Gare

Campionato Italiano strada 2026: cosa guardare nel finale di Cuneo

La prova tricolore Asti-Cuneo entra nella fase decisiva: caldo, distanza, circuito di Cuneo e il bivio tra sprint ristretto e attacchi.

Pubblicato di 3 min lettura
Profilo altimetrico Asti-Cuneo del campionato italiano su strada 2026

Il Campionato Italiano strada 2026 arriva alla sua parte più delicata con una domanda semplice: il finale di Cuneo premierà la potenza di un velocista resistente o la lettura tattica di chi saprà anticipare?

La prova uomini elite è partita da Asti e assegna la 125ª maglia tricolore. Il percorso ufficiale resta quello già analizzato nella guida a orari, partecipanti e assenze: oltre 230 chilometri verso Cuneo, circa 2.500 metri di dislivello e una prima metà più mossa, con i GPM di Monforte d’Alba e Murazzano lontani dal traguardo ma utili per mettere fatica nelle gambe.

Perché il finale non è una volata scontata

Sulla carta, la seconda parte della corsa è più controllabile. È proprio qui, però, che un campionato nazionale diventa diverso da una tappa piatta WorldTour: le squadre non hanno tutte otto uomini, gli interessi sono frammentati e il controllo può saltare se davanti entra il gruppo giusto. Con Conca, Covi e Ganna assenti, manca anche un centro tattico unico attorno al quale costruire la marcatura.

Il circuito cittadino di Cuneo aggiunge un altro elemento. L’arrivo in Corso Nizza non è un rettilineo banale: l’ultimo chilometro prevede una curva impegnativa prima dell’ingresso in via Roma, un tratto in pavé e poi circa 250 metri conclusivi. Se il gruppo arriva numeroso, chi resta imbottigliato prima della curva rischia di non avere più spazio per rientrare.

Milan favorito se la corsa resta compatta

Jonathan Milan è il nome più pesante se la gara si risolve in uno sprint ristretto. Ha potenza, resistenza e una Lidl-Trek con più soluzioni: Simone Consonni per il finale veloce, Andrea Bagioli e Giulio Ciccone per una corsa più dura, Matteo Sobrero e Jacopo Mosca per il lavoro tattico. Il problema per gli altri è evidente: portare Milan all’ultimo chilometro significa accettare una sfida molto complicata.

Per questo ci si può aspettare movimento prima. Corridori come Bagioli, Ciccone, Zana, Formolo, Velasco, Trentin e Ballerini hanno tutto l’interesse a rendere la corsa meno lineare. Non devono per forza attaccare da lontanissimo: basta costringere le squadre dei velocisti a consumare uomini e lucidità prima dell’ingresso a Cuneo.

ScenarioNomi chiaveLettura
Volata ristrettaJonathan Milan, Alberto Dainese, Simone ConsonniServe arrivare davanti prima dell’ultima curva e avere ancora squadra.
Attacco nel finaleMatteo Trentin, Simone Velasco, Davide BalleriniEsperienza e anticipo possono pesare più della punta di velocità.
Corsa duraGiulio Ciccone, Andrea Bagioli, Filippo Zana, Davide FormoloCaldo e distanza possono trasformare un percorso non estremo in una gara selettiva.
SorpresaLuca Giaimi, Filippo Baroncini, Lorenzo Finn, Lorenzo MilesiProfili meno marcati, ma con margine se entrano nella mossa giusta.

La chiave: non aspettare troppo

La sensazione è che chi non vuole lo sprint debba muoversi prima dell’ultimo giro utile. Non perché il percorso imponga selezione naturale, ma perché aspettare Cuneo potrebbe voler dire consegnarsi alla potenza di Milan e alla superiorità numerica di Lidl-Trek. In un campionato nazionale, invece, spesso vince chi capisce prima che la corsa è entrata nel momento giusto.

Il risultato andrà aggiornato appena la gara avrà un vincitore. Per ora il punto è questo: il tricolore 2026 non ha il campione uscente al via, ma ha abbastanza variabili per non essere ridotto a una semplice attesa dello sprint.

Fonti: Tuttobiciweb, BiciDaStrada.