Red Bull-Bora-hansgrohe si presenta al Tour de France 2026 con una scelta forte: Remco Evenepoel e Florian Lipowitz partiranno come co-leader. Non è una formula di cortesia. È una strategia vera, costruita intorno a due corridori diversi, entrambi già credibili per il podio, dentro una squadra che vuole pesare nella lotta contro Pogačar, Vingegaard e il blocco dei nuovi pretendenti.
La doppia leadership è affascinante, ma non è mai neutra. Funziona quando le gerarchie si chiariscono sulla strada senza spaccare la squadra. Diventa pericolosa quando ogni scelta tattica viene letta come un favore a uno dei due capitani.
La squadra: più profonda di quanto sembri
| Corridore | Ruolo probabile |
|---|---|
| Remco Evenepoel | Co-leader, cronometro, attacchi esplosivi |
| Florian Lipowitz | Co-leader, continuità in salita |
| Jai Hindley | Supporto di lusso in montagna |
| Maxim Van Gils | Opzione tattica su tappe mosse |
| Mattia Cattaneo | Cronosquadre, passo, esperienza |
| Jan Tratnik | Struttura e gestione corsa |
| Nico Denz | Motore in pianura e controllo |
| Tim van Dijke | Lavoro, protezione, debutto Tour |
La lista è molto equilibrata. Hindley dà profondità da grande giro, Van Gils può diventare una carta importante nelle tappe dure ma non puramente alpine, Cattaneo e Tratnik portano esperienza, Denz e van Dijke completano la parte di controllo. È una squadra pensata per non dipendere da un solo scenario.
Evenepoel e Lipowitz: due modi diversi di stare in classifica
Evenepoel è il corridore più esplosivo e riconoscibile. Può guadagnare nelle prove contro il tempo, può attaccare quando il ritmo cambia di colpo, può trasformare una giornata apparentemente controllata in un problema per tutti. Lipowitz, invece, porta una qualità diversa: continuità, regolarità, capacità di stare dentro la corsa giorno dopo giorno.
Proprio questa differenza rende la coppia interessante. Se il Tour si decide su scatti violenti, cronometro e giornate irregolari, Evenepoel ha armi evidenti. Se invece la corsa diventa una prova di resistenza progressiva, Lipowitz può diventare più che un secondo nome. Red Bull non sta solo coprendo due opzioni: sta provando ad avere due risposte a due Tour possibili.
Il rischio: quando la strada non chiarisce abbastanza
La parte delicata arriverà se entrambi resteranno vicini in classifica. Chi viene protetto in una giornata ventosa? Chi riceve l’ultimo uomo in salita? Chi può attaccare e chi deve aspettare? Sono domande normali, ma dentro un Tour diventano rapidamente politiche interne.
La squadra sostiene di avere flessibilità per quasi ogni scenario. È una frase sensata, perché il roster è davvero completo. Ma il Tour spesso semplifica tutto: alla fine una squadra deve scegliere il corridore che può vincere di più. La forza di Red Bull sarà arrivare a quel momento senza aver consumato energie in ambiguità.
Se la convivenza funziona, Evenepoel e Lipowitz possono diventare una delle storie tattiche del Tour 2026. Se non funziona, rischiano di togliersi spazio proprio mentre Pogačar e Vingegaard cercheranno di imporre gerarchie molto più nette.
Per il quadro della corsa leggi anche il nostro pezzo sulle tappe decisive del Tour 2026 e l’analisi sulle tendenze tecniche che possono pesare in Francia.