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Giro 2026, Tappa 18: Magnier vince a Pieve di Soligo e riprende la ciclamino

Paul Magnier vince la tappa 18 del Giro d’Italia 2026 a Pieve di Soligo davanti a Zambanini e Milan. Il francese firma il tris e riprende la maglia ciclamino.

28 Maggio 2026 Redazione Bicitalk 4 min lettura
Paul Magnier vince la tappa 18 del Giro d'Italia 2026 a Pieve di Soligo

Paul Magnier ha vinto la tappa 18 del Giro d’Italia 2026 a Pieve di Soligo, riportando la corsa dentro il territorio degli sprinter proprio nel giorno in cui il percorso sembrava volerli mettere in trappola. Il francese della Soudal Quick-Step ha regolato la volata davanti a Edoardo Zambanini e Jonathan Milan, chiudendo un finale nervoso ma non abbastanza selettivo da spezzare davvero il gruppo dei più veloci.

La Fai della Paganella-Pieve di Soligo, 171 chilometri e 2050 metri di dislivello secondo i dati ufficiali del Giro, era stata presentata come l’ultima giornata relativamente gestibile prima delle due tappe alpine decisive. In mezzo, però, c’era il Muro di Ca’ del Poggio a meno di dieci chilometri dall’arrivo: troppo duro per essere ignorato, troppo lontano e troppo breve per garantire la selezione definitiva. Alla fine ha fatto male, ha tolto qualche certezza, ma non ha impedito a Magnier di arrivare al rettilineo con abbastanza lucidità per firmare il tris.

Magnier completa il tris e riprende la ciclamino

Per Magnier è la terza vittoria in questo Giro dopo i successi in Bulgaria, e il dato conta perché racconta una crescita rapidissima: non più solo promessa veloce, ma corridore capace di sopravvivere a finali sporchi, salite brevi e tappe in cui la volata arriva solo dopo un’ora abbondante di tensione.

Il francese ha chiuso in 3h46’50”, a 45,231 km/h di media. Zambanini, secondo, ha trovato un piazzamento pesante in una giornata che sembrava tagliata su misura per corridori resistenti e veloci, mentre Milan ha completato il podio senza riuscire a ribaltare il finale. La maglia ciclamino torna sulle spalle di Magnier, dettaglio tutt’altro che secondario quando mancano ancora Roma e due giornate di montagna in cui ogni punto può pesare in modo diverso.

Il Muro di Ca’ del Poggio non basta per rompere la corsa

Il punto chiave era chiaro già dalla vigilia: se una squadra avesse voluto eliminare i velocisti puri, avrebbe dovuto usare Ca’ del Poggio con decisione. Le pendenze a doppia cifra, con punte molto dure, invitavano all’attacco. Ma il problema era il dopo: discesa, ultimi chilometri filanti e un rettilineo conclusivo breve ma abbastanza ordinato per rimettere in gioco chi era rimasto davanti.

La tappa ha seguito proprio questo schema. Gli attacchi hanno tenuto alta la tensione, la fuga non ha trovato lo spazio per trasformare la giornata in una vera imboscata, e il gruppo ha gestito il finale con un equilibrio abbastanza sottile: non sprecare energie prima delle montagne, ma nemmeno lasciare a una fuga la possibilità di prendersi l’ultima occasione buona prima del tappone di Alleghe.

In questo contesto Magnier ha vinto una volata meno banale di quanto dica l’ordine d’arrivo. Non era una tappa piatta da controllo automatico. Serviva superare gli strappi, restare coperti, non farsi sorprendere nel tratto del Prosecco e presentarsi nel finale con la squadra ancora utile. Il risultato è una vittoria che pesa più di una semplice giornata per velocisti.

Classifica generale congelata prima della montagna

Per la classifica generale è stata invece una giornata di attesa. Jonas Vingegaard resta in maglia rosa e non arrivano scosse rilevanti tra gli uomini che puntano al podio. Era probabilmente l’obiettivo principale della Visma | Lease a Bike: uscire da una tappa piena di curve, strappi e nervosismo senza cadute, senza buchi e senza dover spendere troppo prima del blocco finale.

Da domani il Giro cambia registro. La tappa 19 verso Alleghe, con l’arrivo ai Piani di Pezzè, porta la corsa dentro una giornata da oltre 5000 metri di dislivello secondo la presentazione del percorso. Dopo una tappa 18 chiusa in volata, la domanda torna quindi inevitabilmente sulla maglia rosa: Vingegaard dovrà difendere o potrà ancora attaccare?

Ordine d’arrivo tappa 18

Pos.CorridoreSquadraTempo / distacco
1Paul MagnierSoudal Quick-Step3h46’50”
2Edoardo ZambaniniBahrain Victoriousstesso tempo
3Jonathan MilanLidl-Trekstesso tempo

Cosa cambia dopo Pieve di Soligo

  • Magnier conferma di essere il velocista più continuo del Giro 2026 e torna davanti nella corsa alla maglia ciclamino.
  • Milan resta vicino, ma lascia un’altra occasione a un rivale diretto dopo una tappa che poteva riaprire completamente la sua classifica a punti.
  • Vingegaard supera senza danni l’ultimo giorno interlocutorio prima delle montagne decisive.
  • La corsa entra ora nelle due tappe che possono ancora cambiare il podio: Alleghe e Piancavallo.

Fonti e riferimenti