Il Giro d’Italia 2026 parte tra tre giorni — venerdì 8 maggio da Nessebar, Bulgaria — e per la prima volta nella storia della corsa rosa il via è in territorio bulgaro. 109ª edizione, 21 tappe, 3.459 km fino a Roma il 31 maggio. Jonas Vingegaard arriva da favorito principale dopo una primavera dominante, ma l’Italia ha le sue carte con Giulio Pellizzari e il Giro resta la corsa più imprevedibile dei tre Grandi Giri.
Il favorito: Jonas Vingegaard
Vingegaard si presenta al Giro 2026 come il corridore in forma migliore del momento — o quasi, considerando che Pogacar ha appena dominato la Romandie ma non è al via della corsa rosa. Il danese della Visma Lease a Bike ha già vinto la Parigi-Nizza e la Volta a Catalunya in questa stagione, dimostrando di avere una condizione costruita con cura per arrivare al Giro al massimo. Vincere Giro, Tour e Vuelta significherebbe diventare solo l’ottavo corridore della storia ad aver completato il Grand Slam dei tre Grandi Giri.
I rivali: Pellizzari guida l’Italia
Giulio Pellizzari (Red Bull Bora Hansgrohe) è il principale candidato italiano. Il veneto ha chiuso secondo al Tour of the Alps — la miglior preparazione possibile per un Giro — e vuole dimostrare che la quinta tappa di Bolzano non è stato un episodio isolato. A 22 anni, ha la freschezza per reggere tre settimane di alta montagna. Il Giro di casa è il palcoscenico giusto per fare il salto definitivo.
Altri candidati da tenere d’occhio:
- Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) — il campione olimpico ecuadoriano è sempre pericoloso al Giro, dove ha già vinto nel 2019.
- Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) — quarto alla Romandie, cerca il riscatto su un percorso più favorevole al suo stile di salita.
- Mikel Landa (Soudal Quick-Step) — veterano delle corse a tappe, temibile nelle settimane finali.
- Einer Rubio (Movistar) — uno dei nomi emergenti del ciclismo colombiano, cresciuto molto nell’ultimo anno.
Il percorso: Bulgaria, poi le Dolomiti
La partenza da Nessebar, città patrimonio UNESCO sul Mar Nero, è un’altra di quelle scelte esotiche del Giro che dividono gli appassionati ma portano la corsa in territorio mai esplorato prima. Le prime tappe bulgare saranno probabilmente per velocisti, poi la carovana rientra in Italia per le tappe di pianura del sud prima di arrivare alle montagne vere.
Il cuore della corsa sono le tappe alpine delle ultime due settimane: la tappa 16 in Svizzera è una delle novità del percorso, mentre le Dolomiti torneranno a fare selezione nelle tappe decisive di fine maggio. L’arrivo finale è confermato a Roma il 31 maggio.
Le tappe chiave da segnare
| Tappa | Tipologia | Nota |
|---|---|---|
| Tappa 1 (8 mag) | Cronometro individuale, Bulgaria | Primo verdetto GC |
| Tappe 2–3 | Pianura Bulgaria | Velocisti |
| Tappa 9 (17 mag) | Prima tappa di montagna | Appennini |
| Tappa 16 | Svizzera | Novità percorso |
| Tappe 18–20 | Dolomiti / Alpi | Decisive per la GC |
| Tappa 21 (31 mag) | Roma | Arrivo finale |
Assenti eccellenti
Pogacar non è al via — il Tour de France resta il suo obiettivo principale — e questo cambia radicalmente la natura della corsa. Senza lo sloveno, il Giro diventa una gara aperta in cui Vingegaard è il favorito ma non l’inarrestabile che abbiamo visto alla Romandie. João Almeida (UAE) e Mikel Landa sembrano in bilico sulla partecipazione. La lista definitiva dei partenti chiarirà il quadro nei prossimi giorni.
Giro d’Italia 2026 – 109ª edizione. 8 maggio (Nessebar, Bulgaria) – 31 maggio (Roma). 21 tappe, 3.459 km. Favorito: Jonas Vingegaard.