni nel 2024, annuncio nel marzo 2025
La cronologia chiarisce una possibile confusione. Dixon ha vinto l’edizione di Zwift Academy disputata nel 2024, ma l’assegnazione dei contratti professionistici è stata comunicata l’8 marzo 2025. Per lei il premio era un posto nella Canyon//SRAM Generation; per il canadese Noah Ramsay, vincitore maschile, un contratto con la squadra di sviluppo Alpecin-Deceuninck.
Il comunicato di Zwift descrive un percorso che coinvolse oltre 100.000 partecipanti complessivi e portò otto finalisti nei ritiri delle rispettive squadre. Le quattro donne si confrontarono in Algarve, in Portogallo. La valutazione comprendeva prove su strada e sulla piattaforma, uscite con le atlete del team e incontri con tecnici e preparatori.
Per questo ridurre Academy a una gara di watt sarebbe fuorviante. La potenza serve a individuare un potenziale; guidare la bici, gestire la fatica e rispondere alle indicazioni dello staff aiutano a capire come quel potenziale possa entrare in una squadra. Il successivo contratto di sviluppo lasciava ancora aperta la domanda più difficile: quanto sarebbe cresciuta nelle corse vere?
Dalla bici del padre alle prime esperienze europee
La biografia pubblicata dal team racconta che durante il lockdown del 2020 Dixon si allenava su Zwift con una vecchia bici del padre, troppo grande per lei. L’esordio nelle gare su strada arrivò nel 2021; nel 2022 entrò nella 99 Bike Women’s Academy, proseguendo il percorso nelle categorie giovanili.
Nel 2024 conquistò due podi ai campionati australiani juniores e fece esperienza in Europa con la selezione nazionale. La candidatura ad Academy nacque quasi per caso: cancellata una corsa di club durante l’inverno di Melbourne, scelse un evento indoor. Arrivarono poi i test, la finale e il trasferimento nel ciclismo professionistico europeo.
Il 2025 le offrì già un assaggio della categoria superiore. Al Tour Down Under fu seconda nella classifica giovani, nella sua prima corsa WorldTour; durante la stagione disputò anche il Tour de Pologne con il WorldTeam. Erano opportunità di apprendimento, diverse dalla promozione permanente ora annunciata.
Nel 2026 le risposte sono arrivate su strada
Al Gracia Orlová la prima vittoria arrivò sul difficile traguardo di Štramberk. Il resoconto dell’organizzatore descrive il lavoro della Generation nell’inseguimento alla testa della corsa prima del finale in salita. Dixon riuscì poi a ripetersi nella tappa seguente: due successi ravvicinati che diedero consistenza al salto di rendimento.
Il successivo terzo posto nella tappa regina dei Pirenei, passando dal Tourmalet, ha aggiunto una prova su terreno diverso. Il sesto posto finale nella corsa e il dodicesimo ai Mondiali Under 23 completano un quadro più ampio della sola esplosività su un arrivo breve.
Nel 2027 la priorità dichiarata da Dixon sarà essere una compagna affidabile e imparare dalle atlete più esperte. La continuità nella stessa struttura può aiutare: cambiano avversarie e responsabilità, ma lo staff conosce già il suo percorso. Sarà un passaggio da misurare nella gestione delle gare, oltre che nei piazzamenti. Per chi pedala soprattutto indoor, è anche un promemoria concreto: la piattaforma può aprire una porta, mentre la formazione del corridore continua sulla strada.
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