Alberto Bettiol ha vinto la tappa 13 del Giro d’Italia 2026, 187 chilometri da Alessandria a Verbania, con un attacco secco sulla salita di Ungiasca e una discesa finale gestita da corridore esperto. Era la giornata in cui molti aspettavano Filippo Ganna sulle strade di casa; è diventata invece la giornata del toscano della XDS Astana, capace di trasformare una fuga numerosa in una vittoria solitaria piena di significato.
Bettiol ha chiuso in 3h51’33”, alla media di 48,456 km/h. Andreas Leknessund ha concluso secondo a 26 secondi, ancora una volta vicino al colpo grosso ma senza riuscire a chiudere. Jasper Stuyven ha completato il podio a 44 secondi. La classifica generale non cambia nei primi tre: Afonso Eulálio resta in maglia rosa con 33 secondi su Jonas Vingegaard e 2’03” su Thymen Arensman.
La fuga giusta, nel giorno giusto
La tappa era il classico terreno in cui il gruppo può scegliere di controllare oppure lasciar andare. Alla fine la corsa ha preso presto la direzione della fuga: 15 uomini davanti, qualità alta e squadre dei big poco interessate a spendere energie alla vigilia del primo vero esame alpino verso Pila. Dentro c’erano corridori capaci di vincere: Bettiol, Stuyven, Leknessund, Valgren, Aerts, Busatto, Jacobs, Bais e altri nomi abituati a giornate sporche.
Il gruppo principale ha lasciato fare. Non era una resa tattica, ma una scelta logica: con la tappa 14 Aosta-Pila dietro l’angolo, nessuna squadra di classifica aveva interesse a bruciare uomini per una frazione che poteva essere lasciata ai cacciatori di tappe. Così la fuga ha costruito margine e il finale verso Verbania è diventato una piccola classica dentro il Giro.
Ungiasca: il punto in cui Bettiol l’ha vinta
Il momento decisivo è arrivato sulla salita di Ungiasca. Bettiol conosceva bene la zona e lo ha detto chiaramente dopo l’arrivo: “Verbania è la mia seconda casa”. Non è un dettaglio romantico. In un finale con salita breve e discesa tecnica, sapere dove rilanciare, dove respirare e dove prendere rischio conta quasi quanto avere gambe.
Leknessund ha provato a resistere, ma negli ultimi metri di salita ha iniziato a pagare. Bettiol ha aperto il gas nel punto giusto, ha preso margine e ha poi usato la discesa per consolidare. Non è stato un attacco spettacolare da lontano, ma una mossa molto precisa: abbastanza tardi da non esporsi troppo, abbastanza forte da non lasciare tempo agli altri per organizzarsi.
Ordine d’arrivo tappa 13
| Pos. | Corridore | Squadra | Tempo / distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Alberto Bettiol | XDS Astana Team | 3h51’33” |
| 2 | Andreas Leknessund | Uno-X Mobility | +26″ |
| 3 | Jasper Stuyven | Soudal Quick-Step | +44″ |
Un successo che pesa per Bettiol e per Astana
Per Bettiol è il secondo successo di tappa al Giro, dopo Stradella 2021, e il primo con la maglia XDS Astana. È anche la fine di un digiuno lungo quasi due anni, dal titolo italiano del 2024. La vittoria arriva in una tappa perfetta per il suo profilo: non troppo dura per uno scalatore puro, non abbastanza controllata per uno sprinter, abbastanza tecnica per premiare chi sa correre di istinto.
Per Astana è una vittoria di peso perché arriva con un corridore di nome, in una tappa italiana, in un Giro che sta dando spazio a squadre capaci di leggere bene le giornate intermedie. Bettiol non ha vinto di forza bruta soltanto: ha vinto perché ha scelto il momento esatto e perché il resto della fuga non ha avuto la stessa lucidità nel finale.
Classifica generale: quiete prima di Pila
Tra gli uomini di classifica non cambia nulla di importante. Eulálio conserva la maglia rosa, Vingegaard resta a 33 secondi, Arensman a 2’03”. Ma questa stabilità è solo apparente: la tappa di Pila del 23 maggio è il primo grande appuntamento alpino e può cambiare il Giro molto più della giornata di Verbania.
| Pos. | Classifica generale dopo la tappa 13 | Distacco |
|---|---|---|
| 1 | Afonso Eulálio | Maglia rosa |
| 2 | Jonas Vingegaard | +33″ |
| 3 | Thymen Arensman | +2’03” |
La lettura è chiara: Verbania ha dato una vittoria importante all’Italia e ha chiuso il blocco delle tappe mosse prima dell’alta montagna. Pila dirà se la maglia rosa di Eulálio è ancora una difesa possibile o se Vingegaard inizierà davvero a prendere in mano il Giro.