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Caruso è rientrato nella top 10: il Giro può ancora dargli qualcosa

Damiano Caruso è salito nono in generale dopo il podio di Andalo. A 38 anni il Giro gli offre ancora una strada per pesare nella classifica.

28 Maggio 2026 Redazione Bicitalk 2 min lettura
Damiano Caruso in fuga durante la tappa 17 del Giro d'Italia 2026

Damiano Caruso ha rimesso il suo Giro dentro una zona che conta. Il terzo posto di Andalo non è stato solo un bel piazzamento da fuga: lo ha riportato al nono posto della classifica generale, a 8’34” da Jonas Vingegaard, davanti a Ben O’Connor ed Egan Bernal. In un Giro dominato dalla maglia rosa danese, la storia italiana più solida dell’ultima settimana potrebbe passare anche da lui.

Caruso non corre più con la prospettiva del podio, e forse proprio questo lo rende pericoloso. Non ha bisogno di difendere una posizione fragile come un giovane uomo di classifica, ma può usare esperienza, fondo e lettura tattica. Ad Andalo è entrato nella fuga giusta, ha tenuto il finale, ha chiuso terzo dietro Michael Valgren e Andreas Leknessund. La Gazzetta dello Sport ha sottolineato il dato centrale: Caruso è diventato la novità nelle posizioni importanti della generale dopo la tappa 17.

Perché la top 10 pesa

In astratto un nono posto può sembrare poco. Dentro questo Giro, invece, ha un significato diverso. Davanti ci sono Vingegaard, Gall, Arensman, Hindley, Eulálio, Gee-West, Storer e Piganzoli: corridori più giovani, squadre ancora focalizzate sulla classifica, uomini che hanno impostato tre settimane su questo obiettivo. Caruso ci è rientrato da uomo di mestiere, con una fuga letta bene e un finale gestito senza sprecare nulla.

Il margine su O’Connor è di 46 secondi, quello su Bernal di 1’10”. Non è abbastanza per sentirsi al sicuro, ma è sufficiente per cambiare il modo in cui Bahrain Victorious può correre. Caruso non deve più solo cercare la giornata: può difendere, attaccare in modo selettivo e costringere chi è dietro a inseguire.

Oggi non deve strafare

La tappa 18 verso Pieve di Soligo è più da imboscata che da classifica pura. Il Muro di Ca’ del Poggio, 1,1 km all’11,3% medio con punte al 19% secondo Cyclingnews, arriva a meno di 10 chilometri dal traguardo. È un finale cattivo, ma non abbastanza lungo per ribaltare una generale secca. Per Caruso può essere una giornata da controllo intelligente: evitare buchi, non restare dietro nelle curve, seguire i movimenti giusti e non pagare il conto della fuga di ieri.

Le vere tappe della verità restano Alleghe e Piancavallo. Lì Caruso potrà capire se il podio di Andalo è stato l’ultimo lampo o l’inizio di un finale in crescendo. A 38 anni, in una corsa che ha già bruciato diversi pretendenti, restare dentro la top 10 non è un dettaglio statistico: è un modo di continuare a pesare.

Fonti e riferimenti