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Favoriti Vuelta 2026: Pogačar cerca la tripla corona, chi può batterlo

Favoriti Vuelta 2026: Pogačar è l'uomo da battere per completare Giro, Tour e Vuelta. Almeida, Gall, Onley e Roglič: analisi dei rivali.

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Illustrazione editoriale di ciclisti non identificabili in salita su una strada di montagna spagnola per i favoriti della Vuelta 2026
BiciTalk, illustrazione editoriale generata internamente

Tadej Pogačar è il favorito numero uno della Vuelta a España 2026. Arriva a Monaco dopo aver vinto il Tour de France e con l’occasione di completare il tris dei Grandi Giri: Giro d’Italia, Tour e Vuelta. Il suo livello in salita, la capacità di guadagnare secondi anche nelle cronometro e una UAE Team Emirates-XRG molto profonda lo mettono davanti a tutti. Ma la corsa di tre settimane non si riduce a un nome: João Almeida è una seconda carta di lusso nella stessa squadra, Felix Gall ha il terreno per provarci, Oscar Onley può crescere strada facendo e Primož Roglič resta l’incognita più affascinante.

Favoriti Vuelta 2026: il verdetto in breve

Corridore Perché può vincere Il punto da verificare
Tadej Pogačar È il più completo tra salite, cambi di ritmo e cronometro; ha una squadra costruita per controllare e attaccare. Recupero fisico e mentale dopo il Tour, soprattutto nella terza settimana.
João Almeida Regolarità da tre settimane, fondo e una squadra che può diventare un vantaggio tattico. La gerarchia con Pogačar: per vincere deve prima avere spazio per correre da leader.
Felix Gall Le tappe di alta montagna e i grandi dislivelli sono il suo ambiente naturale. Limitare i danni nelle cronometro e nelle giornate esplosive.
Oscar Onley Ha margine, una squadra con più opzioni e un profilo da salite lunghe. La continuità in una corsa di ventuno tappe.
Primož Roglič Quattro Vuelta vinte, esperienza e qualità da cronometro. La condizione dopo l’incidente estivo: al via non equivale ancora a essere da classifica.

Pogačar, il favorito per completare il tris dei Grandi Giri

La Vuelta è l’unico Grande Giro che manca al palmarès di Pogačar. Il suo ritorno non è quindi un’aggiunta di calendario: è il tentativo di vincere la corsa che gli permetterebbe di chiudere il cerchio tra Giro, Tour e Vuelta. Nel 2019, alla sua unica partecipazione, salì sul podio finale e vinse tre tappe; oggi parte con un peso sportivo completamente diverso.

Il percorso 2026 gli offre molte delle situazioni in cui normalmente fa la differenza. Ci sono arrivi in quota, tappe corte e nervose, giornate da oltre quattromila metri di dislivello e una cronometro di 32 chilometri a Jerez nella terza settimana. Pogačar non deve aspettare soltanto l’ultima salita: può costruire vantaggio nei cambi di ritmo, nelle discese, nelle tappe mosse e contro il tempo.

Il limite, se esiste, non è tecnico. Dopo il Tour, la domanda è quanto margine rimanga per una seconda corsa di tre settimane nello stesso anno. In una Vuelta che sale rapidamente di tono con Andorra e poi con l’Alto de Aitana, la risposta arriverà molto presto. Per approfondire il suo ritorno alla corsa c’è anche la scheda dedicata a Pogačar alla Vuelta 2026.

UAE con due carte: Almeida è il rivale più vicino, ma anche il compagno più scomodo

João Almeida non è un gregario che parte per coprire le spalle del capitano. È un corridore da generale, costruito per non perdere la corsa nelle giornate normali e per ritrovare ritmo sulle salite lunghe. Accanto a lui, UAE schiera anche Jay Vine, Pavel Sivakov e Pablo Torres: una formazione che può selezionare il gruppo in montagna e obbligare gli altri a esporsi.

Questa abbondanza è un vantaggio enorme per Pogačar, ma trasforma Almeida nella variabile tattica più importante della Vuelta. Se lo sloveno sarà davanti e senza difficoltà, la squadra avrà una guida chiara. Se invece la corsa lo costringerà a inseguire o a difendersi, il portoghese potrà diventare una minaccia reale per le altre squadre. Non è un pronostico di rivalità interna: è la logica di una formazione con due uomini capaci di stare in alto in classifica.

Gall e Onley: i due profili per approfittare della montagna

Felix Gall trova una Vuelta favorevole perché i passaggi più pesanti non sono isolati. Aitana, Calar Alto, Sierra de la Pandera, Peñas Blancas e il Collado del Alguacil chiedono resistenza, ripetizione dello sforzo e la capacità di non saltare quando il ritmo resta alto per molto tempo. È il corridore che può rendere la corsa più dura da lontano, a condizione di arrivare alla cronometro di Jerez senza un distacco troppo grande.

Oscar Onley è il nome con più margine di crescita. Netcompany-Ineos gli affianca Carlos Rodríguez e Josh Tarling, una combinazione utile sia per proteggere la classifica sia per non lasciare soli i suoi uomini nelle giornate chiave. Per il britannico la domanda non è se possa seguire i migliori per una salita: è se riuscirà a farlo per tre settimane, quando ogni giornata diventa anche una prova di recupero e gestione.

Roglič: non va tolto dalla lista, ma parte da un piano diverso

Quattro vittorie alla Vuelta sono un dato che nessun altro al via possiede. Roglič conosce i finali spagnoli, sa correre per i secondi e in condizioni normali sarebbe il primo antagonista di Pogačar. Il problema è il punto di partenza del 2026: l’incidente in allenamento e la preparazione ridotta rendono impossibile trattarlo come un favorito pieno già dalla prima cronometro.

La Red Bull-Bora-hansgrohe può usare i primi giorni per capire il suo livello, senza consegnargli subito l’obbligo della classifica. Se la condizione cresce durante la corsa, Roglič resta un uomo da tappa e da attacco pesante nella seconda metà. Se invece non avrà continuità, la lotta per il podio si aprirà ancora di più a Gall, Almeida, Onley e agli altri corridori di fondo.

Le tappe che possono cambiare il pronostico

  • Tappa 1, Monaco: cronometro breve ma importante per partire con una prima gerarchia. Tutti i dettagli sono nella preview della tappa 1.
  • Tappe 3 e 4, Font Romeu e Andorra: i primi arrivi che possono mettere pressione ai favoriti e alle squadre.
  • Tappa 9, Alto de Aitana: quasi cinquemila metri di dislivello prima del riposo: il primo vero spartiacque.
  • Tappa 18, Jerez: 32 chilometri contro il tempo, decisivi per chi punta a difendersi in pianura e recuperare in montagna.
  • Tappe 19 e 20, Peñas Blancas e Collado del Alguacil: il doppio appuntamento finale per chi deve ribaltare la generale.

Chi può vincere la Vuelta 2026?

Il pronostico più solido resta Pogačar. Ha più modi degli altri per guadagnare tempo e una squadra che può rendere la corsa difficile prima ancora dell’ultima salita. Almeida è l’alternativa più credibile per continuità, Gall quello che può cambiare la corsa in alta montagna, Onley il profilo da tenere d’occhio se arriva alla seconda settimana senza perdere terreno. Roglič merita rispetto per storia e talento, ma il suo livello reale è una delle prime risposte che questa Vuelta dovrà dare.

Per percorso completo, tappe, altimetrie, date e collegamenti alle preview quotidiane, consulta la guida alla Vuelta a España 2026.

Fonti