Fuori dal rumore enorme del Tour de France, Lorenzo Finn sta facendo qualcosa che merita attenzione al Sibiu Cycling Tour 2026. Il corridore italiano della Red Bull-Bora-hansgrohe Rookies ha vinto due arrivi in salita consecutivi: prima la tappa 2 a Păltiniș, poi oggi la tappa 3 a Bâlea Lac, davanti a Wout Poels e Byron Munton. Non è soltanto una doppietta: è il segnale che il campione del mondo U23 sta iniziando a trasformare il dominio nelle corse giovanili in risultati pesanti anche tra i professionisti.
La cosa più interessante è il tempismo. Finn arriva da un Giro Next Gen vinto con autorità, dove aveva già dato l’idea di essere uno dei prospetti più solidi per le corse a tappe. Mentre al Tour tutti guardano Paul Seixas e gli altri giovani già proiettati sul palcoscenico più grande, Finn sta costruendo la propria risposta in Romania, su salite vere e contro avversari esperti.
Prima Păltiniș, poi Bâlea Lac: due arrivi in salita, stesso verdetto
La prima vittoria è arrivata domenica 5 luglio sulla salita verso Păltiniș Arena. Red Bull-Bora-hansgrohe ha parlato di primo successo professionistico per Finn, arrivato con un attacco solitario sulla salita finale. Il risultato ufficiale della tappa 2 racconta bene la differenza fatta dal diciannovenne: Byron Munton secondo a 9 secondi, Pablo Torres terzo a 49 secondi, Walter Calzoni quarto a 1’05”.
Il giorno dopo è arrivata la conferma più importante. La tappa 3 da Sibiu a Bâlea Lac misurava circa 157 km e finiva su una delle salite simbolo della corsa, lungo la Transfăgărășan Road. Finn ha vinto di nuovo, questa volta davanti a Wout Poels e Byron Munton. Cyclingflash indica 3h43’16” per il vincitore, con Poels a 13 secondi e Munton nello stesso tempo dell’olandese; ProCyclingStats conferma Finn vincitore davanti a Poels e Munton.
I due risultati che cambiano il Sibiu Tour
| Tappa | Arrivo | Vincitore | Distacchi chiave |
|---|---|---|---|
| 2 | Păltiniș Arena | Lorenzo Finn | Byron Munton +9″, Pablo Torres +49″ |
| 3 | Bâlea Lac | Lorenzo Finn | Wout Poels +13″, Byron Munton stesso tempo di Poels |
In una corsa 2.1 come il Sibiu, il livello non è quello del Tour de France, ma proprio per questo il dato va letto bene. Un talento come Finn deve dimostrare di saper vincere quando la corsa lo aspetta, quando ha pressione, quando la squadra corre per lui e quando gli avversari sanno che il riferimento è lui. A Păltiniș ha vinto da favorito; a Bâlea Lac ha confermato il giorno dopo. È questo il passaggio che conta.
Perché questa notizia conta anche oltre il Sibiu
Finn non è un nome qualsiasi nel vivaio internazionale. Nato nel 2006, iridato junior su strada nel 2024 e poi campione del mondo U23, è uno dei corridori su cui Red Bull-Bora-hansgrohe sta costruendo il futuro. La vittoria al Giro Next Gen aveva già confermato la sua capacità di reggere una corsa a tappe; il Sibiu aggiunge un pezzo diverso: vincere in una gara professionistica, su salita, contro corridori più esperti.
Il confronto naturale, almeno sul piano generazionale, è con Paul Seixas. Seixas è già dentro la narrazione del Tour, Finn è ancora in una traiettoria più graduale. Ma la sostanza è simile: sono corridori che non sembrano solo “promesse”, perché stanno già producendo risultati in contesti diversi. Finn, in particolare, sta mostrando una continuità rara per un diciannovenne: classifica generale, cronometro, salita, capacità di chiudere la corsa quando è il favorito.
La chiave tecnica: non solo esplosività
Le due vittorie al Sibiu dicono qualcosa anche sul tipo di corridore. Non parliamo di uno scalatore leggero capace solo dello scatto secco. Finn sta vincendo su salite lunghe, con gestione dello sforzo, capacità di accelerare nel momento giusto e tenuta su giornate consecutive. Questo è esattamente ciò che serve a un corridore da corse a tappe moderne: non un singolo colpo, ma la ripetizione del livello.
La tappa di Bâlea Lac, con Poels secondo, aiuta a misurare meglio la prestazione. Poels non è più nel punto più alto della carriera, ma resta un corridore con esperienza enorme in montagna. Batterlo su un arrivo così, dopo aver già vinto il giorno prima, rende la doppietta molto più pesante di una semplice notizia da calendario minore.
Bicitalk deve seguire anche queste corse
Il Sibiu Cycling Tour non può competere con il Tour de France per spazio e attenzione, ma ignorarlo del tutto sarebbe un errore. Alcune corse minori servono proprio a intercettare i nomi prima che diventino mainstream. Finn è uno di quei casi: se aspettiamo di parlarne solo quando sarà al Tour, rischiamo di arrivare tardi su una storia che sta già prendendo forma.
Per ora il messaggio è semplice: Lorenzo Finn non ha soltanto vinto il Giro Next Gen. Sta continuando a vincere. E quando un corridore di 19 anni passa dalla categoria “talento da seguire” alla categoria “favorito che conferma”, vale la pena fermarsi anche se la corsa si chiama Sibiu e non Tour de France.