Marlen Reusser ha vinto la tappa 4 del Tour de France Femmes 2026, la cronometro individuale di 21 km da Gevrey-Chambertin a Dijon, e ha conquistato la maglia gialla. La campionessa del mondo ha chiuso in 27’30”, battendo Lieke Nooijen di 4 secondi e Demi Vollering di 18.
La giornata ha ridisegnato la classifica generale: Reusser guida con 14 secondi su Vollering e 54 su Cédrine Kerbaol. Pauline Ferrand-Prévot ha perso 2’13”, mentre Sigrid Haugset ha pagato lo sforzo della fuga vincente del giorno precedente e ha ceduto 3’06”.
Risultato cronometro tappa 4 Tour de France Femmes 2026
| Pos. | Atleta | Squadra | Tempo |
|---|---|---|---|
| 1 | Marlen Reusser | Movistar | 27’30” |
| 2 | Lieke Nooijen | Visma-Lease a Bike | +4″ |
| 3 | Demi Vollering | FDJ United-SUEZ | +18″ |
| 4 | Zoe Bäckstedt | Canyon-SRAM | +20″ |
| 5 | Mischa Bredewold | SD Worx-Protime | +45″ |
| 6 | Kristen Faulkner | EF Education-Oatly | +54″ |
| 7 | Cédrine Kerbaol | EF Education-Oatly | +54″ |
| 8 | Lotte Claes | Fenix-Premier Tech | +55″ |
| 9 | Riejanne Markus | Lidl-Trek | +1’01” |
| 10 | Elisa Longo Borghini | UAE Team L’IMAD | +1’03” |
Come Reusser ha costruito la vittoria
Il percorso non era una cronometro piatta e uniforme. I primi otto chilometri alternavano falsopiano e tratti scorrevoli, poi i Lacets de Marsannay portavano al rilevamento intermedio dopo 9,7 km. Da lì iniziava una parte più veloce, con discesa e lunghi tratti verso Dijon.
Reusser ha fatto la differenza soprattutto nella prima metà. Al rilevamento era quasi venti secondi davanti a Nooijen, margine necessario perché l’olandese ha prodotto una seconda parte eccezionale. La svizzera ha perso parte del vantaggio sul finale, ma ha conservato quattro secondi e ha completato il suo “Project Dijon”: vincere la crono e prendere il giallo.
Vollering ha limitato i danni meglio delle altre favorite. Era a 23 secondi al punto intermedio e ne ha recuperati cinque nella seconda parte, chiudendo a 18. È il distacco che rende la generale ancora aperta: Reusser ha il vantaggio, ma sulle salite decisive dovrà difendersi da una delle migliori scalatrici del gruppo.
Chi ha guadagnato e chi ha perso
Nooijen è la grande sorpresa del giorno: quattro secondi dalla campionessa del mondo e una discesa affrontata al limite. Bäckstedt ha confermato il proprio livello con il quarto posto a 20 secondi. Kerbaol, settima, ha unito un buon tratto in salita alle proprie qualità in discesa e si è portata al terzo posto della generale.
Ferrand-Prévot ha invece lasciato 2’13” a Reusser e 1’55” a Vollering. Il Tour non è chiuso, perché il Mont Ventoux può produrre differenze enormi, ma la campionessa uscente ora deve attaccare. Anche Anna van der Breggen, quattordicesima a 1’09”, ha perso più del previsto.
Elisa Longo Borghini ha chiuso decima a 1’03” nonostante un problema meccanico e un cambio bici negli ultimi tre chilometri. Il dato grezzo non racconta quindi tutta la prestazione: senza l’inconveniente avrebbe potuto guadagnare secondi preziosi sulle rivali dirette.
Classifica generale dopo la tappa 4
Reusser è in maglia gialla con 14 secondi su Vollering. Kerbaol è terza a 54 secondi, mentre Haugset scende al quarto posto dopo aver difeso per metà percorso buona parte del vantaggio conquistato a Poligny. La cronometro ha separato le favorite, ma non ha ancora creato un margine che permetta a Movistar di controllare passivamente le tappe di montagna.
Il dettaglio del percorso è nella preview della cronometro Gevrey-Chambertin-Dijon; calendario e prossime salite sono raccolti nello speciale Tour de France Femmes 2026.
La bici del vincitore
Reusser ha vinto sulla Canyon Speedmax CFR TT di Movistar, con gruppo SRAM Red AXS, ruote Zipp, pneumatici Continental GP5000 TT, sella Fizik e ciclocomputer Garmin. Su un tracciato con salita, discesa e lunghi tratti veloci, il compromesso tra posizione aerodinamica, stabilità e scelta dei rapporti è stato decisivo. La piattaforma Speedmax e le altre gamme del marchio sono inquadrate nel catalogo Canyon 2026.
Il tempo medio superiore ai 45 km/h chiarisce quanto la scelta della bici da cronometro fosse inevitabile nonostante la salita centrale. Reusser ha potuto tenere una posizione molto chiusa nei tratti veloci, mentre sul tratto in pendenza ha protetto il vantaggio con una distribuzione dello sforzo più regolare delle rivali.