Tadej Pogačar ha stabilito il nuovo riferimento di scalata dell’Alpe d’Huez durante la tappa 19 del Tour de France 2026. Il dato ha superato il tempo attribuito a Marco Pantani, ma il confronto deve sempre indicare il punto esatto dal quale viene fatto partire il cronometro.
Il tempo di Pogačar
Le ricostruzioni pubblicate dopo la tappa convergono sul fatto che Pogačar abbia completato l’ascesa più rapidamente dei riferimenti storici del Tour. L’attacco è arrivato a circa dieci chilometri dall’arrivo, dopo una tappa corta ma affrontata ad altissima intensità.
Il tempo ufficiale di tappa è 3:17:57 sui 127,9 chilometri da Gap. Il crono della sola salita varia a seconda del segmento utilizzato: strada ufficiale di 13,7 km, tratto storico da Bourg-d’Oisans o rilevamento più corto adottato da alcune analisi.
Pantani e il problema dei punti di rilevamento
A Pantani vengono attribuiti 36’40” nel 1995 oppure 37’35” nel 1997. Non è una contraddizione atletica: sono misurazioni effettuate su distanze e punti di partenza differenti. Per confrontare epoche diverse bisogna usare lo stesso segmento, non mettere in fila numeri raccolti con criteri incompatibili.
La pagina turistica ufficiale dell’Alpe indica 37’35” nel 1997 sul proprio tracciato di riferimento. Altre cronologie usano l’intersezione precedente all’inizio convenzionale e riportano 36’40” nel 1995.
Perché il record del 2026 è credibile
Pogačar ha affrontato la salita con una bici aero, la Colnago Y1Rs, e dopo una tappa relativamente breve. Aerodinamica, scorrevolezza, alimentazione, ricognizione e misurazione della potenza sono cambiate profondamente rispetto agli anni Novanta. Questo non rende il confronto inutile, ma impedisce di ridurlo a un giudizio assoluto tra corridori.
Il record è soprattutto la fotografia della velocità raggiunta dal ciclismo moderno. La cronaca completa è nell’articolo sulla tappa 19 del Tour 2026.