Gare

Alpecin al Tour 2026: Philipsen e Van der Poel guidano una squadra costruita per vincere tappe

Alpecin-Premier Tech ha definito la squadra per il Tour de France 2026: Jasper Philipsen e Mathieu van der Poel saranno i due poli di una formazione pensata per sprint, imboscate e tappe nervose.

Pubblicato di 3 min lettura
Jasper Philipsen e Mathieu van der Poel con Alpecin Premier Tech verso il Tour de France 2026

Alpecin-Premier Tech arriva al Tour de France 2026 con una delle formazioni più leggibili della corsa: non una squadra da classifica generale, ma un gruppo costruito per vincere tappe. Jasper Philipsen e Mathieu van der Poel saranno i due riferimenti principali, con ruoli diversi ma compatibili: sprint puro da una parte, caos controllato dall’altra.

La scelta è coerente con l’identità della squadra. Alpecin sa vincere nelle giornate in cui la corsa sembra semplice e poi diventa ingestibile: finali nervosi, tappe collinari, tratti esposti, fughe tardive, arrivi in cui il controllo delle squadre dei velocisti non è mai totale. Philipsen dà una strada chiara negli sprint; Van der Poel allarga il campo a tutte le giornate in cui serve potenza, lettura e istinto.

La squadra Alpecin per il Tour de France 2026

Corridore Ruolo più probabile
Jasper Philipsen Leader sprint e obiettivo maglia verde
Mathieu van der Poel Cacciatore di tappe, finali mossi, supporto di lusso
Sylvan Dillier Lavoro, controllo, esperienza
Edward Planckaert Treno sprint e posizionamento
Jonas Rickaert Lead-out, protezione di Philipsen
Tim Marsman Debutto Grand Tour, lavoro nelle tappe nervose
Ramses Debruyne Supporto e profondità di squadra
Emiel Verstrynge Jolly per giornate mosse e lavoro tattico

Philipsen, la maglia verde e la voglia di riprendersi il Tour

Philipsen torna al centro del progetto Tour dopo un 2025 partito fortissimo e poi interrotto da una caduta. Per lui il Tour 2026 può valere doppio: nuove vittorie di tappa e la possibilità di rientrare pienamente nella corsa alla maglia verde, che aveva già conquistato nel 2023.

La presenza di Planckaert e Rickaert dà struttura al treno. Dillier è l’uomo che può tenere cucita una fuga o lavorare per chilometri quando la tappa sembra destinata allo sprint. Il punto vero sarà capire quante tappe si prestano a un arrivo controllato: il percorso del Tour 2026 non è disegnato solo per velocisti puri, e proprio per questo Philipsen avrà bisogno di una squadra capace di gestire anche le giornate sporche.

Van der Poel cambia il peso tattico della squadra

Van der Poel non è solo un secondo leader. È un problema per gli altri. La sua presenza obbliga le squadre rivali a leggere diversamente ogni finale mosso, ogni strappo, ogni tratto in cui il gruppo può spezzarsi. Alpecin può usarlo in due modi: come uomo libero per vincere tappe e come acceleratore tattico per rendere meno prevedibile la corsa di Philipsen.

Questo equilibrio sarà una delle chiavi. Se Van der Poel corre solo per sé, Alpecin diventa esplosiva ma meno controllabile. Se si mette anche al servizio dello sprint, Philipsen diventa ancora più pericoloso. La forza della squadra sta proprio qui: gli avversari non potranno preparare ogni giornata pensando a un solo scenario.

Perché è una squadra da seguire

Alpecin non parte per la classifica, ma può incidere più di molte squadre da generale. Le vittorie di tappa al Tour spostano il racconto della corsa, e una formazione con Philipsen e Van der Poel può entrare in quasi tutte le prime due settimane. Sprint, tappe vallonate, finali nervosi: sono tutti terreni in cui questa squadra ha senso.

Il limite è chiaro: se la corsa diventa troppo selettiva troppo spesso, Philipsen avrà meno occasioni e Van der Poel dovrà scegliere con precisione dove spendere. Ma sulla carta Alpecin ha uno dei blocchi più pericolosi per la caccia alle tappe. Non dovrà controllare il Tour. Dovrà romperlo nei giorni giusti.

Fonti: Cyclingnews, Domestique.