Søren Wærenskjold ha vinto la tappa 11 del Tour de France 2026, la Vichy-Nevers di 161,3 km, precedendo Olav Kooij e Jasper Philipsen in una volata lanciata da lontano. Il norvegese della Uno-X Mobility ha chiuso in 3h10’06”, alla media di 50,91 km/h: è la tappa in linea più veloce nella storia del Tour. Tadej Pogačar conserva la maglia gialla senza variazioni tra i principali uomini di classifica.
Risultato tappa 11 Tour de France 2026
| Pos. | Corridore | Squadra | Tempo |
|---|---|---|---|
| 1 | Søren Wærenskjold | Uno-X Mobility | 3h10’06” |
| 2 | Olav Kooij | Decathlon CMA CGM | s.t. |
| 3 | Jasper Philipsen | Alpecin-Premier Tech | s.t. |
| 4 | Milan Fretin | Cofidis | s.t. |
| 5 | Huub Artz | Lotto Intermarché | s.t. |
| 6 | Biniam Girmay | NSN Cycling Team | s.t. |
| 7 | Anthony Turgis | TotalEnergies | s.t. |
| 8 | Clément Russo | Groupama-FDJ United | s.t. |
| 9 | Fernando Gaviria | Caja Rural-Seguros RGA | s.t. |
| 10 | Pascal Ackermann | Jayco-AlUla | s.t. |
La tappa più veloce di sempre al Tour
Il dato che racconta meglio la giornata è la media: 50,91 km/h sui 161,3 km tra Vichy e Nevers. Il gruppo ha superato il precedente riferimento delle tappe in linea, i 50,36 km/h della Laval-Blois vinta da Mario Cipollini nel 1999. Non è stata quindi la classica frazione di trasferimento in attesa dello sprint, ma una corsa tirata quasi senza pause.
Julian Alaphilippe, Nelson Oliveira, Anthon Charmig e Mathis Le Berre hanno animato la fuga. Alaphilippe ha perso contatto sulla Côte de Billy-Chevannes, mentre Charmig, Oliveira e Le Berre hanno continuato a resistere con un margine ridotto a poche decine di secondi. Le squadre dei velocisti hanno completato il ricongiungimento a circa sei chilometri dall’arrivo, dopo un inseguimento che ha tenuto alta la velocità fino a Nevers.
La volata: Wærenskjold anticipa tutti
Wærenskjold non ha aspettato gli ultimi metri. Nel rettilineo finale ha aperto lo sprint prima dei rivali, sfruttando la sua grande potenza per prendere subito qualche metro. La scelta sembrava rischiosa, ma Kooij non è riuscito a completare la rimonta e Philipsen, impegnato a trovare spazio nel gruppo, ha chiuso terzo. Il norvegese ha così conquistato la prima vittoria di tappa della carriera al Tour de France.
Il successo premia anche la continuità mostrata nelle volate precedenti. Wærenskjold era già salito sul podio di tappa e a Nevers ha scelto un finale adatto alle sue caratteristiche: meno attendismo, più forza pura e una progressione abbastanza lunga da impedire agli sprinter più esplosivi di uscire dalla sua scia.
La differenza rispetto a una volata costruita da un treno completo è stata soprattutto nel momento della decisione. Con il gruppo ancora largo e diversi velocisti impegnati a contendersi le ruote migliori, Wærenskjold ha evitato il traffico anticipando l’accelerazione. Ha accettato di restare esposto all’aria più a lungo, confidando nella capacità di sostenere velocità elevate per più secondi rispetto agli avversari. Kooij ha prodotto una punta finale molto rapida, ma ha dovuto prima chiudere lo spazio già aperto dal norvegese. È qui che la volata si è decisa: non soltanto nella potenza massima, ma nella scelta di partire prima che gli altri trovassero una posizione pulita.
Gaviria rientra dopo la foratura
Fernando Gaviria ha forato a una decina di chilometri dal traguardo e sembrava ormai escluso dalla volata. Il colombiano è riuscito a rientrare sfruttando il rallentamento seguito alla ripresa della fuga, ma ha dovuto spendere energie e ricostruire la posizione nel momento più complicato. Il nono posto finale conferma la velocità, ma anche quanto il contrattempo gli abbia tolto la possibilità di preparare lo sprint con ordine.
Classifica generale invariata
La giornata non ha prodotto distacchi tra i favoriti. Pogačar resta in maglia gialla e il gruppo dei migliori ha attraversato senza conseguenze un finale veloce, nel quale l’obiettivo principale era evitare cadute e buchi. Il Tour prosegue con la tappa 12 dal circuito di Nevers Magny-Cours a Chalon-sur-Saône, un’altra occasione per i corridori veloci.
La bici del vincitore
Wærenskjold ha vinto sulla Ridley Noah Fast 3.0, l’aero bike usata dalla Uno-X Mobility nelle tappe veloci. La bici del team è equipaggiata con gruppo SRAM Red AXS, ruote DT Swiss e pneumatici Continental. La scelta della Noah Fast è coerente con un arrivo deciso ad altissima velocità, dove aerodinamica e rigidità contano più del peso. BiciTalk ha analizzato anche il prototipo Ridley da salita della Uno-X visto al Tour 2026, alternativa più leggera riservata alle giornate di montagna.
La diretta della tappa 11 conserva gli aggiornamenti principali della giornata. Percorso, orari e favoriti del giorno successivo sono nella preview della tappa 12.
Fonti
- Tour de France, ordine d’arrivo ufficiale e foto.
- L’Équipe, cronaca del ricongiungimento e della foratura di Gaviria.
- Ridley, partnership tecnica e bici della Uno-X Mobility.