Il passaporto biologico nel ciclismo è un profilo individuale che segue nel tempo alcuni marcatori del sangue, degli steroidi e del sistema endocrino. Non cerca necessariamente una sostanza vietata nel singolo campione: verifica se i valori di un atleta cambiano in modo incompatibile con la sua storia biologica.
Il sistema, chiamato Athlete Biological Passport o ABP, è utilizzato nel ciclismo internazionale dal 2008. Al Tour de France 2026 è tornato al centro dell’attenzione dopo il prelievo di sangue effettuato su tutti i 166 corridori ancora in gara durante il secondo giorno di riposo.
Come funziona il passaporto biologico
Ogni campione aggiunge nuovi dati al profilo del corridore. I valori non vengono letti soltanto rispetto ai limiti medi della popolazione, ma confrontati con quelli raccolti in precedenza sullo stesso atleta. Un modello statistico considera la variabilità individuale e segnala gli andamenti che richiedono una valutazione.
Questo approccio è importante perché alcune pratiche dopanti possono non lasciare una sostanza facilmente identificabile quando il campione arriva in laboratorio. Possono però modificare la produzione di globuli rossi, il trasporto dell’ossigeno o altri equilibri biologici per un periodo più lungo.
I tre moduli controllati
| Modulo | Cosa osserva | A cosa serve |
|---|---|---|
| Ematologico | Emoglobina, reticolociti e indici derivati | Individua variazioni compatibili con manipolazioni del sangue o dell’eritropoiesi |
| Steroideo | Rapporti tra steroidi endogeni nelle urine e, sempre più, marcatori nel siero | Rileva alterazioni compatibili con l’uso di steroidi anabolizzanti |
| Endocrino | Marcatori collegati all’asse dell’ormone della crescita | Supporta l’individuazione di possibili abusi di hGH |
Nel ciclismo il modulo ematologico resta il più conosciuto. Tra i dati centrali figurano la concentrazione di emoglobina e la percentuale di reticolociti, cioè i globuli rossi giovani. Da questi valori vengono ricavati indici che aiutano a interpretare la produzione e la massa dei globuli rossi nel tempo.
Un valore anomalo significa doping?
No: un singolo valore insolito non equivale automaticamente a una positività. Disidratazione, malattia, permanenza in quota, allenamento, recupero e caratteristiche individuali possono modificare i risultati. Per questo il passaporto si basa sulla sequenza dei campioni e sulla valutazione di esperti.
Quando il profilo supera determinate soglie statistiche, il caso viene esaminato in modo riservato. Gli esperti valutano se l’andamento possa avere spiegazioni fisiologiche o mediche. Il corridore può essere sottoposto a nuovi controlli mirati e, se il quadro resta incompatibile con una causa naturale, il passaporto può contribuire a un procedimento antidoping anche senza l’identificazione diretta di una sostanza.
Perché servono prelievi durante un Grande Giro
Un Tour di tre settimane offre una sequenza di dati particolarmente utile, ma anche difficile da leggere. La fatica, il caldo, la quota, l’idratazione e i trasferimenti cambiano il volume plasmatico e altri parametri. Raccogliere campioni prima e durante la corsa consente di osservare l’evoluzione del profilo nelle diverse fasi.
Nel 2026 l’ITA ha effettuato oltre 360 test fuori competizione nel mese precedente il Tour e ha previsto circa 600 campioni durante la gara. Tutti i partecipanti erano stati controllati prima del Grand Départ; il prelievo collettivo nel giorno di riposo ha aggiunto un secondo riferimento comune durante la terza settimana.
Perché alcuni campioni vengono conservati dieci anni
Una selezione dei campioni può essere conservata fino a dieci anni. Se in futuro viene sviluppato un metodo più sensibile o capace di individuare una nuova sostanza, il laboratorio può analizzare nuovamente il materiale conservato. La possibilità di essere controllati retroattivamente riduce il vantaggio di chi prova a sfruttare tecniche non ancora rilevabili con i test correnti.
L’ITA ha indicato per il Tour 2026 un’attenzione specifica ai marcatori steroidei misurati nel siero e al modulo endocrino collegato all’ormone della crescita. Sta inoltre studiando l’uso dei dati di potenza come ulteriore segnale per orientare controlli e analisi, non come prova autonoma di doping.
Passaporto biologico e controlli notturni non sono la stessa cosa
Il passaporto è il sistema di monitoraggio; l’orario del prelievo riguarda invece la strategia di controllo. I test notturni su Pogačar e Vingegaard erano verifiche mirate autorizzate secondo la legge francese. Il prelievo sui 166 corridori del Tour è avvenuto tra le 20 e le 23 ed era una missione collettiva per aggiornare i profili ematici.
La distinzione evita due equivoci: essere inclusi nel controllo collettivo non significa essere sospettati; essere sottoposti a un controllo mirato non equivale comunque a una positività. In entrambi i casi sono i risultati, il confronto longitudinale e le eventuali analisi successive a determinare se esista un problema.
Fonti: International Testing Agency, World Anti-Doping Agency, Cycling Weekly.