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Damiano Caruso resta nel ciclismo: dal 2027 sarà direttore sportivo Bahrain

Damiano Caruso chiuderà la carriera da corridore a fine 2026, ma resterà in Bahrain-Victorious come direttore sportivo dal 2027.

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Damiano Caruso al Giro d’Italia 2026 con la Bahrain Victorious

Damiano Caruso chiuderà la carriera da corridore a fine 2026, ma non uscirà davvero dal ciclismo. Il siciliano resterà in Bahrain-Victorious e dal 2027 passerà in ammiraglia come direttore sportivo. È una notizia naturale, quasi logica, ma non banale: racconta bene che tipo di corridore è stato Caruso negli ultimi anni.

Non soltanto un uomo di classifica, non soltanto il secondo del Giro 2021, non soltanto il veterano ancora capace di chiudere nella top 10 del Giro d’Italia 2026. Caruso è diventato nel tempo una figura di raccordo: uno di quei corridori che in gruppo fanno anche da interpreti, da riferimento, da ponte tra giovani, capitani e staff.

Il Giro 2026 come passaggio simbolico

Cyclingnews ha ricostruito il contesto dell’annuncio: Caruso ha chiuso il Giro 2026 al nono posto della generale, quinto piazzamento in top 10 nella corsa rosa, e il team ha confermato il passaggio al ruolo tecnico dopo il ritiro. È il tipo di transizione che ha senso perché non richiede una trasformazione completa. In molti aspetti, Caruso stava già facendo una parte di quel lavoro in corsa.

Nel Giro appena concluso ha anche lavorato per Afonso Eulálio, che ha vestito la maglia rosa tra la sesta e la quattordicesima tappa e ha poi chiuso sesto nella generale con la maglia bianca. Questo dettaglio conta: Caruso non arriva al ruolo di direttore sportivo soltanto con il curriculum di chi ha vinto e fatto classifica. Ci arriva con l’esperienza recente di chi ha guidato giovani compagni dentro una grande corsa.

Perché può funzionare

Il passaggio da corridore a direttore sportivo non è automatico. Conoscere il gruppo non basta, e avere esperienza non significa necessariamente saperla trasformare in decisioni tattiche dall’ammiraglia. Ma Caruso parte da una base favorevole: conosce Bahrain-Victorious dal 2019, conosce le dinamiche interne e ha attraversato più generazioni di ciclismo professionistico, dalle corse più controllate agli anni attuali molto più aggressivi.

Rod Ellingworth, secondo quanto riportato da Cyclingnews riprendendo il comunicato del team, ha sottolineato proprio questo aspetto: Caruso arriva direttamente dal gruppo e ha già svolto un lavoro di mentoring con i più giovani. È un elemento importante, perché oggi un direttore sportivo non deve soltanto leggere la corsa. Deve gestire informazioni, stress, radio, dati, rapporti interni e personalità molto diverse.

Prima, però, resta una stagione da correre

La parte più interessante è che Caruso non ha ancora finito. La stagione 2026 resta aperta e, secondo le ricostruzioni internazionali, il desiderio di un ultimo Tour de France è ancora vivo. Sarebbe un finale coerente per un corridore che ha costruito buona parte della sua credibilità proprio nelle grandi corse a tappe: non sempre come uomo copertina, ma quasi sempre come presenza solida.

Per il ciclismo italiano, la sua permanenza nel WorldTour da tecnico è una buona notizia. In un momento in cui si parla spesso di mancanza di ricambio e di difficoltà nel portare esperienza dentro le squadre di alto livello, Caruso può diventare una figura utile anche fuori dalla bici. Non sarà più il corridore che prova a resistere in salita o a entrare nella fuga giusta. Ma resterà dentro il luogo in cui quelle decisioni nascono.

Fonti e riferimenti