Una delle funzioni più coerenti con il DNA TrainingPeaks Virtual è la UI configurabile. La piattaforma permette di impostare la schermata come si farebbe con un ciclocomputer: dati scelti dall’utente, posizionati dove servono.
La documentazione ufficiale insiste proprio su questo punto: l’interfaccia può mostrare i dati necessari al proprio allenamento, nel momento in cui servono. Per chi fa lavori strutturati, gare o test, non è un dettaglio estetico. È il modo in cui si evita di inseguire troppe informazioni o di non vedere quella giusta.
È una scelta meno spettacolare di una nuova mappa, ma più utile per l’atleta che ragiona su potenza, frequenza cardiaca, cadenza, gap e tattica. TrainingPeaks Virtual sta costruendo la propria identità su questo: meno effetto wow, più controllo.
È un approccio molto vicino alla cultura TrainingPeaks: l’allenamento parte dai dati, non dalla grafica. Avere una schermata davvero personalizzabile permette di distinguere una sessione di endurance, una gara breve, un test o un lavoro a blocchi senza usare sempre la stessa interfaccia.
Fonte: help.trainingpeaks.com.