Gare

Fernando Gaviria, frattura della clavicola al Tour 2026: ritiro dopo la caduta

Fernando Gaviria e Jenno Berckmoes lasciano il Tour de France 2026 con una frattura alla clavicola. Il bilancio medico della caduta della tappa 12.

Pubblicato di 3 min lettura
Fernando Gaviria ferito dopo la caduta nella tappa 12 del Tour de France 2026

Fernando Gaviria ha lasciato il Tour de France 2026 dopo la maxi-caduta nel finale della tappa 12: gli esami hanno evidenziato una frattura della clavicola sinistra. Lo sprinter della Caja Rural-Seguros RGA non è ripartito da Dole. Anche Jenno Berckmoes ha riportato una frattura alla clavicola e ha dovuto abbandonare, mentre Dorian Godon ha superato il primo controllo per la commozione cerebrale ma resta sotto osservazione.

Gaviria, frattura della clavicola e Tour finito

La conferma è arrivata dalla stessa Caja Rural nella serata di giovedì. Gaviria è caduto a circa 350 metri dal traguardo di Chalon-sur-Saône, quando il gruppo viaggiava ormai alla massima velocità per preparare la volata. Il colombiano ha concluso la tappa con l’aiuto del compagno Stefano Oldani, ma il dolore alla spalla sinistra aveva fatto temere subito una lesione importante.

Gli accertamenti effettuati dopo l’arrivo hanno confermato la frattura. Per Gaviria non c’era quindi alcuna possibilità di prendere il via nella tappa 13 da Dole a Belfort. Il suo Tour si chiude con il nono posto ottenuto a Nevers come miglior risultato individuale e con una giornata nella quale era riuscito a rientrare nel gruppo dopo una foratura a meno di dieci chilometri dall’arrivo.

Anche Berckmoes deve abbandonare

La caduta ha coinvolto numerosi corridori e il bilancio medico si è definito soltanto nelle ore successive. Jenno Berckmoes, della Lotto-Intermarché, ha riportato a sua volta una frattura della clavicola. La squadra ha comunicato che il belga sarà operato in patria: anche per lui il Tour de France 2026 è terminato.

Il compagno Liam Slock ha riportato abrasioni ai gomiti e all’anca destra, senza che il primo controllo evidenziasse fratture. Le sue condizioni sono state valutate compatibili con la prosecuzione della corsa. È un dettaglio che rende bene la natura della caduta: lo stesso incidente ha prodotto conseguenze molto diverse a seconda del punto e del modo in cui ciascun corridore ha colpito l’asfalto.

Godon sotto osservazione, ma senza segni di commozione

Le immagini più preoccupanti dopo l’arrivo erano state quelle di Dorian Godon. Il francese della Netcompany INEOS faticava a ripartire ed è stato accompagnato verso il traguardo da Kévin Vauquelin. La squadra ha riferito abrasioni cutanee e dolore muscolare alla schiena. Il primo esame del medico del Tour e quello successivo del team non hanno mostrato segni di commozione cerebrale.

Godon resta comunque monitorato secondo il protocollo UCI, con controlli ripetuti. L’assenza di un riscontro immediato non chiude infatti automaticamente la valutazione: dopo impatti ad alta velocità, alcuni sintomi possono emergere nelle ore successive.

Gli altri corridori coinvolti

  • Pavel Bittner: coinvolto nella caduta, senza lesioni importanti comunicate nella prima valutazione.
  • Søren Wærenskjold, Jonas Abrahamsen e Anthon Charmig: tagli e abrasioni multiple; i primi esami non hanno richiesto radiografie, ma Uno-X ha proseguito il monitoraggio.
  • Liam Slock: abrasioni a gomiti e anca destra, senza fratture emerse nel controllo iniziale.
  • Dorian Godon: abrasioni e dolore alla schiena, primo protocollo commozione negativo.

Una caduta che il risultato non raccontava

Nell’ordine d’arrivo tutti i corridori coinvolti hanno ricevuto lo stesso tempo del gruppo perché l’incidente è avvenuto nella zona protetta del finale. La classifica, però, non mostrava la gravità delle conseguenze. Mentre Tim Merlier conquistava la terza vittoria di tappa, alle sue spalle diversi corridori restavano a terra e il quadro medico continuava a cambiare.

La dinamica è stata quella di un incidente a catena nel punto più veloce e congestionato dello sprint. Gaviria ha cercato uno spazio mentre le linee davanti a lui si chiudevano; il contatto ha innescato la caduta. Attribuire una responsabilità netta dalle sole immagini sarebbe forzato. Il dato certo è il bilancio: due fratture alla clavicola, due ritiri e diversi corridori sottoposti a controlli nelle ore successive.

Fonti