Sì, Enric Mas può vincere la Vuelta a España 2026, ma il vantaggio di 1’45” su Primož Roglič non è ancora sufficiente per trasformare la corsa in difesa. Dopo Calar Alto lo spagnolo è stato il più forte in salita e ha guadagnato 27 secondi sui rivali. Restano però una cronometro e tre tappe di montagna: il terreno su cui Roglič può ribaltare la corsa esiste ancora.
I distacchi dopo Calar Alto
- Primož Roglič a 1’45”
- Felix Gall a 2’06”
- Richard Carapaz a 3’53”
- Oscar Onley a 4’29”
Il margine su Gall rende Mas il riferimento netto in salita; quello su Roglič va letto insieme alla cronometro. In una prova di circa venti chilometri lo sloveno può recuperare una quota importante, soprattutto se arriva alla terza settimana in crescita. Mas deve quindi continuare ad accumulare secondi quando la pendenza lo favorisce.
Perché questa è una versione diversa di Mas
La critica storica allo spagnolo riguarda la prudenza. In questa Vuelta ha vinto ad Aitana e ha attaccato a lunga distanza a Calar Alto, correndo come chi considera il primo posto davvero possibile. La differenza non è soltanto psicologica: le accelerazioni sono sostenute da una condizione che gli permette di non pagare nel finale.
Movistar ha inoltre utilizzato un uomo della fuga come appoggio sulla salita. È una scelta tattica più ambiziosa del semplice controllo e indica che la squadra ha compreso il problema: contro Roglič, difendere senza guadagnare può non bastare.
I tre rischi principali
1. La cronometro
Roglič resta il rivale più pericoloso contro il tempo. Mas non deve inseguire un numero teorico, ma costruire un cuscinetto che gli permetta una prova regolare senza correre sopra il limite.
2. La terza settimana
Gall e Carapaz sono abbastanza vicini da approfittare di una giornata negativa. Gli attacchi da lontano costringerebbero Movistar a usare presto i gregari; un isolamento del leader può cambiare anche una tappa in cui la salita finale non appare durissima.
3. La gestione della squadra
Portare la maglia rossa consuma. Movistar deve scegliere quali fughe controllare e quali lasciare andare, evitando che un uomo di classifica risalga come Omrzel. Il vantaggio di Mas permette selettività, non passività.
Cosa deve fare Mas per vincere
La strategia migliore è continuare ad attaccare sulle salite più adatte, ma senza trasformare ogni giornata in un duello. Deve guadagnare ancora su Roglič prima della crono, tenere Gall sotto controllo e usare compagni nelle fughe nelle tappe più complesse. Un altro mezzo minuto potrebbe avere un valore enorme; una crisi per eccesso di aggressività cancellerebbe invece il lavoro fatto.
Alberto Contador ha sottolineato che questo è il momento di aumentare le differenze. L’analisi coincide con ciò che ha mostrato Calar Alto: Mas dispone ora delle gambe per correre in avanti. Il favorito è lui, ma la probabilità di vittoria cresce se considera la maglia rossa un punto di partenza.
Ordine d’arrivo e generale sono nel risultato della tappa 12; tutte le tappe decisive sono nella guida alla Vuelta 2026.
Il ruolo di Gall e Carapaz
Ridurre la corsa a Mas contro Roglič sarebbe un errore. Gall è a 2’06" e ha una squadra capace di imporre ritmo sulle salite; Carapaz è più lontano, ma la sua predisposizione agli attacchi può creare situazioni difficili da controllare. Se i due collaborano, anche solo per interesse temporaneo, Movistar può essere costretta a inseguire prima del previsto. Mas deve marcare Roglič senza concedere libertà assoluta agli altri.
Il verdetto provvisorio
Dopo dodici tappe Mas merita lo status di favorito perché ha vantaggio, condizione e una squadra che sta prendendo decisioni corrette. Non è ancora il vincitore probabile per inerzia: la cronometro mantiene Roglič dentro la corsa e la montagna moltiplica il rischio di una giornata negativa. La differenza rispetto alle sue precedenti Vueltas è che oggi lo spagnolo non aspetta più soltanto l’errore altrui. Sta creando i propri margini, ed è questa la ragione più concreta per credere che possa finalmente salire sul gradino più alto.