Tadej Pogačar ha vinto la tappa 4 della Vuelta a España 2026, 104,8 chilometri con partenza e arrivo ad Andorra la Vella, con un attacco iniziato a 50,5 km dal traguardo. Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha chiuso in 2h40’35” e ha lasciato a 2’39” il gruppo regolato da Jarno Widar davanti a Felix Gall, Oscar Onley, Sepp Kuss ed Enric Mas. Primož Roglič ha limitato il danno nel gruppo inseguitore, ma nella classifica generale è ora a 3’21” dalla maglia rossa.
Non è stata la solita accelerazione nell’ultima salita. Pogačar ha scelto la Collada de Beixalis, quando mancavano più di cinquanta chilometri e c’erano ancora il Col d’Ordino e l’Alto de la Comella. Felix Gall è stato l’unico a rispondere subito, ma è rimasto alla sua ruota per poco più di un minuto. Da lì in avanti il leader della Vuelta ha corso una cronometro in montagna: prima ha costruito il vantaggio, poi lo ha difeso senza lasciare alcun appiglio al gruppo.
Risultato tappa 4 Vuelta 2026
| Pos. | Corridore | Squadra | Tempo / distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Tadej Pogačar | UAE Team Emirates-XRG | 2h40’35” |
| 2 | Jarno Widar | Lotto Intermarché | +2’39” |
| 3 | Felix Gall | Decathlon CMA CGM | +2’39” |
| 4 | Oscar Onley | Netcompany INEOS | +2’39” |
| 5 | Sepp Kuss | Visma-Lease a Bike | +2’39” |
| 6 | Enric Mas | Movistar | +2’39” |
I dati coincidono con le classifiche ufficiali della Vuelta. Il distacco è importante soprattutto per il modo in cui è arrivato: non in una volata ristretta o su un muro breve, ma su una sequenza di salite che ha lasciato ai rivali più di cinquanta chilometri per provare a riorganizzarsi.
La corsa è cambiata sulla Collada de Beixalis
La tappa di Andorra aveva quattro punti chiave: il Port d’Envalira, lungo 23,3 km; la Collada de Beixalis, 6,5 km all’8,5%; il Col d’Ordino, quasi dieci chilometri al 7%; e l’Alto de la Comella, breve ma vicino alla meta. Nella preview era chiaro che la giornata non avrebbe premiato chi aspettava l’ultimo chilometro. Pogačar ha reso concreta proprio quella lettura.
Sulla Beixalis, a 50,5 km dall’arrivo, ha cambiato passo e ha subito isolato la corsa. Gall ha provato a chiudere il buco, Carapaz ha preso in mano l’inseguimento, ma il ritmo imposto dalla UAE ha tolto rapidamente uomini e riferimenti. Quando Gall ha ceduto, Pogačar era già solo. Il primo vantaggio rilevante è arrivato a 1’35”, abbastanza per cambiare il comportamento del gruppo: inseguire con ordine richiedeva accordi fra squadre con obiettivi diversi, mentre il leader poteva dosare lo sforzo davanti.
Ordino: da attacco a sentenza
Il Col d’Ordino non ha riaperto nulla. Pogačar l’ha affrontato con un ritmo alto e costante, portando il margine oltre i tre minuti in vetta. Dietro si sono ritrovati Kuss, Gall, Mas, Onley e Roglič, con Carapaz a lavorare nella prima fase dell’inseguimento. Roglič ha anche provato a muoversi nel gruppo, un gesto utile per non accettare passivamente il distacco ma insufficiente per cambiare l’esito della tappa.
La Comella, a 4,8 km dal traguardo, poteva ancora essere il punto in cui pagare il conto di un’azione tanto lunga. Non è successo. Pogačar ha superato anche l’ultima salita senza perdere fluidità e ha raggiunto Andorra la Vella in solitaria. Nel gruppo inseguitore Widar ha avuto lo spunto per il secondo posto, mentre Gall, Onley, Kuss e Mas hanno chiuso tutti sullo stesso tempo.
Classifica generale dopo la tappa 4
| Pos. | Corridore | Distacco |
|---|---|---|
| 1 | Tadej Pogačar | 7h38’59” |
| 2 | Primož Roglič | +3’21” |
| 3 | Enric Mas | +3’32” |
| 4 | Sepp Kuss | +3’44” |
| 5 | Oscar Onley | +3’45” |
La prima montagna ha quindi prodotto una gerarchia netta. Pogačar non ha soltanto allungato sui rivali diretti: ha costretto le altre squadre a pensare alla Vuelta in modo diverso. Con oltre tre minuti su Roglič e Mas, la UAE può permettersi di scegliere con maggiore freddezza quali tappe controllare e quali lasciare alla fuga. Gli avversari, al contrario, non potranno aspettare l’ultima settimana se vorranno recuperare terreno.
Che cosa dice davvero questo 2’39”
Un distacco del genere al quarto giorno non chiude matematicamente un Grande Giro, ma modifica le responsabilità. Roglič resta il secondo della generale e ha ancora margine per usare le tappe nervose, le discese e la cronometro di Jerez. Mas, Kuss e Onley hanno mostrato di poter restare con i migliori inseguitori, ma nessuno è riuscito a mettere Pogačar nella condizione di spendere energie in difesa.
Il punto tattico è proprio questo: il leader ha attaccato quando la corsa era abbastanza lunga da trasformare una differenza di gamba in un distacco di classifica. Se la UAE continuerà a poter controllare le salite con uomini freschi, le squadre rivali dovranno provare ad aprire la corsa prima dell’ultima ascesa, magari con compagni in fuga o con attacchi incrociati. Aspettare il duello frontale contro Pogačar, oggi, non è bastato.
Ora la tappa 5 verso Roquetes
La Vuelta non passa da una tappa piatta a una tregua completa. Mercoledì la corsa va da Falset a Roquetes per 173,4 km, con l’Alto de Paüls nel finale e un terreno che può favorire fuga, finisseur o velocisti resistenti. Dopo l’esibizione di Andorra, la domanda non sarà soltanto chi vincerà la tappa: sarà capire se qualcuno proverà davvero a costringere la UAE a lavorare, oppure se il gruppo lascerà alla fuga la gestione della giornata.
Per percorso, orari TV e chiavi tattiche c’è la preview della tappa 5. Per calendario, tappe e tutte le pagine di servizio resta disponibile la guida completa alla Vuelta 2026.