Dal 28 aprile al 3 maggio va in scena il Tour de Romandie 2026, 79ª edizione della classica corsa svizzera che tradizionalmente segna il passaggio tra le classiche primaverili e i grandi giri di maggio. Quest’anno la Romandia si presenta con un percorso di livello eccezionale: 14.000 metri di dislivello, tre tappe di alta montagna, e una startlist che ha un solo grandissimo nome in cima — Tadej Pogacar, alla sua prima corsa a tappe della stagione.
Il percorso: una settimana da scalatori
Gli organizzatori hanno costruito un’edizione pensata esclusivamente per i corridori di classifica. Con soli 3 km di cronometro (il prologo), nessuna tappa pianeggiante vera e 17 ascensioni ufficiali, la Romandia 2026 non lascia spazio agli specialisti. Chi non sa scalare, non si prenoti.
Tappa per tappa
Prologo — Villars-sur-Glâne (3,2 km)
La corsa si apre con un cronoprologo brevissimo ma insidioso. I primi chilometri sono veloci, poi la strada sale con pendenze intorno al 5% fino a una rampa finale di 800 metri al 7%. Non è una crono da specialisti puri: il rapporto potenza/peso conta già qui. Pogacar è il favorito, ma chi ha un buon motore sulle salite corte — come Oscar Onley — può fare bene. Distacchi ridotti, ma il maglia gialla del prologo è un segnale psicologico importante.
Tappa 1 — Martigny › Martigny (171 km) — Arrivo in pianura dopo Ovronnaz
Tappa nervosa e selettiva fin dalle prime ore. Il percorso prevede tre passaggi su una rampa breve (2,2 km al 9%), poi la salita principale: Ovronnaz, 8,9 km al 9,7% medio, con switchback su switchback. Il muro è brutale. Dopo la cima, però, restano ancora 33 km di discesa e pianura fino a Martigny: chi attacca troppo presto rischia di essere ripreso. La tappa premia chi sa leggere la corsa — e chi ha ancora gambe fresche dopo il prologo.
Tappa 2 — Rue › Vucherens (173 km) — Finale ondulato
Una tappa che non è mai pianeggiante. Il percorso accumula dislivello in modo costante attraverso il Cantone di Friburgo e Vaud, con strade strette e cambi di ritmo continui. Il finale su Vucherens è un’ascesa di 3 km non esplosiva ma logorante, con la cima a pochi chilometri dall’arrivo. Adatta a chi sa gestire bene le energie nelle tappe lunghe e mossi — tipo di corsa da classicisti scalatori o da corridori in giornata.
Tappa 3 — Orbe › Orbe (177 km) — Col du Mollendruz e finale piatto
Tappa ingannevole: il Col du Mollendruz (8,9 km al 6,2%) è la salita principale, scalato con ancora 33 km al traguardo. La lunga discesa e il finale pianeggiante verso Orbe rendono difficile mantenere le fughe. Giornata da “baroudeur” — chi vuole vincere una tappa senza ambizioni di classifica generale può sfruttare questa opportunità. Non è detto che i big non usino la tappa per testare i rivali, ma le selezioni definitive arriveranno nei giorni successivi.
Tappa 4 — Broc › Charmey (150 km) — Il Jaunpass tre volte
La tappa più dura e più spettacolare della corsa. Lo Jaunpass viene scalato tre volte, ogni volta da un versante diverso:
- Primo passaggio: 6 km all’8,2%
- Secondo passaggio (Littisback): 7,6 km all’8,6%, punte al 13%
- Terzo passaggio (Weissenbach): 8,1 km al 7,9%, punte al 12%
Dopo il terzo Jaunpass restano 16,5 km fino a Charmey, con discesa e pianura. Chi sopravvive ai tre passaggi con le gambe per sprintare o allungare nel finale è il più forte della corsa, punto. Questa è la tappa che decide la classifica generale.
Tappa 5 — Lucens › Leysin (178 km) — Arrivo in quota, sentenza finale
La tappa conclusiva porta il plotone fino a Leysin, stazione sciistica del Canton Vaud, su un’ascesa di 13,9 km al 6% con punte al 12%. La pendenza è costante e non esplosiva — il che favorisce chi sa dosare la potenza senza accelerazioni improvvise. Chi arriva qui con ancora secondi da giocarsi in classifica darà tutto. Chi è già spacciato dalla quarta tappa, può solo gestire. Arrivo in quota: vince chi ha il motore migliore nelle ultime ore di gara.
I favoriti
Tadej Pogacar — Favorito assoluto
Non c’è molto da discutere. Pogacar arriva alla Romandia reduce da una primavera mostruosa: Strade Bianche, Milano-Sanremo, Giro di Fiandre, e la sua quarta Liegi-Bastogne-Liegi di soli tre giorni fa. È fresco di vittoria, in forma eccezionale, e soprattutto si cimenta per la prima volta nella sua carriera in una corsa a tappe a questa categoria. La Romandia è il suo ultimo test prima del Giro d’Italia. Viene qui per vincere, non per fare un allenamento.
Il percorso è perfetto per lui: tante salite, nessuna cronometro lunga, arrivo in quota nella tappa finale. L’unica incognita è se, dopo la maratona di classiche, avrà ancora il 100% della forma.
Florian Lipowitz — Il secondo favorito
Corridore tedesco della Red Bull Bora Hansgrohe, Lipowitz è in costante crescita da due stagioni. Scalatore puro, ha dimostrato di poter stare con i migliori sulle salite dure. Le tappe 1, 4 e 5 sembrano disegnate per lui. Se Pogacar non è al 100%, Lipowitz è il candidato più credibile alla vittoria finale.
Oscar Onley — La sorpresa possibile
Giovane britannico della Picnic PostNL, Onley ha dimostrato qualità superiori alla media nelle corse di preparazione. Sul prologo e sulle tappe brevi e esplosive potrebbe già fare classifica. Non sarà in grado di tenere Pogacar in una settimana intera, ma per un posto sul podio finale ci proverà.
Antonio Tiberi — L’azzurro da tenere d’occhio
Il corridore abruzzese della Bahrain Victorious è uno dei nomi più interessanti del gruppo italiano. Tiberi sa scalare, ha carattere e cerca conferme dopo qualche stagione condizionata da infortuni. La Romandia può essere la sua vetrina in vista del Giro. Inserito dagli esperti come outsider con concrete possibilità di podio.
Altri nomi da seguire
Primož Roglič conosce bene questa corsa (due vittorie in passato) ed è sempre pericoloso quando è in forma. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) è giovane e crescente. Daniel Martinez e Georg Steinhauser sono outsider credibili per le tappe di montagna. Lorenzo Fortunato potrebbe sorprendere nelle tappe da baroudeur.
La nostra previsione
Se Pogacar è al 100% non c’è gara: vince lui, probabilmente staccando tutti sulla quarta tappa e confermando su Leysin. Il vero interesse è capire chi arriva secondo, e se qualcuno riesce a limitare i danni nei momenti decisivi. Lipowitz è il candidato più credibile al ruolo di vice-campione; Tiberi l’azzurro con più frecce al proprio arco.
La corsa inizia martedì 28 aprile con il prologo a Villars-sur-Glâne.
Tour de Romandie 2026, 79ª edizione — 28 aprile / 3 maggio 2026. 6 tappe, 14.000 m di dislivello.