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Tirreno-Adriatico 2026, tappa 4: Van der Poel fa doppietta, Pellizzari si prende la maglia azzurra

Mathieu van der Poel vince anche la quarta tappa della Tirreno-Adriatico 2026 a Martinsicuro, mentre Giulio Pellizzari sfrutta gli abbuoni e diventa nuovo leader.

12 March 2026 Redazione Bicitalk 5 min lettura
Mathieu van der Poel vince la quarta tappa della Tirreno-Adriatico 2026 a Martinsicuro

Mathieu van der Poel ha colpito di nuovo, e stavolta la sua vittoria porta con sé anche una delle immagini più interessanti di questa Tirreno-Adriatico 2026: Giulio Pellizzari che esce dal finale di Martinsicuro con il secondo posto di tappa e la maglia azzurra sulle spalle. La quarta frazione, 213 chilometri da Tagliacozzo al mare, sembrava dover tornare nelle mani dei velocisti resistenti. Invece il muro di Tortoreto ha rimesso tutto in discussione e ha prodotto un finale nervoso, selettivo e molto più pesante di quanto il profilo generale lasciasse immaginare.

Van der Poel ha vinto la seconda tappa della sua settimana battendo in volata un gruppo di 14 corridori rimasto davanti dopo l’ultima selezione. Pellizzari è stato il più lucido nel leggere il finale alle spalle dell’olandese: secondo sul traguardo, davanti a Tobias Halland Johannessen, e soprattutto abbastanza vicino da sfruttare gli abbuoni per scavalcare Isaac Del Toro nella generale. È un risultato che cambia la corsa e che dà un tono completamente nuovo alle due tappe marchigiane che attendono ora i leader.

Tutto si è acceso davvero sulla rampa di Tortoreto

Per gran parte della giornata la corsa è sembrata seguire un copione relativamente ordinato. Davanti si è formata una fuga numerosa, con corridori come Tibor Del Grosso, Iván García Cortina, Laurenz Rex, Rémy Rochas, Diego Pablo Sevilla e Jonas Abrahamsen, mentre dietro la UAE Team Emirates-XRG ha gestito il ritmo senza concedere troppo margine. I GPM hanno distribuito punti e movimento, ma l’impressione è stata fin da subito che la tappa sarebbe stata giudicata negli ultimi chilometri.

È esattamente quello che è successo. Al piede della rampa di Tortoreto, 1,6 chilometri all’8,4 per cento, la corsa ha cambiato faccia. La Visma-Lease a Bike ha preso in mano il gruppo con Matteo Jorgenson, alzando il ritmo in modo violento. Isaac Del Toro ha poi testato i rivali verso il GPM, provando a fare male in prima persona. Dietro e accanto a lui, però, c’era il corridore che oggi sembrava di nuovo avere il miglior colpo di pedale del gruppo: Van der Poel è rimasto sempre incollato alla ruota giusta, fresco abbastanza per trasformare un finale tattico in una nuova vittoria.

Il gruppo dei migliori era forte, ma Van der Poel aveva ancora più spunto

Quando la strada ha smesso di salire, davanti sono rimasti nomi pesanti: Ben Healy, Filippo Ganna, Giulio Ciccone, Primož Roglič, Wout Van Aert, Matteo Jorgenson, Jan Christen, Del Toro, Pellizzari, Johannessen e altri corridori capaci di reggere sia l’urto dello strappo sia il finale lanciato. Era un gruppo in cui praticamente tutti avevano una ragione per provarci.

Per alcuni chilometri, infatti, si è corso quasi a elastico. Piccoli scatti, frenate, rilanci, studio reciproco. Jan Christen ha tentato di anticipare, Van Aert ha chiuso con attenzione, poi è stato Ganna a cercare di sorprendere il gruppo con una progressione lunga, subito coperta da Andrea Vendrame. Era il tipo di finale in cui serve lucidità assoluta, oltre alle gambe. E lì Van der Poel ha dimostrato ancora una volta di saper leggere la corsa un attimo prima degli altri.

Quando ha aperto lo sprint, con vento contrario e gruppo già molto tirato, la sua accelerazione è stata pulita e definitiva. Pellizzari ha fatto una cosa diversa ma altrettanto notevole: si è nascosto bene, ha scelto il momento giusto per uscire e ha trasformato il finale in una doppia operazione perfetta, perché al prestigio del podio ha aggiunto il guadagno decisivo in chiave classifica.

Pellizzari cambia la classifica e cambia anche il clima della corsa

Il passaggio più forte della giornata, per la Tirreno nel suo complesso, è proprio qui. Van der Poel continua a vincere e a mandare segnali pesanti in ottica primavera, ma l’uomo che esce con la corsa in mano è Giulio Pellizzari. Con i sei secondi di abbuono del secondo posto, il corridore marchigiano della Red Bull-Bora-hansgrohe supera Del Toro e diventa nuovo leader proprio alla vigilia delle tappe più adatte agli uomini da classifica.

Per un corridore giovane, in una corsa italiana WorldTour, con due giornate durissime sulle strade di casa in arrivo, è un cambio di scenario enorme. Non significa che la Tirreno sia già sua, anzi. Significa però che da domani tutti dovranno correre guardando lui, non più soltanto Del Toro o i nomi più attesi in partenza. E questo, anche psicologicamente, conta parecchio.

Van der Poel, intanto, continua a mandare messaggi alla primavera

Se il discorso classifica si riapre attorno a Pellizzari, quello sulla condizione di Van der Poel diventa sempre più netto. Due vittorie in quattro giorni, ottenute in contesti molto diversi come il caos di San Gimignano e il finale esplosivo di Martinsicuro, raccontano un corridore già molto vicino alla forma delle grandi classiche. Non è solo una questione di potenza. È la combinazione di timing, posizione, sangue freddo e capacità di decidere nel momento esatto.

Per questo la Tirreno sta facendo doppio lavoro: da un lato costruisce una classifica generale sempre più interessante, dall’altro sta consegnando alla primavera uno dei suoi uomini più attesi in condizioni chiaramente superiori. E quando Van der Poel comincia a vincere così a marzo, tutti gli altri iniziano a leggere in modo diverso anche quello che verrà dopo.

La corsa adesso entra nelle sue giornate decisive

Il finale di Martinsicuro ha fatto esattamente ciò che prometteva alla vigilia: ha mescolato le carte senza ancora decidere tutto. La maglia azzurra cambia padrone, Del Toro perde il controllo della generale, Roglič resta in zona, gli uomini esplosivi tengono, e Van der Poel continua a prendersi le fotografie più forti della settimana.

Ma da qui in avanti il terreno cambia ancora. Mombaroccio e poi Camerino sono tappe in cui non basterà più resistere a uno strappo secco o leggere uno sprint ristretto: serviranno fondo, gestione e coraggio. E proprio per questo il colpo di Pellizzari pesa così tanto. Ha cambiato la classifica nel giorno giusto, poco prima che la Tirreno smetta definitivamente di scherzare.

Fonti: Tirreno-Adriatico | ProCyclingStats