Aggiornamento 30 settembre 2026: il prototipo Shimano Dura-Ace a 13 velocità non è stato osservato soltanto in ricognizione. Cycling Weekly ne segnala l’utilizzo da parte di Mathieu van der Poel anche nella corsa élite dei Mondiali di Montréal del 27 settembre. Il riscontro amplia la fase di test in gara, ma non costituisce un lancio commerciale: denominazione definitiva, prezzo, peso, compatibilità e disponibilità devono ancora essere comunicati da Shimano.
Chi cerca il nuovo Dura-Ace per aggiornare la propria bici deve quindi separare due notizie: i pedali e le tacchette SPD-SLR hanno una comunicazione ufficiale dedicata; la trasmissione osservata ai Mondiali rimane un prototipo. La presenza di entrambi non dimostra che ogni componente sia già ordinabile o che le ruote attuali siano compatibili con la futura cassetta.
Aggiornamento 29 settembre: i comandi del prototipo ai Mondiali
Mathieu van der Poel è stato fotografato durante la ricognizione del circuito dei Mondiali di Montréal su una Canyon Aeroad dotata almeno dei nuovi comandi Dura-Ace non ancora annunciati. Secondo le immagini analizzate da Cyclingnews, le leve si distinguono per l’assenza del logo e per i pulsanti interni più evidenti. Al Tour de Luxembourg il corridore aveva già usato alcuni componenti del prototipo, ma non la nuova guarnitura vista alla Vuelta.
Questa è un’osservazione di materiale in prova, non un annuncio Shimano né una conferma della configurazione commerciale definitiva. Prezzo, peso, cassette e data di uscita del gruppo restano sconosciuti. Anche l’ipotesi di un lancio nel 2027 va trattata come tale.
Aggiornamento 19 settembre: il sistema SPD-SLR è ora ufficiale. Pedali e tacchette sono spiegati nella guida Shimano SPD-SLR: compatibilità e differenze con SPD-SL. Il lancio dei pedali non conferma da solo il resto del gruppo a 13 velocità.
Pedali SPD-SLR: un lancio separato dalla trasmissione
Le prime anticipazioni di settembre sui pedali sono state superate dalla comunicazione ufficiale del sistema SPD-SLR. Per compatibilità e differenze rispetto a SPD-SL fare riferimento alla guida aggiornata a pedali e tacchette Shimano SPD-SLR, non alle vecchie ipotesi sul prototipo.
Il prototipo del nuovo Shimano Dura-Ace R9300 visto alla Vuelta a España 2026 indica con sempre maggiore chiarezza una trasmissione stradale a 13 velocità. Le fotografie raccolte sulle Canyon di Alpecin-Premier Tech e sulle Wilier di Groupama-FDJ United permettono ora di leggere meglio cassetta, cambio, comandi e guarnitura. Shimano, però, non ha ancora annunciato il gruppo: nome R9300, prezzo, peso, rapporti e data di uscita restano da confermare.
| Elemento | Cosa si osserva | Livello di certezza |
|---|---|---|
| Cassetta | 13 pignoni; nelle configurazioni viste sembra installata su un corpetto Shimano stradale 12v | Prototipo in gara |
| Catena | La sigla indicata nelle ricostruzioni tecniche è CN-M9100, attuale catena Dura-Ace/XTR 12v | Riscontro sul prototipo, non specifica commerciale |
| Architettura Di2 | Leve wireless, cambio e deragliatore collegati alla batteria nel telaio | Indicazione forte dalle immagini |
| Cambio | Montaggio diretto senza B-Link, corpo ridisegnato e pulegge apparentemente maggiorate | Visibile, dettagli funzionali non annunciati |
| Comandi | Nuovo pulsante ausiliario sul lato interno del corpo leva | Visibile |
| Guarnitura | Interfaccia direct mount e misuratore di potenza più integrato | Visibile nelle immagini e nel materiale regolatorio |
| Lancio | Nessuna data ufficiale; il 2027 è un’ipotesi | Non confermato |
Dura-Ace R9300 a 13 velocità: cosa cambia davvero
Il tredicesimo pignone è la novità più evidente, ma il punto tecnico non è il numero stampato sulla scheda. Un rapporto aggiuntivo può ridurre i salti di cadenza mantenendo un’estensione simile a quella attuale, oppure consentire un range più ampio senza rendere troppo irregolare la progressione. Le bici viste alla Vuelta sembrano usare una doppia corona tradizionale, quindi il prototipo non va letto automaticamente come l’anticamera di un Dura-Ace esclusivamente monocorona.
La soluzione 1x resta comunque interessante per le gare veloci o per gli specialisti che preferiscono eliminare il deragliatore anteriore. Shimano potrebbe sfruttare la piattaforma a 13 velocità per offrire più configurazioni, ma al momento non esiste una gamma cassette pubblica e non è possibile sapere se il gruppo commerciale prevederà davvero questa opzione.
Cassetta 13v sul corpetto attuale: perché conta
Le ricostruzioni più recenti indicano che la cassetta utilizzata in gara sarebbe montata sul corpetto stradale Shimano già impiegato con il Dura-Ace a 12 velocità. Se confermato, il pignone più piccolo sarebbe con ogni probabilità da 11 denti: un 10 o un 9 denti richiederebbe infatti un’interfaccia differente, come Micro Spline o un nuovo standard.
Per chi possiede ruote recenti sarebbe una buona notizia, perché lascerebbe aperta la possibilità di riutilizzare il corpetto. Non equivale però a una promessa di compatibilità completa. Spaziatura della cassetta, larghezza della catena, firmware, deragliatori e linea catena devono funzionare come un sistema; finché Shimano non pubblicherà le tabelle ufficiali, non si può parlare di aggiornamento diretto dal R9200.
Sui prototipi viene inoltre indicato l’impiego della catena CN-M9100, l’attuale modello a 12 velocità condiviso tra Dura-Ace e XTR. Anche questo suggerisce un’evoluzione attenta alla compatibilità, ma un componente usato nella fase di test può cambiare prima della produzione.
Il cambio: montaggio diretto e standard UDH
Il nuovo deragliatore posteriore appare più compatto dell’R9200 e rinuncia al B-Link, il piccolo elemento intermedio che collega il cambio al forcellino. Sulle bici viste in Spagna il montaggio sembra affidato a un forcellino che usa l’interfaccia UDH dal lato del telaio e un attacco diretto dal lato del cambio: una soluzione che si può descrivere come UDH-to-Direct Mount.
Non è lo stesso concetto del cambio SRAM Full Mount, che abbraccia il telaio attorno al perno ruota. Shimano sembra invece conservare un forcellino sostituibile, ma semplificare il collegamento con il deragliatore. In teoria questo può aumentare la rigidità dell’insieme e rendere più ripetibile il posizionamento; per valutarne resistenza agli urti, facilità di registrazione e disponibilità dei ricambi servirà il componente definitivo.
Le pulegge sembrano leggermente più grandi e alcune fonti collegano il nuovo cambio a una capacità massima di 36 denti, sulla base delle informazioni associate alle recenti ruote WH-R9370. È un’indicazione coerente con cassette più versatili, non ancora una specifica ufficiale del gruppo R9300.
Semi-wireless, non completamente senza fili
Le immagini della Vuelta continuano a mostrare cavi nella zona della trasmissione. Lo schema più probabile resta quindi quello dell’attuale Di2: comandi al manubrio wireless, cambio e deragliatore anteriore collegati a una batteria centrale collocata nel telaio. Shimano manterrebbe così uno dei vantaggi pratici della propria architettura, cioè un’autonomia elevata senza batterie separate sui due deragliatori.
Nel materiale regolatorio attribuito alla Federal Communications Commission compaiono moduli radio e una porta a quattro contatti sul cambio. Questo conferma che la comunicazione wireless fa parte del progetto, ma non dimostra che ogni componente sarà autonomo. Anche forma della presa e sistema di ricarica potrebbero ancora cambiare.
Nuovi comandi pensati per la posizione aero
Le leve conservano i due pulsanti principali dietro la leva freno, ma aggiungono un comando sul lato interno del corpo. La posizione è raggiungibile quando le mani sono appoggiate sulle sommità delle leve e il ciclista cerca una postura stretta e aerodinamica. È la stessa esigenza che ha spinto SRAM a integrare pulsanti aggiuntivi sui comandi più recenti, sebbene l’ergonomia Shimano sia diversa.
Resta da capire se il pulsante superiore già presente sul Dura-Ace attuale sopravviverà. Se così fosse, ogni leva potrebbe offrire quattro input programmabili. Sarebbe utile per cambiare rapporto, gestire le pagine del ciclocomputer o assegnare funzioni accessorie, ma la configurazione definitiva dipenderà dal firmware e dall’app E-Tube.
Guarnitura direct mount e nuovo misuratore di potenza
La guarnitura è forse l’area nella quale Shimano sembra aver lavorato più in profondità. Le immagini mostrano una struttura composta da pedivella, spider e corone con interfaccia direct mount, anziché la costruzione visiva dell’attuale FC-R9200-P. Il materiale e l’asse da 24 mm sembrano restare nel solco Hollowtech II, ma l’organizzazione del lato destro cambia in modo sostanziale.
Il sensore del misuratore di potenza appare maggiormente integrato nella pedivella. È un passaggio importante perché il powermeter dell’R9200-P è stato criticato soprattutto per la coerenza della lettura sul lato destro in alcune combinazioni di cadenza e rapporto. Una struttura progettata fin dall’inizio attorno alla misurazione potrebbe offrire una deformazione più prevedibile, ma dalle fotografie non si possono dedurre precisione, bilanciamento reale destra-sinistra o comportamento termico.
Non sono noti autonomia, accuratezza dichiarata, procedura di calibrazione, ricarica e disponibilità di guarniture senza misuratore. Sono proprio questi dati, più del nuovo disegno, a determinare se il salto generazionale sarà concreto.
Quando esce il nuovo Shimano Dura-Ace R9300
Il test durante un Grande Giro e la comparsa di documentazione relativa ai moduli radio indicano uno sviluppo avanzato. Alcune ricostruzioni considerano il Tour de France 2027 una finestra plausibile per la presentazione, ma Shimano non ha comunicato alcun calendario. Il Tour può essere un palcoscenico ideale per un gruppo di vertice; non è però una prova che il lancio avverrà in quella data.
Prima di poter confrontare davvero R9300 con SRAM Red AXS, Campagnolo Super Record 13 e Dura-Ace R9200 mancano prezzo, peso, cassette, combinazioni di corone, compatibilità delle ruote e disponibilità. Per ora il prototipo mostra una direzione chiara: tredici rapporti, montaggio del cambio più diretto, comandi più ricchi e un powermeter ripensato. Il valore dell’aggiornamento dipenderà da quanto Shimano riuscirà a trasformare questi indizi in vantaggi misurabili e in una transizione sostenibile per chi possiede già componenti a 12 velocità.