Il Tour de Suisse 2026 ha trovato ad Aarburg una di quelle cronometro che sembrano scritte per ricordare quanto il margine tra vittoria e secondo posto possa diventare minuscolo. Tadej Pogačar ha vinto la tappa 4, 23,8 chilometri contro il tempo, battendo Mathieu van der Poel per appena quattro centesimi di secondo. Tobias Foss ha completato il podio di giornata, a 6 secondi.
Il dato conta per due motivi. Il primo è sportivo: Van der Poel è rimasto per lungo tempo sul miglior tempo e ha sfiorato una vittoria pesante in una disciplina che non è il suo territorio naturale. Il secondo riguarda la generale: Pogačar non ha stravolto la corsa, perché l’aveva già piegata nella prima tappa, ma ha aggiunto un altro tassello di controllo prima della giornata conclusiva di Villars-sur-Ollon.
Una crono decisa sul filo
Il percorso di Aarburg era veloce, con poco spazio per errori evidenti e abbastanza ritmo da premiare chi sapeva tenere alta la velocità senza pagare nella seconda metà. Tim Wellens ha fissato un primo riferimento importante, poi Van der Poel ha abbassato il tempo e ha iniziato una lunga attesa da leader provvisorio.
Mathias Vacek sembrava avere la possibilità di cambiare la storia della tappa dopo un intermedio molto competitivo, ma ha perso qualcosa nella parte finale. A quel punto restava Pogačar, partito per ultimo in maglia di leader. Lo sloveno non ha dominato con distacchi larghi: ha dovuto spremere tutto fino agli ultimi metri, chiudendo davanti a Van der Poel per 0,04 secondi. Una differenza quasi invisibile, ma sufficiente per firmare la seconda vittoria in questo Tour de Suisse.
Ordine d’arrivo
| Posizione | Corridore | Squadra | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Tadej Pogačar | UAE Team Emirates XRG | 26:37 |
| 2 | Mathieu van der Poel | Alpecin-Premier Tech | +0,04” |
| 3 | Tobias Foss | Netcompany INEOS | +6” |
Cosa cambia in classifica
La generale resta saldamente nelle mani di Pogačar. Dopo la cronometro, il leader del Tour de Suisse ha 4:22 su Richard Carapaz. È un margine molto ampio, soprattutto in una corsa compressa in cinque giorni, ma la tappa finale non è una passerella: Villars-sur-Ollon propone circa 152 chilometri e oltre 4.000 metri di dislivello, quindi resta una giornata da gestire con attenzione.
La sensazione è che Pogačar abbia usato la cronometro anche come test verso il Tour de France. Non ha distrutto tutti, ma ha vinto anche in una giornata dove Van der Poel è stato vicinissimo e dove ogni rilancio contava. Per gli avversari, il messaggio è meno brutale della tappa d’apertura ma forse ancora più utile da leggere: anche quando non crea il vuoto, Pogačar continua a trovare il modo di mettere la ruota davanti.
Fonti: Tour de Suisse, ProCyclingStats.