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Pogacar fa il tris alle Fiandre: Van der Poel resiste fino all’ultimo Kwaremont, Evenepoel sorprende all’esordio

Lo sloveno vince per la terza volta la Ronde con 34 secondi su Van der Poel e 1'11" su un Evenepoel alla prima Fiandre in carriera. La doppietta Sanremo-Fiandre nella stessa stagione era riuscita solo a Merckx.

5 April 2026 Redazione Bicitalk 4 min lettura
Tadej Pogacar trionfa al Giro delle Fiandre 2026

Tadej Pogacar è il Re della Ronde per la terza volta in carriera. Il campione del mondo della UAE Team Emirates-XRG ha vinto il Giro delle Fiandre 2026 con 34 secondi su Mathieu van der Poel e 1’11” su Remco Evenepoel, alla sua prima partecipazione nella classica fiamminga. Wout van Aert quarto a 2’04”, Mads Pedersen quinto a 2’48”.

La corsa si è decisa all’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont, a circa 18 chilometri dal traguardo di Oudenaarde. Fino a quel momento Pogacar e Van der Poel erano rimasti insieme. L’accelerazione del campione del mondo ha aperto un varco di sei secondi già in cima; sul Paterberg il margine è salito a 17. Da lì la gara era virtualmente chiusa.

La giornata

I 278 chilometri da Anversa a Oudenaarde hanno seguito il copione classico: fuga di giornata riassorbita nelle fasi centrali, poi il ritmo della UAE che sale sul Molenberg e riduce la testa della corsa ai cinque attesi. Per la prima volta in una Classica Monumento si trovavano insieme Pogacar, Van der Poel, Evenepoel, Van Aert e Pedersen — un allineamento che difficilmente si ripeterà spesso.

Il Koppenberg ha portato la prima selezione vera. Nelle salite del finale multipasso, Pogacar ha alzato il ritmo sul penultimo Kwaremont abbastanza da far cedere Evenepoel, che però ha ripreso contatto prima del Paterberg. Van Aert era ancora lì ma senza la brillantezza dei migliori tre.

L’azione decisiva

All’ultimo Kwaremont, Pogacar ha atteso l’ingresso sul pavé per accelerare. Non un attacco esplosivo: una progressione calibrata che Van der Poel ha sentito ma non ha saputo coprire. L’olandese scollina con sei secondi di ritardo. Il Paterberg — 360 metri, pendenza media del 12,9%, punte al 20,3% — è il luogo dove Pogacar ha sigillato la vittoria: nuova accelerazione, distacco portato a 17 secondi, Evenepoel lasciato a lavorare da solo.

“Corsa pazza,” ha detto Pogacar all’arrivo. “Avevo dubbi su Van der Poel — sapevo che poteva tenermi a lungo. Non volevo che Evenepoel rientrasse.”

Il significato del tris

Pogacar entra nella lista degli otto corridori nella storia ad aver vinto tre volte il Giro delle Fiandre. Ma il dato che in questo momento pesa di più è un altro: aveva già vinto la Milano-Sanremo il 21 marzo. La doppietta Sanremo-Fiandre nella stessa stagione era riuscita solo a Eddy Merckx, nel 1969 e nel 1975.

Cinque Classiche Monumento consecutive — Liegi 2024, Fiandre 2024, Fiandre 2025, Sanremo 2026, Fiandre 2026 — non hanno precedenti nell’era moderna. Non è un filo di risultati. È la costruzione sistematica di una dominanza su un segmento del calendario che storicamente resisteva alle specializzazioni eccessive.

Evenepoel all’esordio

Il dato più sorprendente della domenica è la prova di Remco Evenepoel. Non aveva mai disputato il Giro delle Fiandre da professionista: era la sua prima Ronde. Ha ceduto qualcosa sul Paterberg, non prima. Terzo posto in un finale ridotto ai migliori cinque del circuito mondiale sulle classiche pavé nordiche è una risposta chiara sulla sua capacità di reggere il formato più selettivo di queste corse.

Il passo successivo nella sua costruzione su questo tipo di percorsi sarà già da capire domenica prossima a Roubaix, dove sarà al via.

Van der Poel e Van Aert

Van der Poel ha gareggiato bene per tutta la corsa ed è stato l’ultimo a cedere all’accelerazione di Pogacar. Il problema è stato preciso: sul pavé del Kwaremont lo sloveno è riuscito ad aprire un vantaggio che l’olandese non ha avuto le gambe per colmare. Secondo posto con condizione buona, Parigi-Roubaix già nel mirino tra sette giorni — dove partirà tra i favoriti.

Van Aert ha chiuso quarto. Il Fiandre era una tappa del percorso verso Roubaix, non il suo obiettivo dichiarato, ma la distanza dai primi tre lascia qualche interrogativo sulla sua competitività assoluta in questo momento stagionale.

Cosa viene dopo

Parigi-Roubaix domenica 12 aprile. Pogacar ci sarà: l’obiettivo è completare la collezione di tutti e cinque i Monument, e Roubaix è l’unico che manca. Nel 2025 arrivò secondo dopo una caduta nel momento decisivo. Van der Poel difende il titolo e punta al record di quattro vittorie consecutive. Evenepoel invece non parteciperà — il team ha confermato che seguirà il programma originale delle Ardenne.