Davide Piganzoli ha vinto il Giro dell’Emilia 2026 sul San Luca, davanti a Tom Pidcock e Oscar Onley. Il corridore della Visma-Lease a Bike ha concluso i 197,9 km da Ferrara a Bologna in 4h33’19”, resistendo al ritorno degli inseguitori dopo l’attacco nel finale. Il risultato ufficiale assegna due secondi di distacco a Pidcock e Onley: un margine minimo che premia una scelta tattica riuscita.
Per Piganzoli è un altro successo dopo il Tour de Luxembourg. La corsa italiana racconta però una situazione diversa: non una classifica da difendere, ma un finale aperto con più compagni della Visma ancora in grado di intervenire. Ben Tulett quarto e Matteo Jorgenson quinto completano il risultato di una squadra che ha avuto più carte sul circuito bolognese.
Risultati Giro dell’Emilia 2026
| Pos. | Corridore | Squadra | Tempo o distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Davide Piganzoli | Visma-Lease a Bike | 4h33’19” |
| 2 | Tom Pidcock | Pinarello-Q36.5 | +2″ |
| 3 | Oscar Onley | Netcompany Ineos | +2″ |
| 4 | Ben Tulett | Visma-Lease a Bike | +5″ |
| 5 | Matteo Jorgenson | Visma-Lease a Bike | +12″ |
| 6 | Ben Healy | EF Education-EasyPost | +22″ |
| 7 | Lorenzo Fortunato | XDS Astana | +29″ |
| 8 | Adam Yates | UAE Emirates-XRG | +37″ |
| 9 | Michael Storer | Tudor | +45″ |
| 10 | Brandon McNulty | UAE Emirates-XRG | +45″ |
La tabella segue il PDF ufficiale dell’ordine d’arrivo. Il comunicato iniziale riportava tre secondi per il secondo e tredici per Jorgenson; il documento finale indica rispettivamente due e dodici secondi. Lorenzo Finn ha chiuso undicesimo a 45 secondi.
Da Ferrara a Bologna, prima della battaglia sul San Luca
L’edizione numero 109 è partita da Ferrara, con il finale tradizionale davanti alla Basilica di San Luca. Otto corridori hanno animato la fuga iniziale: fra loro Amanuel Ghebreigzabhier, Ådne Holter e Manuele Tarozzi. Il gruppo non ha concesso un margine capace di sottrarre ai favoriti il controllo della corsa, preparando il ricongiungimento verso il circuito conclusivo.
Le salite precedenti all’arrivo a Bologna hanno consumato energie e ridotto il vantaggio dei battistrada. Il passaggio verso San Luca ha poi cambiato la natura della gara: accelerazioni ravvicinate, discese e ripetizione della salita rendevano meno semplice riorganizzare un inseguimento rispetto a un lungo tratto pianeggiante.
Jorgenson apre il confronto fra i favoriti
Il circuito ha visto attacchi e ricongiungimenti, fino alla selezione che ha portato Jorgenson davanti insieme a Healy e Onley. Pidcock si è impegnato per rientrare, con Piganzoli pronto a sfruttare il ritorno sui primi. La Visma disponeva così di alternative invece di dover concentrare tutto su un unico corridore.
Questo vantaggio numerico non garantiva la vittoria, ma rendeva più costosa la risposta degli avversari. Chi inseguiva un attacco doveva considerare che un altro uomo della stessa squadra avrebbe potuto ripartire. Sul circuito bolognese bastava una breve esitazione per lasciare spazio a un corridore già lanciato in discesa.
L’attacco di Piganzoli e l’ultima salita
Piganzoli ha scelto la discesa prima dell’ultimo San Luca per muoversi. Il suo vantaggio si è formato prima della salita decisiva, trasformando il confronto in un inseguimento. Le cronache non concordano sull’esatto margine alla base: il dato che conta nel risultato è che il valtellinese ha iniziato l’ultima ascesa davanti e ha conservato due secondi al traguardo.
Pidcock e Onley si sono avvicinati nel tratto conclusivo, senza completare il recupero. Per il vincitore la sfida era distribuire lo sforzo: spendere abbastanza per non offrire un rientro immediato, ma conservare la capacità di superare la parte più dura. Un attacco in discesa non evita la salita; permette di affrontarla con una situazione tattica diversa.
Perché ha funzionato la tattica Visma
La presenza di Jorgenson nel gruppo alle spalle permetteva alla squadra di non contribuire all’inseguimento del proprio uomo. Tulett offriva un’altra possibilità se la corsa si fosse ricomposta. Piganzoli non ha vinto soltanto approfittando dell’attesa altrui: ha poi dovuto difendere fisicamente il margine sul San Luca, dove il vantaggio si è ridotto fino agli ultimi metri.
Pidcock conferma la competitività su questo arrivo, ma il suo secondo posto mostra il costo di dover rispondere a più iniziative. Onley completa il podio nello stesso tempo. McNulty, al debutto con la maglia iridata, termina decimo: un risultato di giornata, non una misura assoluta del valore del titolo mondiale appena conquistato.
Il doppio successo italiano e le prossime corse
La giornata dell’Emilia comprende anche la vittoria di Alessia Vigilia nella prova femminile, davanti a Sarah Van Dam. Il successo di Piganzoli riporta invece un italiano al primo posto della corsa maschile dopo Alessandro De Marchi nel 2018. Per caratteristiche del circuito e composizione del finale, è un risultato significativo in vista del blocco delle classiche autunnali.
Non esiste una classifica generale dell’Emilia: il successo è quello di una corsa di un giorno. Per percorso e caratteristiche delle salite resta disponibile la preview del Giro dell’Emilia 2026. Per il confronto internazionale dello stesso fine settimana c’è il risultato degli Europei vinti da Evenepoel.
Fonti: G.S. Emilia, ordine d’arrivo ufficiale; comunicato dell’organizzatore; Visma, resoconto e dichiarazioni; Cyclingnews. Verifica: 4 ottobre 2026.