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Record Tourmalet: Pogačar lo distrugge in 43 minuti

Record Tourmalet 2026: Pogačar sale in circa 43'10", oltre due minuti più veloce del 2023. Tempi Strava, VAM e confronto con Vingegaard.

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Profilo altimetrico ufficiale della tappa 6 del Tour de France 2026 con Aspin Tourmalet e Gavarnie-Gèdre

Il record del Tourmalet è stato distrutto da Tadej Pogačar nella tappa 6 del Tour de France 2026. Sul segmento Strava più vicino alla salita ufficiale da Sainte-Marie-de-Campan, lo sloveno ha fermato il cronometro a 43’09”. Le rilevazioni manuali oscillano tra 43’10” e 43’12”: in ogni caso, circa due minuti e mezzo in meno rispetto al primato stabilito nel 2023.

Non è soltanto un record migliorato. È un salto enorme su una salita già affrontata tre anni prima a ritmo da primato da Pogačar e Jonas Vingegaard. Il dato va letto con attenzione, perché i tempi di scalata non sono cronometraggi ufficiali ASO e cambiano di qualche secondo in base al punto esatto di partenza del segmento. La sostanza, però, non cambia: il Tourmalet non era mai stato salito così velocemente in gara.

Record Tourmalet 2026: tutti i numeri

DatoPogačar 2026Riferimento 2023
Tempo segmento Strava43’09”circa 45’35”
Stima cronometraggio salita43’10”-43’12”45’35”-45’37”
Miglioramentocirca 2’25”
Velocità media23,8 km/hcirca 22,6 km/h
VAM stimata1.735 m/hcirca 1.635 m/h
Ultimi 4,1 km11’10”11’21”

La scheda ufficiale del Tour indica per il Col du Tourmalet 17,1 km al 7,3%, con vetta a 2.115 metri. Il segmento Strava usato per il confronto non coincide al metro con ogni rilevazione storica, ma è quello che meglio segue l’ascesa affrontata in gara. È il motivo per cui alcune fonti riportano 43’09”, altre 43’10” e altre ancora 43’12”.

Quanto ha battuto il precedente record del Tourmalet

Nel 2023 Pogačar e Vingegaard avevano già cancellato il vecchio riferimento degli anni Novanta, salendo in circa 45’35”. Quel giorno la Jumbo-Visma aveva imposto un ritmo feroce e Vingegaard aveva attaccato nella parte alta, senza riuscire a staccare lo sloveno. Sembrava un tempo destinato a durare.

Tre anni dopo Pogačar ha tolto circa due minuti e 25 secondi. Su una salita di poco più di tre quarti d’ora significa viaggiare oltre il cinque per cento più velocemente. È una differenza enorme ai livelli del Tour, ancora più impressionante considerando che il Tourmalet arrivava dopo il Col d’Aspin e oltre 130 chilometri di gara.

Il record è anche della UAE

Il tempo finale porta il nome di Pogačar, ma la prima parte della prestazione appartiene a tutta la UAE Team Emirates-XRG. La squadra ha iniziato a comprimere il gruppo già sull’Aspin e ha continuato sul Tourmalet con una sequenza di gregari capace di eliminare quasi tutti i rivali. Isaac Del Toro ha lanciato l’ultima accelerazione prima dell’attacco del capitano.

Pogačar è partito a circa quattro chilometri dalla vetta. Vingegaard ha scelto di non rispondere subito e di salire in progressione, ma ha scollinato con 31 secondi di ritardo. Il gruppo con Del Toro, Evenepoel, Seixas, Lipowitz e Ayuso è passato circa 54 secondi dopo il danese. Anche questi riferimenti mostrano la profondità della prestazione: non solo Pogačar, ma diversi uomini di classifica hanno viaggiato intorno o sotto il vecchio record del 2023.

Pogačar più veloce anche negli ultimi 4,1 km

Il lavoro della UAE aiuta a spiegare il tempo sull’intera salita, soprattutto nella parte iniziale meno ripida, dove stare a ruota conta. Ma non spiega tutto. Nel segmento finale da La Mongie alla vetta, 4,1 km all’8,6%, Pogačar ha impiegato 11’10”: undici secondi meglio del suo 11’21” del 2023.

In quel tratto era solo, sopra i 1.700 metri di quota e con le pendenze più dure del colle. La velocità media è stata di circa 22,2 km/h, con una VAM vicina a 1.920 m/h. Le stime di potenza pubblicate dopo la tappa si collocano oltre 6,6 watt per chilo, ma restano stime: senza i dati completi del misuratore di potenza non possono essere trattate come valori ufficiali.

Record di scalata e record Strava: perché non sono la stessa cosa

Sul Tourmalet esistono molti segmenti Strava sovrapposti. Alcuni partono da Sainte-Marie-de-Campan, altri da Gripp; altri ancora misurano soltanto la parte da La Mongie. Per questo si possono trovare KOM diversi attribuiti a corridori diversi senza che i dati siano necessariamente in contraddizione.

Il precedente 41’43” associato a Pogačar nel 2023, citato in alcune analisi Strava, appartiene a un segmento con estremi differenti e non può essere confrontato direttamente con il 43’09” del 2026. Per misurare il record di gara sul versante completo bisogna usare lo stesso punto di rilevazione: con questo criterio il confronto corretto è tra circa 45’35” nel 2023 e circa 43’10” nel 2026.

Un record destinato a durare?

Il nuovo tempo nasce da una combinazione difficile da ripetere: squadra dominante, ritmo alto per tutta la salita, condizioni favorevoli e attacco del miglior corridore del mondo prima della vetta. Per batterlo servirà un’altra giornata costruita sul Tourmalet, non un semplice passaggio controllato in attesa dell’arrivo.

Vingegaard resta il candidato più credibile perché nel 2026, pur staccato, ha migliorato a sua volta il riferimento del 2023. Ma il dato più duro per tutti gli altri è questo: il danese ha prodotto una salita da record e ha comunque perso mezzo minuto da Pogačar prima ancora della discesa. Il Tourmalet ha consegnato un nuovo primato, ma soprattutto una misura molto chiara della distanza tra il leader e i suoi rivali.

Fonti: Tour de France, tappa 6; BiciDaStrada, dati del record e segmenti Strava; SpazioCiclismo, stima del tempo di scalata; El País, cronaca e distacchi al Tourmalet; Strava, segmento del Tourmalet.