Tadej Pogačar ha firmato un doppio KOM Strava sul Tourmalet nella tappa 6 del Tour de France 2026: miglior tempo sul segmento della salita da Sainte-Marie-de-Campan e primato anche nella discesa dalla vetta a Barèges. I numeri sono 43’08” per salire e 12’21” per scendere. Due record nello stesso passaggio, prima di completare da solo la lunga cavalcata verso Gavarnie-Gèdre.
| Segmento Strava | Tempo di Pogačar | Dato principale |
|---|---|---|
| Tourmalet da Sainte-Marie-de-Campan | 43’08” | 17,2 km al 7,3%, media 23,5 km/h |
| Vetta del Tourmalet-Barèges | 12’21” | Media 72,2 km/h |
Il doppio KOM di Pogačar sul Tourmalet
Il primo record è quello più atteso. Sul versante affrontato dal Tour, la UAE Team Emirates-XRG ha imposto un ritmo altissimo fin dall’inizio della salita. Isaac del Toro ha poi lanciato Pogačar negli ultimi cinque chilometri e lo sloveno ha scollinato con circa 30 secondi su Jonas Vingegaard. Il segmento Strava completo riporta 43’08”, oltre due minuti meglio del precedente riferimento del 2023.
Per tempi, confronti storici e differenze tra i vari segmenti abbiamo già pubblicato l’analisi completa sui record di scalata del Tourmalet. Il dato nuovo, e forse ancora più sorprendente, è ciò che Pogačar ha fatto dopo la vetta.
Il KOM in discesa: 12’21” fino a Barèges
Sul segmento compreso tra la vetta del Col du Tourmalet e Barèges, Pogačar ha fermato il cronometro Strava a 12’21”, con una media di 72,2 km/h. Ha migliorato di tre secondi il tempo di Remco Evenepoel e di 23 secondi quelli di Paul Seixas e Tom Pidcock.
Non è solo una curiosità da leaderboard. In cima il vantaggio su Vingegaard era di circa mezzo minuto; nella discesa il danese ha perso altri 41 secondi. Pogačar non si è quindi limitato a difendere il margine: ha trasformato il Tourmalet in un attacco continuo, prima in salita e poi tra curve veloci, cambi di direzione e tratti esposti.
Perché i due KOM raccontano la tappa meglio del solo record in salita
Il 43’08” misura la forza della squadra UAE e l’accelerazione finale del campione del mondo. Il 12’21” racconta invece la capacità di continuare a prendere rischi e produrre velocità quando lo sforzo più duro sembrava finito. Dopo Barèges restavano ancora il fondovalle e la salita verso Gavarnie-Gèdre: Pogačar ha continuato ad aumentare il distacco fino ai 2’38” con cui Vingegaard ha chiuso la tappa.
Questo è il dato sportivo più importante. Il doppio KOM non nasce da un tentativo preparato per Strava, ma dentro una tappa di 186,2 chilometri con oltre 4.000 metri di dislivello. Pogačar aveva appena attaccato sul tratto più duro del Tourmalet e ha continuato da solo per gli ultimi 43 chilometri.
KOM Strava e record del Tourmalet non sono la stessa cosa
Serve una precisazione. Un KOM Strava vale sul confine esatto di un segmento: partenza, arrivo e traccia GPS devono coincidere. Sul Tourmalet esistono più segmenti sovrapposti, con lunghezze e punti di attivazione leggermente diversi. Per questo un tempo Strava non va presentato automaticamente come record assoluto e ufficiale del colle.
In discesa incidono inoltre vento, condizioni dell’asfalto, traiettorie, strada chiusa al traffico e precisione del dispositivo. Il confronto resta comunque significativo perché i migliori tempi sono arrivati nello stesso giorno e sullo stesso percorso di gara. Su quel segmento, nella tappa 6 del Tour 2026, nessuno è salito né sceso più velocemente di Pogačar.
Fonti: Attività Strava di Tadej Pogačar; IDL Pro Cycling, analisi dei segmenti Strava; Tour de France, film della tappa 6; Strava, come funzionano i segmenti.