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Salite del Lombardia 2026: Ghisallo, Civiglio e San Fermo, dove si decide la corsa

Salite del Lombardia 2026: lunghezze, pendenze e chilometri del Ghisallo, Civiglio e San Fermo. Come leggere il finale e la novità Giovenzana.

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Altimetria ufficiale Il Lombardia 2026: Selvino, Giovenzana, Ghisallo, Civiglio e doppio San Fermo
Il Lombardia / RCS Sport

Le salite del Lombardia 2026 culminano nel finale San Fermo-Civiglio-San Fermo, ma la selezione comincia molto prima. Selvino e Valpiana accumulano fatica, Giovenzana porta rampe severe nel settore centrale e il Ghisallo introduce la fase in cui un attacco può cambiare la gara. La Monumento del 10 ottobre, Bergamo-Como di 239 km, ha circa 4.600 metri di dislivello: il problema non è superare una singola ascesa, ma conservare la capacità di accelerare dopo tutte le precedenti.

Per data, partenza, diretta TV, streaming e quadro dei favoriti consulta la guida al Lombardia 2026. Qui il punto è capire come leggere le salite, quali differenze ci sono fra loro e perché le discese contano quanto le rampe.

Ghisallo, Civiglio e San Fermo: i riferimenti del finale

Punto Km percorsi Km all’arrivo Ruolo nel finale
Madonna del Ghisallo 178,4 60,6 Ultima salita lunga prima del settore comasco
Primo San Fermo 211,9 27,1 Ingresso nel finale selettivo
Primo passaggio a Como 217,0 22,0 Inizio dell’ultimo circuito
Civiglio 222,3 16,7 Salita ripida seguita da discesa e raccordo
Secondo San Fermo 233,8 5,2 Ultima opportunità in salita

I chilometri indicano i punti della cronotabella ufficiale, non l’inizio delle ascese. Per il Ghisallo il riferimento di gara è il punto in cima; non è corretto leggere 60,6 km come distanza dall’arrivo al piede della salita.

Selvino e Valpiana: la fatica che non si vede nel finale

Il riepilogo dell’organizzatore descrive Selvino come 10,1 km al 5,9% e Valpiana come 10,1 km al 6,2%. Fra le due si affronta Colle di Berbenno. Queste salite non hanno bisogno di ospitare un attacco dei favoriti per influire sulla corsa: una squadra può usarle per aumentare il ritmo e togliere compagni agli avversari, oppure scegliere di contenere lo sforzo conservando uomini per dopo.

Profilo ufficiale del Selvino al Lombardia 2026, 10,1 km al 5,9 per cento
Profilo ufficiale del Selvino: 10,1 km, 596 m di dislivello e pendenza media 5,9%. Fonte: Il Lombardia / RCS Sport.

La differenza fra inseguire e stare al coperto può diventare importante più avanti. Chi è costretto a chiudere diversi buchi non affronta il Civiglio con la stessa riserva di chi ha potuto seguire le ruote. Per lo spettatore è utile osservare soprattutto quanti gregari restano accanto ai capitani, non soltanto il vantaggio della fuga sullo schermo.

Giovenzana: la novità che può spezzare il ritmo

Il versante da Santa Maria Hoè passa attraverso Paù e Cagliano. L’organizzatore indica 3,6 km al 9,2%, con circa 750 metri al 14% e una punta del 16%. È un’ascesa relativamente corta, ma non un tratto in cui il gruppo possa recuperare con facilità.

Lettura tattica: una salita breve e ripida può mettere in difficoltà chi deve rientrare da una posizione arretrata. Non occorre che qualcuno attacchi apertamente: un aumento di ritmo davanti può lasciare distacchi che diventano costosi da chiudere. La posizione all’inizio delle rampe conta, soprattutto se la corsa ha già perso ordine dopo una discesa o un tratto veloce.

Madonna del Ghisallo: perché la media non racconta tutto

Il versante classico da Bellagio è presentato dall’organizzatore come 8,6 km al 6,2%. La scheda dedicata al Ghisallo riporta 532 metri di dislivello. La pendenza media descrive l’insieme della salita, non la regolarità dello sforzo: per giudicare dove si può cambiare ritmo serve guardare il profilo, anziché trattare tutta l’ascesa come un’unica rampa uniforme.

Per una squadra che vuole isolare un favorito il Ghisallo offre più tempo per costruire pressione rispetto a uno strappo finale. Il prezzo è la distanza che resta da percorrere. Un corridore solo deve continuare a pedalare efficacemente anche fuori dalla salita; un piccolo gruppo può collaborare, ma non è detto che tutti abbiano interesse a farlo. Il valore di un attacco va quindi letto insieme alla composizione del gruppo che si forma.

Santuario della Madonna del Ghisallo e monumenti ai campioni del ciclismo, foto di archivio ufficiale
Santuario e monumenti della Madonna del Ghisallo. Foto di archivio: Il Lombardia / RCS Sport.

Civiglio: la salita più severa del finale non conclude la gara

Il riepilogo ufficiale assegna al Civiglio circa 4,2 km al 9,7%, con punte del 14%. La descrizione del percorso 2026 segnala inoltre un restringimento della carreggiata in prossimità della cima. È un passaggio in cui la posizione può incidere sulla libertà di reagire, oltre alla capacità di sostenere lo sforzo.

Con 16,7 km ancora da coprire in cima, lo scollinamento non equivale alla vittoria. Un vantaggio va difeso in discesa e poi nel raccordo verso San Fermo. Chi insegue deve decidere se collaborare subito oppure attendere un compagno: l’attesa può risparmiare energie, ma lascia anche al battistrada un margine che non sempre si recupera.

La tentazione di leggere soltanto la velocità in salita è forte. In realtà un attacco efficace richiede anche una gestione pulita delle curve e la capacità di rilanciare quando la strada torna pedalabile. In assenza di dati comparabili non è possibile tradurre qualche secondo allo scollinamento in un vantaggio garantito al traguardo.

San Fermo due volte: due funzioni diverse

La scheda ufficiale di San Fermo descrive l’ascesa come circa 2,7 km, con 195 metri di dislivello e punte del 10%. Le distanze delle località nella cronotabella non misurano necessariamente lo stesso segmento della scheda salita: per seguire la gara il riferimento utile è la cima, a 27,1 km dalla conclusione nel primo passaggio e a 5,2 km nel secondo.

Il primo San Fermo può ridurre ancora il gruppo prima del Civiglio. Il secondo offre invece pochissimo spazio per correggere un errore: chi lascia andare una ruota deve inseguire quasi subito nella discesa conclusiva. Se arrivano insieme due o tre atleti, ogni accelerazione può servire non soltanto a staccare gli altri, ma a costringerli a consumare la risposta che avrebbero voluto conservare per la volata.

Cosa guardare negli ultimi chilometri

  • Compagni rimasti: un capitano con un gregario ha una scelta in più nella gestione degli attacchi.
  • Composizione dei gruppi: due atleti della stessa squadra cambiano gli incentivi di chi deve inseguire.
  • Distacchi dopo le discese: lo scarto in cima non è necessariamente quello che resta sul tratto seguente.
  • Posizione prima di San Fermo: risalire il gruppo sulle rampe può costare più di qualche metro perso sul piano.

Il finale non premia automaticamente chi attacca prima né chi aspetta di più. Premia chi sceglie un momento coerente con le proprie risorse e con la situazione degli avversari. Per questo Ghisallo, Civiglio e San Fermo vanno letti come una sequenza: la risposta data a un attacco precedente può decidere quanto resta per quello successivo.

Dati verificati il 5 ottobre 2026 su percorso, cronotabella e schede dell’organizzatore Il Lombardia/RCS Sport. Le considerazioni tattiche sono analisi BiciTalk, non previsioni di un risultato né dati di potenza dei corridori.