Il Tour de France 2026 partirà sabato 4 luglio da Barcellona con 184 corridori e 23 squadre. La startlist completa non è ancora definitiva in ogni dettaglio, ma i nomi già indicati dalle liste provvisorie permettono di capire una cosa: sarà un Tour molto denso, con più squadre costrette a scegliere tra classifica, tappe, maglie e controllo della corsa.
Questa guida sulle squadre del Tour de France 2026 va letta con una premessa importante: a fine giugno i roster sono ancora in fase di assestamento. Alcuni team hanno già una struttura molto chiara, altri hanno inserito più nomi del necessario nelle liste provvisorie e dovranno arrivare agli otto titolari. Per questo sarebbe scorretto presentare il quadro come già chiuso: meglio distinguere tra capitani quasi certi, uomini da classifica, velocisti, cacciatori di tappe e corridori che possono cambiare la tattica della propria squadra.
Il punto di partenza resta il percorso del Tour de France 2026: cronosquadre iniziale a Barcellona, Pirenei subito, crono individuale nella terza settimana, doppio Alpe d’Huez e finale a Parigi con Montmartre. Una startlist forte solo in salita non basta. Serve una squadra capace di andare forte contro il tempo, proteggere il leader nelle giornate nervose, controllare in pianura e non esplodere nell’ultimo blocco alpino.
Tour de France 2026: situazione squadre e startlist
| Dato | Situazione |
|---|---|
| Partenza | 4 luglio 2026, Barcellona |
| Arrivo | 26 luglio 2026, Parigi Champs-Élysées |
| Squadre | 23 |
| Corridori | 184 |
| Stato roster | Startlist provvisoria, da confermare con gli otto titolari dei team |
Il numero è quello classico del Tour moderno: 23 squadre, otto corridori ciascuna. La differenza la farà la qualità dei blocchi. In un percorso con una cronosquadre subito al primo giorno, le squadre dei favoriti non possono permettersi gregari fuori forma solo perché utili in montagna. Ogni uomo dovrà avere un ruolo preciso fin dal chilometro zero.
Le squadre da classifica generale
| Squadra | Nomi indicati o attesi | Obiettivo principale |
|---|---|---|
| UAE Team Emirates-XRG | Tadej Pogačar, Isaac Del Toro, Adam Yates, Brandon McNulty, Tim Wellens, Nils Politt | Maglia gialla, controllo e superiorità nelle tappe miste |
| Visma-Lease a Bike | Jonas Vingegaard, Matteo Jorgenson, Sepp Kuss, Victor Campenaerts, Edoardo Affini | Classifica generale, montagna lunga e cronosquadre |
| Red Bull-Bora-hansgrohe | Remco Evenepoel, Florian Lipowitz, Jai Hindley, Daniel Felipe Martínez, Mattia Cattaneo | Classifica, crono, doppia o tripla opzione tattica |
| Lidl-Trek | Juan Ayuso, Giulio Ciccone, Mads Pedersen, Quinn Simmons, Mattias Skjelmose | Classifica aggressiva, tappe e maglia verde se il roster verrà confermato |
| Bahrain Victorious | Antonio Tiberi, Lenny Martinez, Pello Bilbao, Matej Mohorič | Top ten, tappe dure e libertà tattica |
| EF Education-EasyPost | Richard Carapaz, Ben Healy, Kasper Asgreen | Corsa offensiva, tappe e classifica se la strada lo permette |
La UAE resta la squadra più facile da leggere: se Pogačar è al via, tutto gira intorno alla maglia gialla. La profondità è il punto forte: Del Toro e Yates possono essere armi da classifica o da pressione, McNulty è prezioso nella cronosquadre e nelle giornate di raccordo, Wellens e Politt danno copertura nei momenti più sporchi della corsa. È una squadra costruita per non subire quasi mai.
Visma ha una lettura diversa. L’assenza di Wout van Aert dal Tour 2026 toglie un corridore enorme per controllo, fughe, ventagli e tappe miste. Vingegaard resta il riferimento per la generale, ma il peso su Jorgenson, Kuss, Campenaerts e Affini aumenta. In una cronosquadre iniziale, avere uomini potenti come Campenaerts e Affini può diventare un vantaggio immediato; nelle montagne finali, invece, conterà la tenuta del blocco intorno al danese.
Red Bull-Bora-hansgrohe è la squadra più intrigante perché può non essere costretta a una sola lettura. Evenepoel porta cronometro, leadership e capacità di aprire la corsa; Lipowitz e Hindley offrono profondità in salita; Cattaneo è un uomo chiave per la cronosquadre e per i tratti di ritmo. Abbiamo già analizzato il tema delle tre punte Red Bull verso il Tour 2026: se il roster definitivo confermerà questa ricchezza, la squadra potrà correre in modo meno prevedibile.
Velocisti, cacciatori di tappe e uomini da corsa aperta
Il Tour 2026 non è un paradiso per velocisti puri, ma ci sono abbastanza occasioni per rendere importante la maglia verde. Jasper Philipsen, Tim Merlier, Biniam Girmay, Mads Pedersen, Arnaud De Lie e Kaden Groves sono profili da tenere d’occhio se confermati nei rispettivi roster. Il tema non sarà soltanto la velocità massima: con Montjuïc, giornate mosse, finali nervosi e Parigi-Montmartre, serviranno sprinter capaci di resistere più del solito.
Alpecin-Premier Tech, con Philipsen e Van der Poel, può essere una delle squadre più difficili da controllare. Philipsen dà una carta per le volate, Van der Poel può accendere tappe miste, strappi e finali sporchi. Lidl-Trek, se porterà Pedersen e Simmons insieme ai suoi uomini da classifica, avrà un profilo simile: possibilità di sprint ridotti, fughe, tappe dure e pressione continua.
Julian Alaphilippe con Tudor, Tom Pidcock con Q36.5, Ben Healy con EF e Matej Mohorič con Bahrain sono nomi che non hanno bisogno di aspettare l’ultima salita. Sono corridori da caos controllato: quando una tappa sembra troppo dura per i velocisti e non abbastanza selettiva per gli uomini di classifica, possono diventare protagonisti. In un Tour con tante giornate intermedie, questo tipo di corridore pesa più di quanto sembri nella presentazione generale.
Gli italiani nella startlist: Ganna, Ciccone, Tiberi e gli altri
Per l’Italia, i nomi più interessanti al momento sono Filippo Ganna, Giulio Ciccone e Antonio Tiberi. Ganna avrebbe una prima tappa molto adatta alle sue qualità: la cronosquadre di Barcellona può valorizzare un passista di quel livello, anche se la gestione interna di Ineos dipenderà dal roster definitivo. Ciccone, in una Lidl-Trek molto ricca, può muoversi tra classifica, montagne e caccia alle tappe. Tiberi, invece, resta il profilo più naturale per un piazzamento importante in generale se la Bahrain gli darà spazio e continuità.
Il discorso sugli italiani al Tour de France 2026 andrà aggiornato quando le squadre chiuderanno gli otto nomi. Ma già ora il quadro è interessante: non c’è soltanto la ricerca di una vittoria di tappa. Ci sono ruoli tecnici importanti nella cronosquadre, uomini da montagna, possibili gregari di lusso e corridori che possono entrare in fughe pesanti.
Quali roster sembrano più completi?
Guardando le liste provvisorie, UAE, Visma, Red Bull e Lidl-Trek sembrano le squadre con più profondità. UAE ha il vantaggio della superiorità media: tanti corridori capaci di essere utili in più contesti. Visma ha un blocco da grandi giri, ma dovrà compensare l’assenza di Van Aert. Red Bull ha molte carte da classifica e cronometro, ma dovrà trasformare l’abbondanza in gerarchia. Lidl-Trek può essere la squadra più spettacolare: Ayuso e Ciccone per la classifica o la montagna, Pedersen e Simmons per tappe e punti.
Subito dietro ci sono squadre che possono cambiare la corsa senza puntare necessariamente alla maglia gialla. Alpecin può far saltare gli sprint e le tappe miste; EF può correre in modo aggressivo; Bahrain può alternare classifica e attacchi; Tudor con Alaphilippe e Küng può cercare giornate specifiche; Decathlon, se Paul Seixas sarà al via in buone condizioni, avrà una delle storie più interessanti del Tour.
Perché la startlist conta più del solito
In alcuni Tour il roster diventa importante soprattutto in montagna. Nel 2026 non basta. La cronosquadre del primo giorno può creare differenze subito. Le prime tappe catalane richiedono posizionamento e lucidità. I Pirenei arrivano presto. La terza settimana obbliga a recuperare dopo crono, Orcières, Alpe d’Huez e ancora Alpe d’Huez. Una squadra sbilanciata può pagare in qualsiasi punto del percorso.
Per questo la startlist del Tour de France 2026 sarà una chiave di lettura fino alla vigilia. Non conterà solo chi porta il capitano più forte, ma chi porta gli uomini giusti per proteggerlo nei giorni in cui non si vede la salita decisiva. Il Tour si vince anche così: scegliendo il gregario che chiude un buco a Barcellona, il passista che evita una caduta prima di Bordeaux, lo scalatore che resta con il leader sul Galibier e l’uomo da crono che non fa perdere secondi il primo giorno.
Fonti principali: Tour de France – percorso ufficiale 2026 | ProCyclingStats – startlist provvisoria Tour de France 2026