Il Tour de France 2026 ha già cambiato padrone. A Les Angles, nella prima vera giornata di montagna della corsa, Tadej Pogačar ha vinto la tappa 3 e ha preso la maglia gialla, battendo Jonas Vingegaard con un’accelerazione breve ma violentissima negli ultimi metri. Non è stato un distacco enorme, ma è stato un messaggio chiarissimo: il Tour è entrato subito nella zona dei duelli veri.
La tappa da Granollers a Les Angles misurava 195,9 km e metteva sul piatto 3.850 metri di dislivello. Era stata presentata come una giornata da fuga o da primi segnali tra i big; alla fine è diventata entrambe le cose per lunghi tratti, prima che il finale rimettesse tutto nelle mani degli uomini di classifica. Pogačar ha chiuso in 4h45’11”, Vingegaard e Richard Carapaz sono arrivati a 2 secondi, Paul Seixas con loro. Alle spalle, a 4 secondi, un gruppo pesante con Tobias Johannessen, Lennert Van Eetvelt, Florian Lipowitz, Remco Evenepoel, Isaac Del Toro e Juan Ayuso.
Per seguire il quadro generale della corsa, qui resta il nostro hub sul Tour de France 2026. La tappa era stata analizzata nella preview Granollers-Les Angles, ma il verdetto è stato più secco del previsto: Pogačar non ha aspettato le grandi montagne per togliere la maglia a Vingegaard.
Pogačar colpisce dove bastano pochi metri
Les Angles non era l’arrivo più duro del Tour, ma era il finale perfetto per misurare esplosività, posizione e lucidità. La salita conclusiva non concedeva il tempo di una lunga battaglia: bisognava essere davanti, scegliere il momento e avere ancora un cambio di ritmo vero. Pogačar ha fatto esattamente questo. Ha aspettato che la corsa arrivasse compressa negli ultimi metri e poi ha trasformato un finale breve in una piccola frattura psicologica.
Vingegaard ha risposto bene, ma non abbastanza per impedire allo sloveno di vincere e prendere gli abbuoni. Il dato numerico è minimo: due secondi al traguardo, più il peso dei bonus. Il dato sportivo è più forte: dopo la cronosquadre della Visma e il colpo UAE con Isaac Del Toro a Barcellona, Pogačar ha rimesso la gerarchia sul proprio terreno.
Classifica tappa 3 Tour de France 2026
| Pos. | Corridore | Squadra | Tempo / distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Tadej Pogačar | UAE Team Emirates XRG | 4h45’11” |
| 2 | Jonas Vingegaard | Team Visma | Lease a Bike | +2″ |
| 3 | Richard Carapaz | EF Education-EasyPost | +2″ |
| 4 | Paul Seixas | Decathlon CMA CGM Team | +2″ |
| 5 | Tobias Halland Johannessen | Uno-X Mobility | +4″ |
| 6 | Lennert Van Eetvelt | Lotto Intermarché | +4″ |
| 7 | Florian Lipowitz | Red Bull-Bora-hansgrohe | +4″ |
| 8 | Remco Evenepoel | Red Bull-Bora-hansgrohe | +4″ |
| 9 | Isaac Del Toro | UAE Team Emirates XRG | +4″ |
| 10 | Juan Ayuso | Lidl-Trek | +4″ |
| 20 | Davide Piganzoli | Team Visma | Lease a Bike | +33″ |
| 21 | Antonio Tiberi | Bahrain Victorious | +42″ |
| 60 | Mattia Cattaneo | Red Bull-Bora-hansgrohe | +13’35” |
| 61 | Damiano Caruso | Bahrain Victorious | +13’35” |
| 179 | Filippo Ganna | Netcompany INEOS Cycling Team | +38’10” |
Evenepoel limita i danni, Seixas resta davanti
Remco Evenepoel ha chiuso ottavo a 4 secondi, nello stesso tempo di Lipowitz, Del Toro e Ayuso. Non è un risultato negativo: in una giornata nervosa, lunga e calda, il belga è rimasto con i migliori fino al finale. Però il tipo di arrivo ha mostrato anche il dettaglio che può pesare nel confronto con Pogačar: quando la corsa si decide su un cambio secco di ritmo in salita, il margine di errore è nullo.
Molto interessante anche Paul Seixas, quarto a 2 secondi. Il francese non ha vinto, ma in una prima settimana così densa di pressione è rimasto dentro il punto più caldo della corsa. Non significa che possa reggere tre settimane al livello dei favoriti, ma significa che il suo Tour è già diventato una storia da seguire davvero.
Tra gli italiani, Davide Piganzoli è il primo al traguardo: ventesimo a 33 secondi. Antonio Tiberi ha chiuso ventunesimo a 42 secondi. Mattia Cattaneo e Damiano Caruso sono arrivati nel gruppo a 13’35”, mentre Filippo Ganna, dopo il quasi sogno giallo della cronosquadre, ha chiuso a 38’10”: giornata da sopravvivenza, non certo da classifica.
La nuova generale: Pogačar e Vingegaard appaiati, ma la maglia è slovena
La classifica generale ufficiale vede Pogačar e Vingegaard con lo stesso tempo, 8h46’55”, ma la maglia gialla passa allo sloveno. Evenepoel è terzo a 23 secondi, Del Toro quarto a 24, Ayuso quinto a 27. Seixas è sesto a 48 secondi, Lipowitz settimo a 53, Lenny Martinez ottavo a 1’09”.
È una generale ancora cortissima, ma già piena di informazioni. UAE ha Pogačar in giallo e Del Toro nei primi quattro. Red Bull-Bora ha Evenepoel terzo e Lipowitz settimo. Visma ha perso il simbolo del primato, ma non la corsa: Vingegaard è nello stesso tempo del leader e non ha mostrato cedimenti profondi. La differenza, per ora, è nella capacità di Pogačar di prendere tutto quello che la strada offre.
De Lie si ritira: il caldo colpisce anche fuori dalla classifica
La giornata ha avuto anche un lato duro fuori dalla lotta per la maglia gialla. Arnaud De Lie si è ritirato dopo una tappa vissuta in sofferenza, condizionata da problemi fisici già emersi nei giorni precedenti e da condizioni di gara pesanti. In una frazione da quasi 200 km, con caldo e salite nel finale, il belga non è riuscito a restare dentro la corsa.
È un abbandono che pesa per Lotto Intermarché e per il gruppo dei velocisti. De Lie era uno dei nomi più attesi per le volate, ma il suo Tour è finito prima ancora di arrivare alle giornate davvero adatte agli sprinter. Per la squadra cambia il modo di correre: meno costruzione intorno a un velocista, più libertà per fughe e opportunità parziali.
Cosa resta dopo Les Angles
La tappa 3 non ha creato distacchi da sentenza, ma ha tolto il Tour dalla fase di attesa. Pogačar ha vinto, ha preso la maglia e ha mostrato che anche un arrivo breve può diventare terreno di caccia. Vingegaard ha perso il giallo ma resta lì, alla pari sul tempo. Evenepoel ha limitato, Del Toro continua a dare profondità alla UAE, Seixas cresce dentro la narrazione della corsa.
Il giorno dopo si riparte con la tappa 4 Carcassonne-Foix, 181,9 km mossi e quattro GPM. Non è un arrivo in quota, ma dopo una giornata così può diventare una trappola: chi ha speso troppo a Les Angles potrebbe pagarlo subito.