Gare

Parigi-Roubaix 2026: Van der Poel cerca il poker record, Pogacar vuole i cinque Monument

Domenica 12 aprile, 258 km da Compiègne al Velodromo di Roubaix con 30 settori di pavé. Van der Poel difende il titolo e punta al record di quattro vittorie consecutive. Pogacar, secondo nel 2025, torna per completare la collezione dei cinque Monument.

7 April 2026 Redazione Bicitalk 3 min lettura

Domenica 12 aprile Compiègne ospita la partenza della 124ª edizione di Parigi-Roubaix. Il percorso misura 258,3 chilometri e include 30 settori di pavé per un totale di 54,8 chilometri fuori dall’asfalto. La corsa arriva al Velodromo di Roubaix dopo aver attraversato i tratti più duri delle Fiandre francesi.

Due storie principali si incrociano sulla stessa strada.

Van der Poel e il poker

Mathieu van der Poel ha vinto le ultime tre edizioni di Parigi-Roubaix: 2023, 2024, 2025. Una quarta vittoria consecutiva lo porterebbe al record assoluto, affiancando Roger De Vlaeminck e Tom Boonen — gli unici ad aver vinto quattro volte la classica del Nord. Nessuno ha mai vinto quattro di fila.

Dopo il secondo posto al Giro delle Fiandre, dove Pogacar è stato l’unico a staccarlo sull’ultimo Kwaremont, Van der Poel arriva a Roubaix con un conto aperto e con le gambe che hanno già dimostrato di girare. Il pavé dell’Arenberg e del Carrefour de l’Arbre è il suo terreno, quello dove ha costruito le vittorie degli anni scorsi.

Pogacar e i cinque Monument

Tadej Pogacar ha già vinto quattro delle cinque Classiche Monumento: Liegi, Giro di Lombardia, Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre. Manca solo Roubaix. Nel 2025, al suo debutto sulla corsa, era arrivato secondo dopo una caduta nel momento decisivo. Quest’inverno ha fatto una ricognizione approfondita del percorso, ha modificato la sua bici da pavé e ha detto chiaramente che tornerà per vincere.

Se domenica riuscisse a imporsi, diventerebbe solo il quinto corridore nella storia ad aver vinto tutte e cinque le Classiche Monumento — dopo Merckx, Rik Van Looy, Roger De Vlaeminck e Rik Van Steenbergen. Un traguardo che pochissimi hanno raggiunto e che pochi altri hanno avuto la possibilità concreta di inseguire in una sola primavera.

Il percorso

I tre settori con cinque stelle — il massimo di difficoltà — sono i punti dove la gara si decide ogni anno. La Trouée d’Arenberg (2.300 metri) arriva a circa 100 chilometri dall’arrivo: stretta, claustrofobica, con un fondo che testa la tenuta di bici e corridori. Mons-en-Pévèle (3.000 metri) è il crocevia tattico a 50 chilometri dal velodromo. Il Carrefour de l’Arbre (2.100 metri), a 17 chilometri dall’arrivo, è dove di solito si decide la gara in modo definitivo.

Nel 2026 sono stati aggiunti due nuovi settori — Artres (1,3 km) e Famars (1,2 km) — e l’ingresso alla Forêt d’Arenberg è stato modificato con quattro curve a gomito per ragioni di sicurezza.

Gli altri protagonisti

Wout van Aert arriva da un quarto posto al Fiandre e con Roubaix come obiettivo dichiarato della sua primavera. Filippo Ganna è il nome da tenere in caso di finale tecnico sul pavé. Mads Pedersen e Stefan Küng sono corridori capaci di restare con i migliori fino alla fine. Per una volata di gruppo — scenario sempre possibile se nessuno dei big riesce ad andare in fuga — Jasper Philipsen, Jonathan Milan e Tim Merlier partono davanti.

Tra gli italiani, oltre a Ganna, tiene banco la partecipazione di Alberto Bettiol, che su questi percorsi sa muoversi.

La gara femminile

Domenica 12 aprile si corre anche Parigi-Roubaix Femmes, 143,7 chilometri da Denain con 17 settori di pavé per 33,7 chilometri totali. Pauline Ferrand-Prévot difende il titolo conquistato nel 2025. Per l’Italia ci sono Elisa Longo Borghini e Letizia Borghesi.