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Van Aert torna in bici dopo l’infezione al gomito: primo segnale, ma il Tour resta chiuso

Wout van Aert è tornato in bici alla Olivia Classic dopo l’infezione al gomito che lo ha escluso dal Tour de France 2026. Cosa significa per lui e per Visma.

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Wout van Aert al Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 prima del ritiro per dolore al gomito

Wout van Aert è tornato in bici. Non è una ripartenza agonistica, non cambia la sua assenza dal Tour de France 2026, ma è il primo segnale visibile dopo una settimana pesante: infezione al gomito, intervento per pulire la ferita, antibiotici e decisione definitiva di rinunciare alla Grande Boucle.

Il belga della Visma-Lease a Bike ha partecipato domenica alla Olivia Classic, una pedalata benefica vicino a casa, nella zona di Herentals, organizzata a sostegno dell’Olivia Fund, realtà belga impegnata nella ricerca contro i tumori infantili. Secondo i dati riportati da Cyclingnews, Van Aert ha completato 67,6 km a 30,6 km/h di media, con un vistoso bendaggio al gomito destro. Su Strava ha accompagnato l’uscita con una frase breve, ma abbastanza chiara: primo tentativo di tornare a tenere il manubrio.

La notizia va letta per quello che è. Non è un ripensamento sul Tour e non è una prova di forma. È un rientro controllato, dentro un evento senza pressione agonistica, dopo giorni in cui la priorità non era più la condizione ma la salute. Proprio per questo conta: Van Aert non sta rientrando nel copione che aveva immaginato per luglio, ma almeno ha rimesso la bici sotto di sé.

Perché Van Aert non farà il Tour de France 2026

La rinuncia al Tour era stata annunciata dalla Visma il 17 giugno. Il problema nasce da una caduta in allenamento prima del Tour Auvergne-Rhône-Alpes. La ferita al gomito, inizialmente gestibile, si è complicata durante la corsa con un’infezione. Van Aert aveva anche vinto la quinta tappa, ma poi si era fermato prima della sesta.

La squadra ha spiegato che il corridore non aveva recuperato abbastanza per arrivare al via del Tour al livello richiesto. Van Aert ha definito la decisione una grande delusione, perché il Tour resta uno dei suoi obiettivi principali ogni anno, ma ha anche chiarito che la priorità è tornare al proprio livello più avanti nella stagione. Abbiamo già analizzato cosa cambia per Visma senza Van Aert al Tour de France 2026: il tema resta enorme, soprattutto per Jonas Vingegaard.

Il dettaglio medico non va banalizzato. Cyclingnews, citando le ricostruzioni emerse in Belgio, ha riportato che la ferita è stata pulita chirurgicamente e che la situazione avrebbe potuto diventare molto seria. Questo spiega perché la Visma abbia chiuso la porta al Tour con decisione: non si trattava di gestire una semplice escoriazione o qualche giorno di dolore, ma di evitare che il recupero venisse forzato in modo pericoloso.

Cosa significa il ritorno in bici

Il ritorno alla Olivia Classic dice soprattutto una cosa: Van Aert sta superando la fase più delicata. Riuscire a pedalare per oltre due ore, anche a ritmo controllato e in un contesto benefico, è un passaggio psicologico importante. Dopo un’infezione e un intervento, il primo limite non è solo il motore. È capire se il braccio permette di guidare, frenare, assorbire le vibrazioni e stare in posizione senza riaprire il problema.

Questo non trasforma l’uscita in allenamento vero. Una pedalata del genere non misura la condizione per una corsa WorldTour, né dice quando Van Aert potrà rientrare in gara. Però restituisce un’immagine diversa rispetto ai giorni della rinuncia: non più soltanto ospedale, antibiotici e Tour perso, ma il primo gesto normale di un corridore che ricomincia a costruire.

Per Van Aert è una stagione strana da leggere. Ha vinto una Parigi-Roubaix pesantissima, ha ritrovato momenti di altissimo livello, ma continua a dover fare i conti con interruzioni e problemi fisici. Il rientro in bici non cancella la frustrazione di saltare luglio. Semmai la rende più concreta: il belga sta abbastanza bene da pedalare, ma non abbastanza da preparare il Tour. È proprio questa zona intermedia a raccontare quanto sia stata netta la scelta della Visma.

Il buco che lascia nella Visma

Il punto sportivo resta aperto. Senza Van Aert, la Visma perde un corridore che al Tour non ha mai avuto un solo compito. Può fare il lead-out, chiudere buchi, andare in fuga, proteggere il leader sul piano, sopravvivere su salite medie, tirare in giornate sporche, vincere tappe e togliere pressione alla squadra. In una corsa che partirà con una cronosquadre a Barcellona e avrà subito tappe nervose, è un’assenza che pesa prima ancora della montagna.

Il sostituto può coprire una parte del lavoro, non replicare l’intero profilo. Un uomo più scalatore può aiutare Vingegaard nella terza settimana, ma non avrà lo stesso peso negli strappi, nelle fasi di vento o nei finali caotici. Un passista più robusto può essere utile nella cronosquadre, ma non offre la stessa minaccia offensiva. Il problema di Van Aert è proprio questo: quando manca, non si sostituisce un ruolo. Se ne perdono tre o quattro insieme.

Per questo il suo ritorno in bici è una buona notizia personale, ma non sposta l’equilibrio del Tour. La Visma deve comunque ridisegnare il sostegno a Vingegaard, mentre UAE e Pogačar arrivano con un blocco molto profondo. Nel nostro hub sul percorso del Tour de France 2026 il tema della cronosquadre iniziale e delle prime tappe catalane era già centrale: senza Van Aert, quelle giornate diventano ancora più delicate.

E adesso quale programma?

Al momento non c’è un calendario di rientro agonistico ufficiale. La Vuelta a España resta una possibilità naturale nel suo programma stagionale, ma dipenderà dalla guarigione completa, dal carico che potrà sopportare il gomito e dalla capacità di ricostruire condizione senza forzare. Dopo un’infezione, il rischio più grande è confondere il primo segnale positivo con il via libera definitivo.

Van Aert ha bisogno di tornare ad allenarsi in modo continuo prima ancora di pensare a un dorsale. La Olivia Classic è quindi un piccolo passo, non una svolta. Ma per un corridore che pochi giorni fa era fuori dal Tour e reduce da un intervento, anche un piccolo passo ha un peso. La sua estate cambia volto: niente giallo, niente tappe francesi, niente lavoro per Vingegaard. Ora l’obiettivo è più semplice e più difficile allo stesso tempo: guarire bene, senza inseguire una data troppo vicina.

Fonti principali: Cyclingnews | Team Visma-Lease a Bike | IDLProCycling