Mercato

Roglič verso l’addio a Red Bull-Bora: perché il 2027 può cambiare tutto

Primož Roglič è sempre più vicino a lasciare Red Bull-Bora a fine 2026. Non c’è ancora l’ufficialità, ma il mercato 2027 può riaprire il suo futuro.

Pubblicato di 4 min lettura
Primož Roglič in maglia Jumbo-Visma nel 2019

Primož Roglič e Red Bull-Bora-hansgrohe sembrano sempre più vicini alla fine del loro ciclo insieme. Non c’è ancora un annuncio ufficiale di addio, e questo è il primo punto da tenere fermo. Ma le indicazioni arrivate nelle ultime ore vanno nella stessa direzione: lo sloveno, sotto contratto con la squadra tedesca, potrebbe lasciare a fine 2026 e cercare altrove l’ultimo progetto importante della carriera.

La notizia non è un semplice dettaglio di mercato. Roglič ha 36 anni, ha vinto quattro Vuelta, un Giro d’Italia e un oro olimpico a cronometro, ma dentro Red Bull-Bora il quadro tecnico è cambiato in modo radicale: Remco Evenepoel è arrivato come grande investimento per il futuro, Florian Lipowitz è ormai una carta da classifica generale, e la squadra sta costruendo una gerarchia molto diversa rispetto a quella immaginata quando Roglič lasciò Jumbo-Visma per diventare il volto del progetto Bora.

Roglič lascia Bora? Cosa sappiamo davvero

Al momento la formula più corretta è questa: Roglič è sempre più vicino a un addio a Red Bull-Bora-hansgrohe a fine stagione, ma il trasferimento non è ufficiale. Domestique Cycling, riprendendo indicazioni di mercato attribuite a Marca, parla di un corridore intenzionato a continuare oltre il 2026 e interessato a un progetto in cui possa sentirsi ancora leader. Anche altri media hanno rilanciato lo stesso scenario, indicando il 2027 come possibile anno del cambio.

Red Bull-Bora, dal canto suo, continua a presentarlo come un proprio corridore e la pagina ufficiale del team lo inserisce ancora nel roster. Questo non smentisce l’ipotesi di separazione futura, ma impone prudenza: non siamo davanti a un comunicato di trasferimento, bensì a una situazione di mercato che sta prendendo forma.

Perché l’addio avrebbe senso

Il punto non è soltanto l’età di Roglič. Il punto è il ruolo. Quando lo sloveno è arrivato in Bora, la squadra cercava un leader assoluto per le grandi corse a tappe. La vittoria alla Vuelta 2024 aveva confermato che l’operazione poteva produrre risultati immediati. Da allora però il progetto Red Bull è diventato più ampio e più aggressivo.

Evenepoel cambia tutto. È più giovane, ha un profilo globale, porta ambizioni da Tour de France e obbliga la squadra a costruire attorno a lui una parte importante del calendario. Lipowitz, nel frattempo, è passato da giovane interessante a corridore da classifica vera. In un contesto del genere Roglič rischia di diventare un nome enorme ma non più centrale: troppo forte per essere un semplice gregario, troppo ingombrante per stare in una gerarchia fluida senza creare domande.

Per un corridore come lui, l’ultima parte della carriera ha senso solo se il progetto è chiaro. Una squadra che gli garantisca leadership alla Vuelta, libertà nelle corse a tappe di una settimana e magari un ultimo assalto al Tour potrebbe essere più attraente di un ruolo interno da terza carta di lusso.

Le possibili destinazioni

Al momento non c’è una destinazione confermata. Le ipotesi circolate attorno a Roglič parlano soprattutto di squadre interessate a un leader esperto da grandi giri, ma nessuna pista va trattata come fatta. Bahrain Victorious è uno dei nomi ricorrenti nelle speculazioni, perché avrebbe spazio tecnico e interesse per un corridore capace di dare immediatamente peso a un progetto da classifica.

La domanda vera, però, è un’altra: Roglič vuole ancora un calendario da leader unico o preferisce scegliere poche corse mirate per provare a chiudere la carriera con un ultimo grande colpo? Se l’obiettivo resta la quinta Vuelta, allora serve una squadra pronta a costruire tutta l’estate attorno a lui. Se invece vuole tentare ancora il Tour, il discorso diventa più complicato, perché contro Pogačar, Vingegaard, Evenepoel e le nuove generazioni servirebbe una struttura quasi perfetta.

Cosa cambia per Red Bull-Bora

Per Red Bull-Bora, un eventuale addio di Roglič semplificherebbe la gerarchia. Evenepoel diventerebbe il perno principale delle grandi ambizioni, Lipowitz resterebbe la seconda carta da sviluppare, e il resto del mercato potrebbe essere costruito con gregari e uomini di supporto più coerenti. Sarebbe una perdita enorme in termini di palmarès e immagine, ma anche una scelta comprensibile se la squadra vuole evitare sovrapposizioni.

Il rischio, semmai, è perdere troppo presto un corridore che sa ancora vincere. Roglič non è più nel momento più esplosivo della carriera, ma ridurlo a “corridore del passato” sarebbe un errore. Quando sta bene, resta uno dei migliori interpreti al mondo delle corse a tappe brevi e dei finali duri. La sua esperienza nella gestione di una grande corsa non si compra facilmente sul mercato.

La lettura più probabile

La sensazione è che l’addio sia ormai uno scenario molto plausibile, ma non ancora una notizia chiusa. Roglič e Red Bull-Bora sembrano arrivati a un bivio naturale: da una parte una squadra che guarda sempre più a Evenepoel e Lipowitz, dall’altra un campione che potrebbe avere ancora bisogno di sentirsi necessario, non solo rispettato.

Se il trasferimento si concretizzerà, il 2027 potrebbe diventare l’ultimo grande capitolo della carriera di Roglič. Non per forza il più vincente, ma forse il più interessante: quello in cui capire se uno dei corridori più intelligenti e resilienti della sua generazione può ancora reinventarsi una volta.

Fonti consultate: Domestique Cycling, Malta Sport, CyclingUpToDate, pagina ufficiale Red Bull-Bora-hansgrohe del corridore e database trasferimenti ProCyclingStats.