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Skjelmose salta i Mondiali 2026: troppo stanco dopo la Vuelta

Mattias Skjelmose rinuncia ai Mondiali di ciclismo 2026 dopo il calo alla Vuelta. Cosa cambia per la Danimarca e per i favoriti.

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Mattias Skjelmose con la maglia Lidl-Trek
Hugo LUC / Wikimedia Commons

Mattias Skjelmose non correrà la prova in linea dei Mondiali di ciclismo 2026 a Montréal. Il danese ha rinunciato dopo la Vuelta a España, chiusa in evidente calo e al tredicesimo posto della classifica generale. La Danimarca perde così uno dei corridori più adatti al circuito del Mont-Royal; al suo posto è stato indicato Anthon Charmig.

Perché Skjelmose salta i Mondiali 2026

La decisione è maturata nell’ultima settimana della Vuelta. Skjelmose era entrato nella parte finale della corsa al settimo posto, ma non è riuscito a mantenere il livello delle prime due settimane ed è scivolato fino alla tredicesima posizione. Il problema non è una scelta tattica della nazionale: il corridore ha spiegato al commissario tecnico Michael Mørkøv di non avere più le energie necessarie per affrontare un altro appuntamento di massimo livello.

La rinuncia pesa perché Montréal sembrava costruita per le sue qualità. La gara Elite maschile misura 273,7 chilometri e comprende dodici giri del circuito del Mont-Royal. Le salite non sono lunghe, ma si ripetono e obbligano a rilanciare dopo molte ore: terreno favorevole a un corridore resistente, esplosivo sugli strappi e già vincitore di una classica come l’Amstel Gold Race.

Cosa perde la Danimarca

Mørkøv considerava Skjelmose una delle migliori possibilità danesi di conquistare la maglia iridata. Mads Pedersen resta il nome più importante della selezione, ma il suo modo di correre è diverso. Pedersen può resistere a una gara dura e sfruttare un arrivo ristretto; Skjelmose avrebbe offerto la possibilità di seguire gli attacchi degli scalatori e muoversi in anticipo.

Senza di lui la Danimarca avrà meno libertà tattica. Potrà costruire la corsa attorno a Pedersen, provare a conservare uomini per l’ultima ora oppure usare corridori come Charmig nelle azioni da lontano. Sarà però più difficile rispondere a rivali che attaccheranno sui passaggi più ripidi del circuito.

Il segnale arrivato dalla Vuelta

Il crollo nelle ultime giornate non cancella il valore della stagione di Skjelmose, che ha chiuso sesto il Tour de France. Mostra però quanto sia delicato arrivare al Mondiale dopo due grandi giri disputati ad alto livello. A Montréal non basterà essere competitivi per un’ora: distanza e dislivello richiederanno riserve profonde, soprattutto negli ultimi quattro passaggi.

Rinunciare ora evita una partecipazione soltanto nominale e consente alla Danimarca di dare spazio a un corridore in condizioni migliori. È una scelta pesante, ma coerente con quanto visto in Spagna.

Come cambiano i favoriti dei Mondiali

Il forfait elimina un outsider credibile e concentra ancora di più l’attenzione su Remco Evenepoel, Mathieu van der Poel, Isaac Del Toro, Paul Seixas, Tom Pidcock e Giulio Ciccone. Il Belgio conserva più opzioni, mentre Messico e Francia arrivano rafforzati dai segnali del GP Montréal.

Programma, percorsi, orari italiani e quadro aggiornato dei favoriti sono raccolti nella nostra guida ai Mondiali di ciclismo 2026.

Fonti