Sigrid Haugset ha vinto la tappa 3 del Tour de France Femmes 2026 con una fuga solitaria di 88 chilometri e ha conquistato la maglia gialla. La campionessa norvegese della Uno-X Mobility ha chiuso la Genève-Poligny di 156,5 km in 4h05’59”, precedendo Lotte Kopecky di 1’24” e Marianne Vos di 2’48”.
È il primo successo di una norvegese nella storia moderna del Tour Femmes e, soprattutto, la fuga solitaria vincente più lunga registrata nella corsa. Haugset ha trasformato una giornata disegnata per selezionare il gruppo in un capolavoro di resistenza, gestione e coraggio.
Risultato tappa 3 Tour de France Femmes 2026
| Pos. | Atleta | Squadra | Tempo |
|---|---|---|---|
| 1 | Sigrid Haugset | Uno-X Mobility | 4h05’59” |
| 2 | Lotte Kopecky | SD Worx-Protime | +1’24” |
| 3 | Marianne Vos | Visma-Lease a Bike | +2’48” |
| 4 | Usoa Ostolaza | Laboral Kutxa | +2’48” |
| 5 | Kim Le Court-Pienaar | AG Insurance-Soudal | +2’48” |
| 6 | Noemi Rüegg | EF Education-Oatly | +2’48” |
| 7 | Célia Gery | FDJ United-SUEZ | +2’48” |
| 8 | Cédrine Kerbaol | EF Education-Oatly | +2’48” |
| 9 | Malwina Mul | Cofidis | +2’48” |
| 10 | Monica Trinca Colonel | Liv AlUla Jayco | +2’48” |
L’attacco che ha ribaltato la tappa
Il momento decisivo è arrivato dopo il Col de la Faucille, nella prima metà della frazione. Haugset si è portata davanti e, invece di aspettare rinforzi o amministrare un vantaggio minimo, ha continuato. Con temperature vicine ai 37 gradi e ancora quasi novanta chilometri da percorrere, sembrava un’azione destinata a diventare un riferimento per la caccia del gruppo.
La corsa, però, non ha trovato subito un accordo. Dietro si sono alternati tentativi, rallentamenti e marcature fra le squadre delle favorite. Haugset ha mantenuto un passo regolare e ha costretto le inseguitrici a consumare energie senza riuscire a organizzare una rincorsa continua.
Kopecky è stata la più pericolosa. La belga è arrivata a soli dieci secondi quando mancavano circa dieci chilometri, ma Haugset non si è disunita: ha rilanciato nel tratto finale e ha riportato il margine oltre il minuto. Non è stata soltanto una prova di potenza. La capacità di non cambiare ritmo nel momento di massimo pericolo ha deciso la tappa.
La nuova classifica generale
Haugset è passata dal 46° posto alla maglia gialla con il tempo complessivo di 11h17’56”. Kim Le Court-Pienaar è seconda a 2’02”, Demi Vollering terza a 2’06” e Noemi Rüegg quarta a 2’10”. Marianne Vos, Cédrine Kerbaol, Elisa Longo Borghini, Kasia Niewiadoma, Puck Pieterse e Niamh Fisher-Black seguono a 2’10”.
Il vantaggio ha dato alla norvegese un premio enorme, ma la cronometro della tappa 4 verso Dijon rappresentava immediatamente un esame diverso. Le specialiste avevano ventuno chilometri per riaprire la generale e misurare quanto fosse costata l’impresa di Poligny.
Perché questa vittoria pesa più di un risultato a sorpresa
La vittoria cambia anche il modo in cui il gruppo dovrà valutare le fughe nelle prossime tappe. Una squadra che lascia spazio a un’atleta forte a cronometro e resistente sui percorsi mossi non può più contare sul fatto che il finale sistemi automaticamente la situazione. Haugset ha dimostrato che l’incertezza tattica può valere minuti.
L’azione è inoltre legata alla discussione sulla copertura televisiva: l’attacco è partito prima dell’inizio delle immagini in diretta. Il pubblico ha visto la lunga difesa del vantaggio, ma non il gesto iniziale che ha creato la corsa. È un tema che va oltre questa tappa e riguarda la possibilità di raccontare integralmente i momenti decisivi del ciclismo femminile.
La bici del vincitore
Haugset ha vinto sulla Ridley Noah Fast 3.0 della Uno-X Mobility. Il pacchetto tecnico 2026 della squadra comprende gruppo SRAM Red AXS, ruote DT Swiss, pneumatici Continental, sella Prologo e ciclocomputer Garmin. La Noah è una piattaforma aero: in una fuga così lunga, l’efficienza alle alte velocità e la capacità di conservare watt nei tratti esposti hanno un valore concreto. Per orientarsi tra le gamme disponibili è possibile consultare i cataloghi bici 2026.
Il programma, i percorsi e le altre tappe sono raccolti nello speciale Tour de France Femmes 2026.
La gestione dello sforzo è stata altrettanto importante della distanza dell’attacco. Haugset non ha risposto in modo impulsivo quando Kopecky si è avvicinata: ha conservato una cadenza sostenibile, ha continuato ad alimentarsi e ha sfruttato il tratto finale più favorevole per ricostruire il margine.