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Mondiali MTB Downhill 2026: Goldstone e Höll campioni in Val di Sole

Jackson Goldstone e Valentina Höll vincono i Mondiali MTB Downhill 2026 sulla Black Snake in Val di Sole. Risultati e racconto delle finali.

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Valentina Höll festeggia il titolo mondiale Downhill 2026 in Val di Sole
Giacomo Podetti / Val di Sole Bikeland

Jackson Goldstone e Valentina Höll sono i campioni del mondo MTB Downhill 2026. Sulla Black Snake della Val di Sole il canadese ha vinto la finale Elite uomini in 3’28"785, precedendo Lachlan Stevens-McNab di 0"695 e Jordan Williams di 0"702. Höll ha conquistato il quinto titolo consecutivo con 4’01"558, davanti a Lisa Baumann e Harriet Harnden.

Risultati Downhill uomini Elite

Pos. Atleta Nazione Tempo
1 Jackson Goldstone Canada 3’28"785
2 Lachlan Stevens-McNab Nuova Zelanda +0"695
3 Jordan Williams Gran Bretagna +0"702

Goldstone decide tutto nell’ultima discesa

Goldstone era l’ultimo atleta al via e conosceva il riferimento stabilito da Stevens-McNab. Il margine era minimo: sulla Black Snake, 2,3 chilometri e 550 metri di dislivello, una piccola esitazione può cancellare un’intera prova. Il canadese ha mantenuto velocità nei settori più sconnessi e ha trovato abbastanza precisione nel finale per scendere sotto il tempo del neozelandese.

Il distacco tra secondo e terzo è stato di appena sette millesimi. Williams ha quindi mancato l’argento per una differenza quasi invisibile, mentre Goldstone ha confermato la particolare sintonia con Val di Sole, dove aveva già vinto prove di Coppa del Mondo nel 2023 e nel 2025.

Höll conquista il quinto mondiale consecutivo

La gara femminile aveva un peso storico. Valentina Höll partiva per ultima e doveva battere il tempo di Lisa Baumann. L’austriaca ha gestito la pressione con una discesa pulita e aggressiva, chiudendo in 4’01"558 e infliggendo 1"728 alla svizzera. Harriet Harnden ha completato il podio a 2"046.

Pos. Atleta Nazione Tempo
1 Valentina Höll Austria 4’01"558
2 Lisa Baumann Svizzera +1"728
3 Harriet Harnden Gran Bretagna +2"046

Il quinto titolo di fila porta Höll oltre la dimensione della singola vittoria. Cambiano piste, condizioni e rivali, ma nei Mondiali l’austriaca continua a trovare il livello più alto proprio quando il margine d’errore è minimo.

Perché la Black Snake fa la differenza

La pista di Daolasa combina pendenza, radici, terreno mobile e velocità. Non basta lasciar correre la bici: bisogna scegliere linee che preservino slancio senza aumentare troppo il rischio. Le differenze ridottissime della finale maschile mostrano quanto ogni ingresso in curva e ogni rilancio abbiano pesato sul risultato.

Goldstone e Höll hanno vinto con due prove diverse. Il canadese ha dovuto battere un riferimento vicinissimo e ha costruito il margine sul filo dei millesimi; l’austriaca ha imposto una superiorità più netta. Entrambi, però, hanno difeso la maglia conquistata l’anno precedente.

Il fine settimana mondiale in Val di Sole

Le finali downhill hanno preceduto la chiusura dedicata al cross-country, dove Tom Pidcock e Sina Frei hanno vinto i titoli XCO Elite. La rassegna italiana ha così riunito nello stesso fine settimana le discipline più veloci e tecniche della mountain bike.

Le qualifiche avevano raccontato una gara diversa

Nella prova femminile Baumann era stata la più veloce in qualifica con 4’02"591. Harnden aveva chiuso a quasi tre secondi, mentre Höll era soltanto terza in 4’05"816. La campionessa uscente non arrivava quindi alla finale con il miglior riferimento: ha dovuto correggere la propria discesa e gestire una pressione superiore al solito.

In finale Harnden ha preso il comando grazie a un settore centrale molto efficace. Baumann l’ha superata di tre decimi, mentre Marine Cabirou ha perso la possibilità di salire sul podio con un errore. Höll ha costruito quasi quattro secondi di vantaggio entro il secondo intermedio; il margine si è ridotto nel tratto basso, ma è rimasto sufficiente.

Tra gli uomini Stevens-McNab aveva vinto la qualifica e ha confermato quella velocità nella finale. Williams è arrivato a soli sette millesimi dal suo tempo. Goldstone risultava ancora 0"410 più lento al terzo intermedio, poi ha ribaltato la corsa nella sezione conclusiva. Il titolo è nato quindi dove la pista era già più lunga nelle gambe e gli errori diventavano più probabili.

Fonti