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Alaphilippe salta i Campionati francesi: il Tour de France diventa l’unica priorità

Julian Alaphilippe non correrà i Campionati francesi 2026: Tudor preferisce proteggerne la preparazione in vista del Tour de France.

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Julian Alaphilippe con Tudor al Tour de Suisse 2026

Julian Alaphilippe non correrà i Campionati francesi su strada del 28 giugno. Per il secondo anno consecutivo, il francese rinuncia alla corsa nazionale e concentra tutto sulla preparazione al Tour de France, che partirà il 4 luglio da Barcellona. La decisione non è un dettaglio di calendario: racconta bene il punto in cui si trova oggi Alaphilippe, ancora alla ricerca della continuità che lo aveva reso uno dei corridori più elettrici del gruppo.

Tudor Pro Cycling ha confermato la scelta durante il Tour de Suisse, dove Alaphilippe non ha preso il via dell’ultima tappa di montagna. Secondo quanto riportato da Cyclingnews e DirectVelo, il piano è evitare un altro sforzo secco a pochi giorni dal Tour e usare l’ultima fase di avvicinamento per arrivare più fresco, più stabile e più pronto a scegliere le giornate giuste.

Una stagione ancora irregolare

Il 2026 di Alaphilippe non ha ancora avuto la continuità che Tudor sperava. La prima parte di stagione è stata segnata da ritiri, malanni e corse chiuse senza il solito graffio. Dopo i problemi all’Itzulia e l’assenza dalla Liegi-Bastogne-Liegi, il team gli ha dato tempo per recuperare e lavorare in quota, con un blocco di allenamento in Sierra Nevada.

Il ritorno alle corse ha dato segnali incoraggianti ma non definitivi. Al GP Gippingen ha chiuso quinto, poi al Tour de Suisse è entrato nella fuga della seconda tappa senza però incidere nella lotta per la vittoria. Sono segnali migliori rispetto ai momenti più difficili della primavera, ma ancora lontani dall’Alaphilippe capace di accendere una corsa in modo brutale.

Perché saltare il campionato nazionale può avere senso

Il Campionato francese non è mai una corsa neutra. Per un corridore come Alaphilippe, due volte campione del mondo e simbolo del ciclismo francese recente, correre davanti al proprio pubblico significa pressione, esposizione e una gara difficile da affrontare al risparmio. Se parti, difficilmente puoi farlo solo per presenza.

La scelta Tudor è quindi pragmatica: togliere una giornata emotivamente e fisicamente costosa, proteggere il lavoro fatto in altura e arrivare al Tour con un obiettivo più realistico. Non serve un Alaphilippe che provi a rispondere a tutti per tre settimane. Serve un corridore capace di leggere una tappa, entrare nella fuga giusta e trasformare una giornata mossa in una possibilità concreta.

Cosa può cercare al Tour

Alaphilippe ha già vinto sei tappe al Tour de France tra 2018 e 2021. La settima resta il bersaglio più naturale, molto più di una corsa di classifica o di una presenza anonima nel gruppo. Il percorso del Tour de France 2026 offre giornate mosse, finali nervosi e terreno da fuga: esattamente il tipo di scenario in cui il francese può ancora essere pericoloso se la condizione cresce.

Il punto è capire quante giornate buone abbia davvero nelle gambe. Tudor, attraverso il direttore sportivo Sylvain Blanquefort, ha indicato una linea chiara: capitalizzare i giorni in cui le sensazioni sono buone e restare più calmo quando non lo sono. È un modo meno romantico di correre, ma probabilmente più adatto all’Alaphilippe di oggi.

La rinuncia al campionato nazionale non va letta come una resa. È un segnale di priorità. Alaphilippe sa che il Tour può ancora dargli una vetrina enorme, ma non può permettersi di arrivarci stanco o con un’altra corsa sbagliata nelle gambe. Per Tudor, il vero test inizia a Barcellona.

Fonti principali: Cyclingnews, DirectVelo, Tudor Pro Cycling.