La tappa 2 del Tour de Suisse 2026 riporta il gruppo a Locarno per una giornata meno dura della partenza di Sondrio, ma tutt’altro che banale. Dopo il colpo di Tadej Pogačar nella tappa inaugurale, la corsa entra in una fase diversa: chi ha già perso minuti deve capire se può riaprire qualcosa, mentre UAE Emirates-XRG può scegliere se controllare o lasciare spazio a una giornata più tattica.
Il percorso misura 157,7 chilometri con circa 2.110 metri di dislivello secondo il sito ufficiale del Tour de Suisse. Non è una tappa di montagna, ma il finale presenta abbastanza nervosismo per togliere certezze ai velocisti puri. Chi cerca “tappa 2 Tour de Suisse 2026” deve aspettarsi questo: una giornata da puncheur, attaccanti e uomini veloci resistenti, non un arrivo piatto da treno organizzato.
Percorso della tappa 2: Locarno-Locarno
La tappa parte da Locarno e si muove inizialmente lungo il Lago Maggiore verso Tenero. Da lì la corsa sale verso Monte Ceneri, prima di rientrare in direzione Lugano e poi tornare verso Locarno. Il Tour de Suisse la classifica come tappa collinare di difficoltà 2 su 5, quindi meno selettiva della giornata di apertura, ma il dato può ingannare.
Monte Ceneri non è il tipo di salita che da sola spacca una corsa WorldTour. Può però consumare energie, soprattutto dopo una tappa 1 corsa a intensità altissima. La parte davvero interessante arriva nel finale: prima di Tenero c’è una salita di circa tre chilometri, poi una breve discesa e un altro strappo di poco meno di un chilometro e mezzo, con tratti ripidi. Da lì si scende verso Locarno e si passa da Ascona prima dell’arrivo.
| Dato | Tappa 2 Tour de Suisse 2026 |
|---|---|
| Data | Giovedì 18 giugno 2026 |
| Partenza e arrivo | Locarno-Locarno |
| Distanza | 157,7 km |
| Dislivello | circa 2.110 m+ |
| Tipo di tappa | Collinare, finale da puncheur |
| Punto chiave | Doppio strappo negli ultimi 20 km |
Perché non è una tappa da sprint facile
Un arrivo a ranghi compatti non è impossibile, ma non è lo scenario più naturale. Il finale obbliga le squadre dei velocisti resistenti a lavorare molto: bisogna passare gli strappi senza perdere uomini, controllare eventuali attacchi e poi ricompattare in discesa o nel tratto finale. Se la corsa resta tranquilla fino agli ultimi 20 chilometri, allora un gruppo ridotto può giocarsi la vittoria. Se invece parte una selezione secca, servirà più punch che velocità pura.
Il dettaglio più interessante è la posizione di Pogačar. Dopo la fuga lunga della tappa 1, il leader della corsa non ha bisogno di attaccare. Però può usare la tappa come allenamento di qualità verso il Tour de France, oppure lasciare che siano gli altri a spendere. Questo rende la giornata meno prevedibile: UAE può controllare con calma, ma se il finale diventa nervoso Pogačar resta il riferimento naturale.
Favoriti: Pogačar o spazio ai puncheur?
Pogačar è il nome che condiziona ogni pronostico. La domanda non è se possa vincere: può farlo quasi su ogni finale di questo Tour de Suisse. La domanda è se gli convenga. Dopo aver già preso margine nella generale, potrebbe non avere interesse a trasformare ogni tappa in una dimostrazione.
Per questo la tappa 2 può diventare una chance per corridori più esplosivi o per uomini veloci capaci di resistere. Mathieu van der Poel è il profilo più evidente: se supera bene gli strappi e arriva in un gruppo selezionato, diventa pericolosissimo. Anche Romain Grégoire, Mauro Schmid, Corbin Strong, Michael Matthews, Magnus Cort e altri corridori da finali mossi possono leggere la giornata come un’occasione.
Gli uomini di classifica, invece, devono stare davanti senza esagerare. Richard Carapaz, Andrea Bagioli, Primož Roglič, Antonio Tiberi e Lenny Martínez hanno già ricevuto un messaggio forte da Pogačar. In una tappa così, più che vincere, devono evitare di perdere secondi banali, restare lontani da cadute e non farsi sorprendere se il gruppo si rompe nel finale.
Cosa cambia per la classifica generale
La generale è già segnata dal colpo di Sondrio. Pogačar ha aperto un margine importante e può correre da padrone. Questo però non significa che la tappa 2 sia neutra. Nei finali collinari del Tour de Suisse, i distacchi possono nascere da dettagli: una curva presa male, un buco dopo lo strappo, una discesa fatta in seconda fila, una squadra rimasta senza uomini.
Per gli italiani il nome da seguire resta Andrea Bagioli, splendido terzo nella tappa 1 e adatto a un finale mosso. Antonio Tiberi dovrà invece correre con attenzione diversa: per lui conta la classifica, quindi ogni accelerazione va pesata. Se arriva con i migliori, la giornata è positiva. Se perde secondi in un finale teoricamente non decisivo, diventa un segnale meno buono verso le tappe successive.
Come può andare la tappa
Lo scenario più probabile è una fuga iniziale controllata, con UAE non obbligata a chiudere tutto da sola. Nel finale, però, le squadre dei puncheur potrebbero aumentare il ritmo sugli strappi. A quel punto la corsa si dividerà tra due possibilità: attacco secco di un uomo forte nell’ultimo tratto duro, oppure gruppo ridotto che rientra verso Locarno per una volata selezionata.
La tappa 2 è quindi una giornata da guardare negli ultimi 25 chilometri. Non ha la durezza per riscrivere completamente il Tour de Suisse, ma ha abbastanza trappole per rendere nervosa una classifica già sbilanciata. Dopo quello che ha fatto Pogačar a Sondrio, ogni rivale corre con una certezza in meno: aspettare potrebbe non bastare più.
Fonti: Tour de Suisse, CyclingStage, CyclingUpToDate, IDL Pro Cycling, Domestique Cycling.