Allenamento

FTP nel ciclismo: cos’è davvero, a cosa serve e perché da sola non basta

La FTP è ancora il riferimento più usato per allenarsi in bici, ma da sola non spiega tutto. Ecco come leggerla senza mitizzarla.

14 March 2026 Redazione Bicitalk 5 min lettura

Quasi ogni ciclista con un misuratore di potenza conosce la propria FTP. Molti la testano regolarmente, costruiscono gli allenamenti sopra, la confrontano con gli amici. La FTP ciclismo è diventata il linguaggio comune dell’allenamento strutturato — e questo è un vantaggio reale. Ma quando la si tratta come l’unica misura di valore di un ciclista, o quando si costruisce un piano di allenamento senza capire cosa misura davvero, il numero smette di aiutare e comincia a ingannare.

Cos’è la FTP e come si calcola

La FTP (Functional Threshold Power) è la stima della massima potenza media sostenibile per circa un’ora di sforzo continuo al massimo. È una stima, non una misurazione diretta: viene ricavata da test più brevi — il test da 20 minuti (prendendo il 95% del valore medio), il ramp test, o protocolli da 8 minuti — e poi usata come base di calcolo per tutte le zone di allenamento.

Per un ciclista con FTP di 250 W, la zona 2 si collocherà tra 140 e 188 W, il lavoro di soglia tra 228 e 263 W. La tabella completa delle zone più usata nel ciclismo con potenza:

Zona% FTPWatt (FTP 250 W)Tipo di lavoro
Z1 — Recupero< 55%< 138 WRecupero attivo, scioglimento
Z2 — Aerobico base56–75%140–188 WFondo, volume, adattamenti mitocondriali
Z3 — Ritmo76–90%190–225 WSforzo medio-alto sostenuto
Z4 — Soglia91–105%228–263 WLavori di soglia, interval training
Z5 — VO2max106–120%265–300 WIntervalli brevi ad alta intensità
Z6 — Anaerobico> 121%> 303 WSprint, sforzi brevi massimali

Perché la FTP ciclismo non basta da sola

Due ciclisti con la stessa FTP, risultati completamente diversi

Immagina due ciclisti con FTP identica di 280 W. Uno è un diesel: regge 5 ore di granfondo senza crollare, ma nei cambi di ritmo violenti sparisce. L’altro è esplosivo: domina gli strappi da 2 minuti, ma nelle salite lunghe cede prima di lui. La FTP non distingue questi due profili. Non cattura la capacità anaerobica, non misura il recupero tra sforzi ripetuti, non racconta nulla sull’efficienza nelle uscite lunghe o sulla tenuta mentale nei finali duri.

Il contesto del percorso cambia tutto

280 W su una cronometro piatta è molto diverso da 280 W su una salita di 20 minuti o in gara dopo quattro ore. I watt assoluti, i watt/kg, il tipo di percorso e lo stato di freschezza entrano tutti nella lettura. Una FTP alta in condizioni di laboratorio può diventare un numero inutile se il ciclista non sa usarla nei contesti reali della corsa.

Gli altri parametri da affiancare

Per capire il profilo completo di un ciclista, la FTP va sempre letta insieme a: VO2max (il potenziale aerobico di base), LT1 e LT2 (dove si trovano davvero le soglie del lattato), rapporto potenza/peso per le salite, qualità del recupero tra gli sforzi. Usarla come unico indicatore è come valutare un motore guardando solo la cilindrata.

Gli errori più comuni con la FTP

Inseguire il numero a tutti i costi. Allenarsi solo per alzare la FTP porta a trascurare accelerazione, economia di pedalata, gestione degli sforzi ripetuti e capacità di reggere giornate lunghe. È ottimizzare un parametro dimenticando il sistema.

Stare sempre vicino alla soglia. Chi pensa che la soglia sia il centro del mondo finisce per fare quasi tutto in zona grigia — né abbastanza basso per costruire base aerobica, né abbastanza alto per fare davvero qualità. Il risultato è fatica cronica e miglioramenti lenti. Una settimana efficace ha poli distinti: molto basso e chiaramente alto. Il sweet spot (88-93% FTP) è uno strumento valido nella fase di costruzione, ma non può essere il lavoro dominante tutto l’anno.

Confrontarla con altri atleti senza contesto. Un ciclista da 80 kg con FTP di 320 W e uno da 60 kg con FTP di 250 W hanno valori assoluti diversi ma W/kg simili (4,0 vs 4,17). Chi va più forte dipende dal percorso: in pianura vince il primo, in salita probabilmente il secondo. Il numero da solo non dice quasi nulla fuori contesto.

Come mantenerla valida e aggiornarla

La FTP non è stabile: cambia con la stagione, con i carichi di lavoro, con la stanchezza accumulata. Un aggiornamento ogni 6-8 settimane — o ogni volta che gli allenamenti iniziano a sembrare troppo facili o sistematicamente impossibili — è una buona abitudine. Usare sempre lo stesso protocollo di test rende il confronto nel tempo più affidabile. Per monitorare la forma costruita nel tempo, le metriche CTL/ATL/TSB di TrainingPeaks (o strumenti gratuiti come Intervals.icu) danno un quadro continuo che integra la lettura del singolo valore di FTP.

Il segnale più diretto che il valore è da rivedere: i lavori di soglia diventano impossibili già dalla seconda serie (sovrastima) oppure sembrano troppo morbidi anche nelle ultime ripetizioni (sottostima). In entrambi i casi si corregge il numero, non i lavori.

Domande frequenti sulla FTP

Il ramp test dà una FTP affidabile?

Il ramp test è pratico e ripetibile, ma stima la FTP indirettamente. Per gli atleti esplosivi (bravi nel picco finale) tende a sovrastimarla; per i diesel (ottima tenuta ma picco finale modesto) tende a sottostimarla. È un buon punto di partenza, ma va verificato nelle settimane successive guardando come rispondono i lavori di soglia reali.

Quante volte si fa il test FTP all’anno?

Per la maggior parte degli amatori, tre o quattro test all’anno sono sufficienti: inizio stagione, fine del blocco di costruzione, e uno o due aggiornamenti nella fase agonistica. Testare troppo spesso non dà informazioni aggiuntive utili e toglie giorni di allenamento produttivo.

FTP e soglia del lattato (LT2) sono la stessa cosa?

In molti atleti sono vicini, ma non identici. La FTP è una stima funzionale da test da campo; LT2 è una misura fisiologica diretta dalla concentrazione di lattato nel sangue. In atleti molto allenati la FTP può sovrastimare LT2; in atleti meno specializzati può sottostimarla. Trattarli come sinonimi è una semplificazione comoda ma imprecisa — e nei piani avanzati la distinzione conta.

La FTP si può migliorare con la zona 2?

Non direttamente — la zona 2 non stimola la soglia in modo specifico. Ma costruisce la base aerobica su cui si appoggiano tutti i lavori di qualità: più è solida quella base, più i lavori di soglia successivi producono adattamenti. Chi trascura la Z2 e fa solo soglia tende a raggiungere un plateau velocemente. Chi costruisce bene la base può alzare la FTP ciclismo in modo più consistente nel tempo.