Il Tour de France 2026 entra già in montagna. Dopo la partenza catalana e il finale acceso di Barcellona, la tappa 3 Granollers-Les Angles porta il gruppo verso i Pirenei con una giornata lunga, irregolare e molto più selettiva di quanto il numero “tappa 3” possa far pensare.
Il percorso ufficiale misura 195,9 km, con 3.850 metri di dislivello positivo. La partenza neutralizzata è prevista alle 12:10, mentre l’arrivo è stimato intorno alle 16:54 in base alla media centrale indicata dall’organizzazione. Non è una tappa da tappone alpino, ma è già una giornata capace di separare chi ha gambe, squadra e lucidità da chi è entrato nel Tour con qualche incertezza.

Percorso tappa 3 Tour de France 2026: Granollers-Les Angles
La tappa parte da Granollers e sale progressivamente verso il confine francese, con una prima parte già nervosa e un finale che obbliga i leader a stare davanti. La corsa non si decide soltanto sull’ultima salita: il Col de Toses, piazzato oltre metà percorso, può pesare molto più di quanto dica la distanza dal traguardo.
Il disegno è quello classico di una tappa pirenaica d’ingresso: tanti chilometri, dislivello distribuito, salite non tutte durissime ma abbastanza lunghe per logorare chi ha speso troppo nei primi due giorni. Se il ritmo sale presto, gli uomini di classifica dovranno correre con attenzione già prima dell’ultima ora.
Le salite della tappa 3
| Salita | Km dal via | Lunghezza | Pendenza media | Categoria |
|---|---|---|---|---|
| Côte de Saint Feliu de Codines | 17,2 km | 7,6 km | 4,5% | 3ª |
| Col de Toses | 127,7 km | 9,3 km | 6,5% | 1ª |
| Col du Calvaire | 172,3 km | 11,4 km | 4,1% | 3ª |
| Les Angles | 195,9 km | 1,8 km | 6,5% | 3ª |
La prima asperità arriva quasi subito e può servire a lanciare la fuga. Il Col de Toses è invece il punto più importante per qualità dello sforzo: 9,3 km al 6,5% non sono un dettaglio in una tappa da quasi 200 km. Non è detto che i big si muovano lì, ma è il posto in cui si può consumare molta squadra e rendere il finale più difficile da controllare.
Il Col du Calvaire, con 11,4 km al 4,1%, è meno severo come pendenza media, ma arriva dopo tanti chilometri e può fare selezione per fatica. L’arrivo a Les Angles aggiunge una rampa finale breve, 1,8 km al 6,5%, abbastanza per premiare uno scatto se il gruppo dei migliori resta compatto.
Cosa cambia dopo la vittoria di Del Toro a Barcellona
La tappa 2 ha cambiato il tono del Tour. Isaac Del Toro ha vinto davanti a Tadej Pogačar e Remco Evenepoel, mentre Jonas Vingegaard ha conservato la maglia gialla. Il distacco tra i grandi favoriti è ancora minimo, ma il messaggio tattico è già chiaro: la UAE non aspetterà soltanto le tappe più dure per mettere pressione.
Per Vingegaard la tappa 3 è un primo test di gestione. La Visma ha la maglia gialla, ma dovrà decidere quanto lavoro assumersi su un percorso in cui la fuga potrebbe anche avere spazio. Per Pogačar, invece, ogni finale mosso è un’occasione per continuare a spingere la corsa verso un terreno più aggressivo. Evenepoel deve restare davanti, evitare sprechi e non farsi trovare isolato se il ritmo sul Toses diventa serio.
Attenzione anche ai giovani e agli outsider. Paul Seixas ha già mostrato gambe interessanti a Barcellona. Juan Ayuso, dentro la top 12 della tappa 2, resta una carta importante in una corsa in cui la UAE può muoversi su più livelli. Tom Pidcock e Lenny Martinez hanno caratteristiche adatte a una tappa irregolare, soprattutto se la fuga giusta prende margine.
Fuga o uomini di classifica?
La domanda principale è questa: le squadre dei big vorranno controllare davvero? La tappa è lunga, il dislivello è consistente e il giorno successivo il Tour resta ancora su terreno impegnativo. Una fuga numerosa con corridori non pericolosi in classifica potrebbe avere margine, soprattutto se nessuna squadra vorrà spendere uomini per un successo parziale.
Ma se la UAE decide di tenere la corsa accesa, lo scenario cambia. La salita finale è breve, quindi non basta da sola per creare grandi distacchi. Il modo migliore per renderla decisiva è arrivarci dopo una giornata tirata, con il gruppo già ridotto e i gregari più pesanti fuori posizione. In quel caso anche pochi secondi possono diventare importanti, perché il Tour è ancora nella fase in cui gli abbuoni e i piccoli buchi fanno classifica.
Orari e punti chiave
La partenza neutralizzata è fissata alle 12:10. Il Col de Toses arriva dopo 127,7 km e dovrebbe essere il primo vero snodo tecnico della giornata. Il Col du Calvaire introduce il finale, mentre Les Angles chiude la tappa con una salita breve ma abbastanza dura per vedere differenze se davanti resteranno i migliori.
Nelle ore precedenti la tappa sono state segnalate attenzioni legate a caldo e incendi nell’area pirenaica. Finché non arrivano comunicazioni ufficiali di modifica, il riferimento resta il percorso ASO Granollers-Les Angles con arrivo programmato a Les Angles.
La chiave tattica
La tappa 3 non è la giornata in cui un favorito dovrebbe perdere il Tour, ma può essere la giornata in cui qualcuno mostra un limite. Per questo sarà importante guardare meno lo scatto finale e più il modo in cui le squadre arrivano agli ultimi 40 km: chi ha ancora uomini, chi rincorre sempre, chi deve chiudere buchi, chi resta coperto.
Dopo Barcellona, il Tour non è più in modalità avvio. Vingegaard ha la maglia, Pogačar ha iniziato a togliere secondi, Evenepoel è dentro la partita. Les Angles dirà se la prima settimana sarà solo nervosa o già davvero selettiva.
Fonti consultate: pagina ufficiale Tour de France/ASO della tappa 3 e classifica ufficiale ASO della tappa 2.