Il Giro Next Gen 2026 entra nella tappa 4 con una giornata che sembra più semplice di quanto sia davvero. Da Matera a Corato, arrivo a Molino Casillo, ci sono 154 chilometri e 1100 metri di dislivello: numeri non estremi, ma abbastanza movimento nella prima parte per rendere la corsa nervosa e difficile da controllare.
È la classica tappa in cui una corsa Under 23 può cambiare faccia in fretta. Sulla carta c’è spazio per un gruppo compatto nel finale, ma il Giro Next Gen non è una corsa WorldTour con squadre costruite per chiudere ogni fuga al metro. Dopo il colpo di Jasper Schoofs a Marsicovetere e la maglia rosa finita sulle sue spalle, la quarta giornata diventa anche un test di gestione: chi ha responsabilità dovrà decidere quanto spendere prima delle tappe più dure.
Percorso: Matera-Corato, tappa 4 del Giro Next Gen 2026
La tappa parte da Matera e si muove verso la Puglia attraversando un terreno inizialmente mosso. Il sito ufficiale segnala il passaggio verso Gravina in Puglia e poi l’ingresso nella zona di Corato, dove il percorso prevede un circuito con due ascese verso Castel del Monte. Non sono salite da alta montagna, ma sono tratti utili per consumare energie, rompere il ritmo e rendere meno scontato l’avvicinamento alla volata.
| Tappa | 4 |
| Data | Mercoledì 17 giugno 2026 |
| Partenza | Matera |
| Arrivo | Corato (Molino Casillo) |
| Distanza | 154 km |
| Dislivello | 1100 m |
| Finale | Ultimi chilometri pianeggianti, rettilineo conclusivo di 500 metri |
Perché non è una tappa da sottovalutare
Il punto tattico è il circuito verso Castel del Monte. Se una fuga forte prende margine prima di quel tratto, il gruppo dovrà organizzarsi bene; se invece le squadre dei velocisti e degli uomini da classifica tengono la corsa chiusa, gli strappi possono diventare il momento ideale per selezionare o almeno per togliere gregari agli sprinter.
Il finale, invece, sembra più favorevole a chi arriva con velocità. Gli ultimi chilometri sono indicati come pianeggianti, con strade prevalentemente dritte ma interrotte da alcune curve secche. Il rettilineo finale di 500 metri lascia spazio a una volata vera, ma la posizione prima dell’ultimo chilometro conterà molto. In una gara giovanile, dove l’ordine del treno non è sempre perfetto, questo può fare più differenza del semplice spunto veloce.
Schoofs in rosa, Donati ancora riferimento
La tappa arriva dopo la vittoria di Jasper Schoofs nella frazione di Marsicovetere. Il belga ha preso la maglia rosa e cambia inevitabilmente l’equilibrio della corsa: da corridore in attacco diventa riferimento da marcare. Alle sue spalle restano però uomini già esposti nei primi giorni, a partire da Davide Donati, ancora molto presente nella lettura generale della gara e nella classifica a punti.
Per Lorenzo Finn e gli altri uomini attesi sulle tappe più dure, la giornata può avere un valore diverso: evitare rischi, restare davanti nei momenti nervosi e non sprecare energie inutili. Le montagne vere arriveranno più avanti, ma spesso una generale si perde proprio nelle giornate considerate interlocutorie.
Che corsa aspettarsi
Lo scenario più probabile è una fuga iniziale controllata, con accelerazioni nella parte mossa e un ricongiungimento prima del finale. Ma il Giro Next Gen vive anche di ambizione: molti corridori sanno che una tappa come questa può essere l’occasione migliore per prendersi visibilità prima che la corsa diventi affare da scalatori e uomini da classifica.
Per questo la tappa 4 va seguita con attenzione. Non è il tappone del Giro Next Gen, ma è una giornata che può mettere insieme tre storie: la difesa della maglia rosa di Schoofs, la voglia di riscatto degli sprinter e il tentativo di una fuga di anticipare un gruppo non sempre facile da organizzare.
Fonti: Giro Next Gen/RCS Sport, UCI.