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Chris Froome si ritira: finisce la carriera del quattro volte re del Tour

Chris Froome ha confermato il ritiro dal ciclismo professionistico: quattro Tour de France, una Vuelta, un Giro e una carriera che ha segnato l’era Sky.

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Chris Froome in maglia gialla al Tour de France 2017

Chris Froome ha confermato il ritiro dal ciclismo professionistico. La notizia arriva alla vigilia del Tour de France 2026, quasi come una chiusura simbolica: il corridore che ha dominato la Grande Boucle per gran parte degli anni Dieci esce di scena proprio mentre il Tour apre una nuova edizione e una nuova generazione di campioni occupa il centro del palcoscenico.

Froome lascia con quattro Tour de France, un Giro d’Italia, due Vuelta a España e una carriera che resta impossibile da liquidare con una sola etichetta. È stato il volto più riconoscibile dell’era Team Sky, il corridore che ha trasformato controllo, preparazione, potenza misurata e disciplina tattica in un modello di dominio.

Il palmarès che pesa

Il cuore della carriera di Froome resta il Tour: vittorie nel 2013, 2015, 2016 e 2017. A queste si aggiungono la Vuelta 2011, assegnata retroattivamente, la Vuelta 2017 e il Giro d’Italia 2018, vinto con la celebre rimonta sul Colle delle Finestre. Quella giornata resta una delle immagini più forti della sua carriera: attacco lontano, corsa ribaltata, maglia rosa conquistata con un gesto che sembrava appartenere a un ciclismo diverso da quello del controllo Sky.

È anche per questo che Froome divide ancora. Per alcuni è stato il corridore della razionalità estrema, dei treni in salita, dei watt e dei marginal gains. Per altri, proprio il Finestre ha mostrato che dietro quella costruzione c’era anche un campione capace di prendersi un rischio enorme.

La caduta del 2019 e il lungo dopo

La cesura della sua carriera resta il grave incidente del 2019 al Critérium du Dauphiné. Froome tornò a correre, ma non tornò mai davvero il Froome precedente. Il passaggio a Israel-Premier Tech portò attenzione, aspettative e un contratto importante, ma non riportò risultati paragonabili al passato.

Negli ultimi anni il suo nome è rimasto più grande delle sue prestazioni. Un’altra caduta pesante nell’estate 2025 ha chiuso di fatto l’ultima possibilità di rientro competitivo. Le notizie diffuse oggi parlano di un Froome consapevole che la carriera agonistica fosse ormai arrivata al termine.

Cosa lascia al ciclismo

Froome lascia un’eredità complessa. Ha vinto tantissimo, ha cambiato il modo in cui molti guardano la preparazione dei grandi giri e ha incarnato un’epoca in cui il controllo scientifico della prestazione sembrava poter ridurre il caos del ciclismo. Ma ha anche corso dentro anni di sospetti, discussioni e tensioni, compreso il caso salbutamolo chiuso senza squalifica prima del Tour 2018.

Il giudizio storico, probabilmente, resterà doppio: Froome come dominatore di una macchina perfetta e Froome come atleta capace di costruire una delle serie più impressionanti nei grandi giri moderni. Non è stato il corridore più amato da tutti, ma è stato uno dei più influenti.

Il suo ritiro arriva in un Tour che parla già la lingua di Pogačar, Vingegaard, Evenepoel e dei nuovi pretendenti. È il segno più chiaro che un’epoca è finita davvero. Non solo perché Froome smette, ma perché il ciclismo che lo ha prodotto non esiste più nello stesso modo.

Foto: Chris Froome al Tour de France 2017, via Wikimedia Commons. Fonti: Guardian, Cyclingnews, comunicazioni diffuse alla vigilia del Tour 2026.