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Milano-Sanremo 2026: Ineos prova a giocare anche la carta Tarling accanto a Ganna

INEOS Grenadiers guarda alla Milano-Sanremo 2026 con Filippo Ganna leader naturale, ma anche con Josh Tarling come carta in più per rendere la corsa meno prevedibile.

20 March 2026 Redazione Bicitalk 3 min lettura
Filippo Ganna alla Tirreno-Adriatico 2026 con la maglia INEOS Grenadiers

Alla vigilia della Milano-Sanremo 2026, l’INEOS Grenadiers non si presenta solo con Filippo Ganna come uomo di riferimento. La squadra sta provando a costruire anche una seconda linea tattica attorno a Josh Tarling, il tipo di corridore che non parte con il peso del favorito ma che può complicare la corsa nel punto giusto se gli viene lasciato un minimo di libertà. È un dettaglio importante, perché dice molto del modo in cui Ineos vuole leggere la Classicissima.

Il cuore del discorso resta ovviamente Ganna. È lui il leader naturale, l’uomo che può davvero stare con i migliori quando la corsa si accende. Però la Sanremo, più di molte altre corse, premia anche la capacità di presentarsi nel finale con una mossa in più, con una figura diversa da lanciare o anche solo da tenere abbastanza viva da creare incertezza tra gli avversari. Tarling, in questo senso, è la carta che rende Ineos un po’ meno lineare.

Perché Tarling può avere senso proprio qui

Tarling non è il corridore che immagini subito come uomo da vittoria alla Sanremo. Ma è il tipo di motore che può entrare bene in una corsa lunga, veloce, piena di nervosismo e con tratti in cui la potenza continua conta moltissimo. Se riesce ad arrivare ancora avanti nel finale o anche solo a entrare nel settore decisivo con la corsa già tesa, può diventare una presenza scomoda per le squadre costrette a controllare tutto.

Ed è proprio questo il punto. Ineos non ha bisogno che Tarling diventi improvvisamente il favorito nascosto della corsa. Le basta che rappresenti una minaccia credibile. Alla Sanremo questo può bastare per costringere altri a inseguire, a muoversi prima del previsto o a concedere qualche metro in più a Ganna nel momento in cui la corsa cambia faccia.

Una Sanremo con due carte è una Sanremo più pericolosa

Quando una squadra arriva con un solo leader chiarissimo, gli altri sanno esattamente dove guardare. Quando invece c’è una seconda carta reale, anche se non equivalente, la lettura si sporca. Ganna resta l’uomo che conta davvero, ma Tarling permette a Ineos di immaginare una corsa meno passiva. È il tipo di costruzione che in una Monumento può fare differenza anche senza tradursi in un attacco spettacolare.

La chiave, naturalmente, sarà capire fino a che punto Tarling potrà restare dentro la corsa quando si entrerà nella Cipressa e poi nel Poggio. Lì la selezione si fa vera, e la Sanremo torna sempre a riconoscere chi ha fondo, posizione e sangue freddo. Però la sola idea di poter avere “una carta in più”, come ha spiegato il team, è già una notizia utile. Vuol dire che Ineos non pensa alla corsa come a un monologo di Ganna con gli altri a ruota. Pensa a una struttura più mobile, più difficile da leggere.

Il peso resta tutto su Ganna, ma il contorno cambia

Alla fine la corsa vera passerà comunque dal livello di Ganna. Se sarà dentro il finale con i migliori, allora la presenza di Tarling potrà diventare un moltiplicatore tattico. Se invece la corsa si chiuderà prima per lui, nessuna seconda carta basterà davvero a tenere in vita Ineos nella zona della vittoria. Ma proprio per questo l’idea Tarling resta interessante: non sostituisce il leader, lo rende più difficile da marcare.

Per Bicitalk la lettura è questa: la Milano-Sanremo 2026 si sta definendo sempre di più come corsa di grandi nomi e grandi accelerazioni, ma le squadre migliori stanno cercando anche un modo per entrare nel finale con più di un’opzione. Ineos, con Ganna e Tarling, sta provando esattamente questo. E alla Sanremo, dove basta un attimo per cambiare il corso della giornata, anche una carta soltanto un po’ meno ovvia può diventare molto preziosa.

Fonti e riferimenti