Laurence Pithie ha chiuso i 4 Jours de Dunkerque 2026 con la sua prima vittoria in una corsa a tappe da professionista. Il neozelandese della Red Bull – BORA – hansgrohe ha difeso fino a Dunkerque la maglia presa nella prima tappa, mentre la squadra ha completato la settimana perfetta con il successo di Jordi Meeus nell’ultima frazione.
La quinta tappa, 181,3 chilometri da Saint-Omer a Dunkerque, è finita in volata. Meeus ha sfruttato il lavoro di Danny van Poppel e ha vinto davanti allo stesso compagno di squadra, con Gianluca Pollefliet terzo. Per Red Bull-BORA è stato un doppio colpo: tappa e generale nello stesso pomeriggio, dopo una settimana tutt’altro che lineare.
Pithie, una settimana da corridore completo
Pithie aveva iniziato la corsa vincendo la prima tappa a Laon, poi ha dovuto difendersi su terreni molto diversi: sprint, pavé, finali mossi, giornate in cui la squadra non sempre ha potuto controllare in modo comodo. Secondo Red Bull-BORA, nell’ultima tappa ha dovuto gestire anche una caduta nelle prime fasi e un problema meccanico a circa quattro chilometri dall’arrivo. Nonostante questo, la maglia è rimasta sulle sue spalle.
Il valore della vittoria sta proprio lì. Non è arrivata in una corsa blindata dal primo all’ultimo chilometro, ma dentro una settimana nervosa, con abbuoni, finali insidiosi e avversari costretti a provarci. Pithie ha portato a casa anche la classifica giovani e quella a punti, confermando una versatilità che lo rende sempre più interessante per il calendario del Nord.
Meeus e Van Poppel, finale da manuale
La volata conclusiva ha dato alla squadra tedesca un’altra risposta importante. Van Poppel ha guidato il treno nell’ultimo chilometro, Meeus ha aspettato il momento giusto e ha chiuso il lavoro. Il secondo posto dello stesso Van Poppel rende bene l’efficacia del lead-out: non solo lanciato bene il velocista, ma abbastanza forte da restare davanti a quasi tutti.
Per una corsa ProSeries che spesso vive di dettagli, abbuoni e imboscate, Red Bull-BORA esce con una delle settimane più solide della sua primavera: vittoria iniziale, vittoria finale, generale e maglie accessorie. Non sposta gli equilibri del WorldTour, ma conferma che Pithie è ormai più di un semplice uomo veloce.