La tappa 13 del Giro d’Italia 2026 porta il gruppo da Alessandria a Verbania: 189 km, 1.400 metri di dislivello e una lettura tecnica che non va ridotta al solo nome dell’arrivo. Sulla carta sembra una giornata controllabile, ma gli ultimi 30 chilometri concentrano quasi tutto il dislivello e possono trasformare una tappa piatta in una corsa da finisseur.
Il Giro attraversa la Pianura Padana da sud a nord, poi cambia faccia quando arriva al Lago Maggiore. È il classico giorno in cui una squadra può pensare allo sprint e ritrovarsi invece a rincorrere attacchi continui nel finale.
I dati ufficiali della tappa
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Tappa | 13 |
| Data | Venerdì 22 maggio 2026 |
| Percorso | Alessandria – Verbania |
| Distanza | 189 km |
| Dislivello | 1.400 m |
| Profilo | prima parte piatta, finale mosso sul Lago Maggiore |

Percorso: dove può cambiare la corsa
I primi 160 chilometri sono piatti e scorrono su strade larghe, con attraversamenti urbani importanti come Casale Monferrato e Vercelli. La parte decisiva arriva dopo la costa ovest del Lago Maggiore: prima Bieno con pendenze abbordabili, poi Ungiasca con alcuni chilometri sopra il 10%, quindi discesa verso Verbania.
Il finale invita a una corsa nervosa. I velocisti puri rischiano di pagare Ungiasca, mentre gli uomini da classiche e i corridori esplosivi possono provare ad anticipare. Se la generale è corta, anche le squadre dei leader dovranno stare davanti: non per attaccare per forza, ma per non farsi sorprendere da buchi o discese prese male.

Finale e uomini da seguire
Gli ultimi 3 chilometri corrono lungo il lago: strada inizialmente larga e quasi diritta, poi curve seguendo la costa e un lieve restringimento. Il rettilineo finale è di 300 metri, largo 7 metri: non lunghissimo, quindi chi arriva davanti all’ultima parte avrà un vantaggio importante.
Da seguire gli sprinter resistenti, i corridori da Ardenne e le squadre che hanno interesse a rendere dura la corsa prima della volata. È una tappa perfetta per chi sa leggere il momento esatto tra il controllo del gruppo e il caos del finale.